Segnalazioni dal web

Il Centro che non lascia

Federalismo incompiuto, eterogeneità territoriale e populismo in Italia: un’analisi informale. Working Paper a cura di Giuseppe Russo, Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Eiunaudi - aprile 2026

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Audizione presso la 6^ Commissione Finanze e tesoro del Senato sul decreto fiscale 38 del 2026

Audizione nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 38 del 2026, contenente disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica (A.S. 1852). Assonime, Consultazioni 7/2026 – 14 aprile 2026

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Osservazioni sul decreto legislativo per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio del TUF

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto di riforma della disciplina dei mercati finanziari volto ad accrescere l'attrattività del mercato dei capitali italiano nei confronti degli investitori internazionali. Assonime, Consultazioni 8/2026 – 15 aprile 2026

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Italian Emission Inventory 1990-2024. Informative Inventory Report 2026

Il Rapporto descrive la stima delle emissioni in atmosfera che l'Italia comunica ufficialmente in accordo a quanto previsto nell’ambito della Convenzione sull’Inquinamento Transfrontaliero a Lungo Raggio (CRLTAP/UNECE) e dei relativi Protocolli di riduzione delle emissioni di tali sostanze. Ispra – aprile 2026 (in lingua inglese)

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National Inventory Document 2026. Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2024

Il documento riporta la rendicontazione degli assorbimenti e delle emissioni di gas serra che l’Italia comunica ufficialmente in accordo a quanto previsto nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC), dell’Accordo di Parigi. Tale comunicazione è anche trasmessa all’Unione Europea in ottemperanza al Regolamento ‘Governance of the Energy Union and Climate Action’. Ispra – aprile 2026 (in lingua inglese)

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Ambiente in Italia: uno sguardo d’insieme Annuario dei dati ambientali 2025

Il Report fornisce un quadro aggiornato e scientificamente fondato dello stato dell’ambiente in Italia. Il documento utilizza oltre 300 indicatori presenti nella Banca dati degli indicatori ambientali ISPRA per fornire informazioni ufficiali a decisori politici, amministratori, tecnici e cittadini. Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), – aprile 2025

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Rapporto sullo stato delle acque in Italia. Verso il quarto ciclo di gestione

Valutazione dello stato quali-quantitativo dei corpi idrici in Italia sulla base dei dati provenienti dal reporting WISE alla Commissione Europea (CE) dei dati relativi ai Piani di Gestione del terzo ciclo di implementazione della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE, acquisiti con il contributo delle Autorità di Bacino Distrettuale, delle Regioni e Province autonome e delle Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA) per l’Ambiente. Ispra – aprile 2026

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World Economic Outlook. Global Economy in the Shadow of War

Prospettive economiche mondiali. L'economia globale all'ombra della guerra. L'economia globale si trova ad affrontare nuove sfide, poiché la guerra in Medio Oriente minaccia di compromettere la crescita e la disinflazione. World Economic Forum – aprile 2026

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Global Financial Stability Report. Global Financial Markets. Confront the War in the Middle East and Amplification Risks

Il Rapporto sulla stabilità finanziaria globale dell'aprile 2026 valuta gli elevati rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla guerra in Medio Oriente, evidenziando come molteplici canali di amplificazione potrebbero mettere alla prova la resilienza e perché sono necessarie azioni politiche decisive per salvaguardare la stabilità globale. International Monetary Fund – aprile 2026 (in lingua inglese)

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Partire bene: i servizi educativi per l’infanzia in Italia e in Europa

Una ricerca comparativa in Italia e quattro grandi Paesi europei: Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. Primo report del programma Fondazione Agnelli Zero Sei – 14 aprile 2026

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Ufficio Parlamentare di Bilancio. Nota sulla congiuntura

Lo scoppio di un nuovo conflitto in Medio Oriente ha turbato ancora una volta gli equilibri economici globali, con ripercussioni che si prospettano significative. La guerra ha comportato la distruzione o il danneggiamento di rilevanti infrastrutture energetiche e indotto pesanti restrizioni al transito lungo rotte strategiche, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz; ne sono derivati forti rincari dei prezzi delle materie prime e interruzioni delle catene di approvvigionamento globali. Si prospettano rilevanti impatti sull’inflazione importata, soprattutto in Europa, dove l’aumento della dinamica e delle attese sui prezzi inciderà sulle prossime decisioni di politica monetaria. Ufficio parlamentare di Bilancio - 15 aprile 2026

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I porti italiani come hub economici

I porti italiani si stanno trasformando da semplici scali a hub economici e logistici strategici nel Mediterraneo, integrando intermodalità, sostenibilità (cold ironing) e digitalizzazione (Intelligenza Artificiale). Il modello "Porto 6.0" mira a renderli centri di innovazione, energia verde e catalizzatori di investimenti, valorizzando la posizione geografica tra tre continenti Dossier Speciale Aspenia, in collaborazione con Webuild – marzo 2026

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Primo Geen Paper sulla povertà dei trasporti

La cosiddetta “povertà dei trasporti” sta diventando una nuova forma di esclusione sociale, impedendo a milioni di persone di accedere a lavoro, istruzione e servizi essenziali. Il fenomeno, analizzato nel primo Green Paper del Transport Poverty Lab, evidenzia come il diritto alla mobilità sia sempre più legato al territorio di residenza. Fondazione per lo Sviluppo sostenibile – marzo 2026

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L’Italia ha presentato la settima revisione del Pnrr

La settima richiesta è stata approvata definitivamente dalle istituzioni europee lo scorso 25 marzo. Coinvolte 40 misure del piano. Anche altri paesi hanno operato ulteriori modifiche. verificare questo. Focus Openpolis – 8 aprile 2026

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Cosa significa davvero interdipendenza? Concetti e strumenti per l'analisi delle dipendenze strategiche del mondo di oggi.

L'analisi mostra come l'interdipendenza non sia una proprietà simmetrica dei flussi economici, ma una struttura di potere definita dalla distribuzione asimmetrica delle alternative, dalla posizione degli attori nella topologia delle reti globali e dalla capacità istituzionale di convertire la centralità strutturale in strumento di coercizione. Paper a cura di Giulia Olini, Centro Studi sul federalismo – marzo 2026

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L’emergenza climatica e le corti regionali dei diritti umani: una lettura comparata dell’opinione consultiva OC-32/25 della Corte interamericana e della giurisprudenza della Corte europea

Il lavoro evidenzia come il sistema interamericano adotti un paradigma più ecocentrico, mentre quello europeo si concentra sul "greening" dei diritti esistenti, analizzando le diverse risposte giudiziarie all'emergenza climatica. A cura di Raffaele Roberto Severino, Federalismi.it - 8 aprile 2026

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Tutela ecologica e riparto costituzionale delle competenze tra Stato e Regioni: gli assetti consolidati e le prospettive di possibile evoluzione dopo la riforma costituzionale del 2022

Il contributo esamina l'impatto della riforma costituzionale del 2022 sul riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia ambientale, alla luce delle modifiche agli articoli 9 e 41. L'analisi valuta se l'inserimento della tutela ecologica come principio fondamentale rappresenti un'effettiva innovazione o la cristallizzazione della giurisprudenza costituzionale pregressa. A cura di Marcello Cecchetti, Federalismi.it – 8 aprile 2026

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L’indipendenza delle autorità di controllo per la protezione dei dati personali alla prova delle recenti prassi nazionali

Il contributo analizza la nozione di indipendenza delle autorità di controllo come delineata dal diritto dell’Unione e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, evidenziando come l’elevato standard di autonomia previsto dal quadro normativo europeo rischi di rimanere in larga misura inattuato nella prassi nazional. di Anna Fiorentini, in Federalismi.it – 8 aprile 2026

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Il mercato europeo della CO₂: come funzionano ETS e CBAM

L’ETS impone alle imprese europee di detenere quote di emissione per poter emettere CO₂ e altri gas serra. Nel tempo, il numero di quote disponibili si è ridotto e le assegnazioni gratuite sono diminuite. Questo ha contribuito a far crescere il costo delle quote di emissione, aumentando i costi di produzione delle imprese operanti in Europa. A cura di di Alessandro Valfrè, Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani – 10 aprile 2026

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