Saharawi, il popolo negato - un articolo dal magazine Atlante, Treccani

23.01.2018

Saharawi, il popolo negato - un articolo dal magazine Atlante, Treccani

Nell’ottobre del 2010, in un ennesimo tentativo di inserire nell’agenda della comunità internazionale la loro questione, piantarono 80 tende a Gdeim Izik, in mezzo al deserto a sud del Marocco, raccolsero oltre 20.000 persone e inaugurarono pacificamente la stagione delle grandi rivolte che, di lì a poco, avrebbero incendiato il Nord Africa e il Medio Oriente. Per Noam Chomsky furono proprio loro con quell’‘Accampamento della dignità’ a dare l’innesco all’era della primavere arabe.

Eppure per molti, i Saharawi non esistono.

La vicenda del Popolo del deserto, le antiche tribù nomadiche la cui presenza in quel lembo di terra stretto tra Marocco del Sud, Mauritania e Oceano Atlantico, affonda le sue radici nella notte dei tempi, è certamente paradossale. Per metà del mondo – l’Unione Africana e la quasi interezza dei Paesi africani, molti Paesi centro o sudamericani, vari asiatici – è parte di uno Stato a tutti gli effetti – la RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica) – e ha un governo e un Parlamento riconosciuti. Per l’altro emisfero, invece, compresi ONU, UE e Vaticano, non è considerato altro che l’estrema propaggine meridionale del Marocco.

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