L'accoglienza dei piccoli ambasciatori di pace 

imgOgni anno dal 1999, con l'arrivo dell'estate, è ormai consuetudine in Emilia-Romagna dare ospitalità, per circa due mesi, a numerose decine di bambini Saharawi. Lontani dal deserto, nel periodo più caldo e critico dell'anno, i piccoli trovano accoglienza in famiglie o in strutture gestite da associazioni e comuni nelle Province di Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Reggio Emilia e Rimini.
L'acqua che scorre da un rubinetto, le onde del mare, l'erba morbida di un prato dove poter dare calci ad un pallone, il sapore di una fetta di anguria. Per molti di loro, si tratta della prima esperienza al di fuori dei campi profughi in Algeria dove sabbia, polvere e vento sono inevitabili compagni e la temperatura nei mesi estivi può raggiungere picchi di 50 gradi.

Il progetto annuale si inserisce nell’ambito della “Campagna nazionale di accoglienza di bambini Saharawi” per lenire i loro disagi dovuti al caldo eccessivo nel deserto di Tindouf. Le spese di ospitalità comprensiva di una vacanza al mare, sono a carico delle associazioni regionali di solidarietà che organizzano iniziative lungo tutto l'arco dell'anno per raccogliere fondi da destinare all'accoglienza e anche ad aiuti umanitari da inviare nei campi profughi.
imgI bambini in arrivo sono anche chiamati "piccoli ambasciatori di pace” perché durante il loro soggiorno, vengono realizzate numerose iniziative sul territorio regionale, ad esempio incontri, mostre fotografiche, cene di solidarietà, attività ludiche, volte a sensibilizzare la popolazione sulla causa Saharawi e sulla loro pacifica lotta per il diritto internazionale. 

In tale contesto è ormai un appuntamento fisso la visita in Assemblea legislativa accolti dai consiglieri regionali che partecipano all'Intergruppo di amicizia con il popolo Saharawi. I "piccoli ambasciatori di pace" vengono accolti per una merenda preceduta da un incontro istituzionale al quale partecipano in genere i rappresentanti del Polisario e delle associazioni ed enti che li ospitano.

 

Lo screening sanitario

Il periodo di permanenza dei bambini in Emilia-Romagna è anche un importante momento per effettuare alcuni controlli sanitari e visite specialistiche che consentono, in considerazione del luogo di provenienza, una valutazione del loro stato di salute e interventi correttivi, quando è possibile. La Regione garantisce l'iscrizione al Servizio sanitario regionale, la visita pediatrica completa, esami clinici e di laboratorio, eventuali altre prestazioni sanitarie se necessarie, l'assistenza primaria attraverso l’individuazione di pediatra di riferimento all’interno dell'Azienda USL di dimora. Dal 1999 al 2015 gli ospiti sottoposti a screening sono stati 1385. 

Sempre in ambito sanitario, l'Emilia-Romagna dal 2010 ha inoltre ha fornito prestazioni sanitarie di alta specialità per interventi mirati a patologie non adeguatamente trattabili nei territori di provenienza a 66 pazienti Saharawi, per lo più in età pediatrica. Tali interventi rientrano nell'ambito del Programma assistenziale a favore di cittadini stranieri trasferiti in Italia, adottato d'intesa con il Ministero della Salute (previsto dalla Legge 449/1997, art.32) per garantire prestazioni sanitarie di alta specialità non erogabili nei Paesi e nelle aree di provenienza.

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(Ultimo aggiornamento 29/04/2019)

Saharawi day ai Giochi del Tricolore di Reggio Emilia

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