Ambiente
- Sentenza della Corte costituzionale n. 145/2026 – Ambiente -inquinamento
- Articolo n.12 della Legge 13 giugno 2025, n. 91 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea - Legge di delegazione europea 2024). Ricorsi promossi dalla Regione Lombardia (notificato il 22 agosto 2025 e depositato in cancelleria in pari data); dalla Regione Piemonte (notificato il 25 agosto 2025 e depositato in cancelleria in pari data); dalla Regione Veneto (notificato il 25 agosto 2025 e depositato in cancelleria in pari data). Delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria – Invarianza finanziaria – Ricorso delle Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto – Lamentata violazione dei princìpi di coordinamento della finanza pubblica, di buon andamento, di equilibrio di bilancio e della autonomia finanziaria: Inammissibilità delle questioni. Delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria – Riferimento alla sinergia tra Stato e regioni – Ricorso della Regione Lombardia– Lamentata violazione del principio di leale collaborazione: Inammissibilità delle questioni. Delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria – Ricorso delle Regioni Piemonte e Veneto – Lamentata violazione della normativa eurounitaria: Inammissibilità delle questioni. Delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria – Acquisizione del parere della Conferenza Stato-Regioni – Omessa previsione – Ricorso della Regione Lombardia: Violazione del principio di leale collaborazione – Non fondatezza delle questioni. Delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria – Acquisizione, prima dell’adozione dei decreti legislativi delegati, del parere della conferenza unificata, anziché dell’intesa – Ricorso della Regione Lombardia, Piemonte e Veneto – Lamentata violazione del principio di leale collaborazione: Non fondatezza delle questioni. Delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell'aria - Assegnazione prevalente alle regioni, anziché allo Stato, dell'onere di adottare le misure per il risanamento dell'aria - Ricorso delle Regioni Piemonte e Veneto - Lamentata violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema nonché dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, irragionevolezza e violazione dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione e di adeguatezza dell'azione amministrativa: Non fondatezza delle questioni. Decisione: non fondatezza - inammissibilità Fonte: [Corte costituzionale]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 142/2026 - Ambiente – Foreste
- Articoli 9, comma 1, 13, comma 2, 17, commi 2 e 3, da 25 a 29 della Legge della Regione Toscana 20 agosto 2025, n. 49 (Gestione multifunzionale del bosco e degli ecosistemi forestali, sviluppo sostenibile, tutela e valorizzazione dell’ambiente, competenze ai fini del vincolo idrogeologico nei parchi e nelle riserve naturali regionali. Modifiche alle leggi regionali 39/2000, 30/2015 e 65/1997). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Previsione, mediante novella legislativa, che i tagli eseguibili senza autorizzazione o dichiarazione non possono eccedere la superficie di 3000 metri quadrati per ogni proprietà e anno – Ricorso del Governo – Lamentata violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela del paesaggio e del patrimonio naturale: Non fondatezza delle questioni. Competenze della Regione in materia di piano antincendi boschivi (AIB) – Assegnazione alla Regione dei compiti di addestramento, aggiornamento e specializzazione del personale che opera, a qualunque livello, nell’AIB – Predisposizione del piano regionale AIB – Ricorso del Governo – Lamentata violazione della competenza legislativa esclusiva statale nelle materie di tutela del paesaggio e di sicurezza: Non fondatezza delle questioni. Autorizzazioni ai fini del vincolo idrogeologico – Previsione, mediante novella, che le autorizzazioni ai fini del vincolo sono rilasciate dalle unioni di comuni subentrate alle comunità montane, dalla città metropolitana di Firenze e da altre unioni di comuni individuate dalla normativa regionale sulle autonomie locali, anziché dalla Regione – Violazione della competenza legislativa esclusiva statale nella materia di tutela dell’ambiente: Illegittimità costituzionale. Decisione: illegittimità costituzionale - non fondatezza – inammissibilità Fonte: {Corte costituzionale]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 116/2026 - Ambiente - Aree protette, parchi e riserve naturali
- Articolo 7, comma 3, della Legge della Regione Toscana 20 agosto 2025, n. 50 (Disposizioni concernenti le aree protette regionali e i siti della Rete Natura 2000 in materia di sanzioni, valutazione di incidenza, oneri istruttori e regolamento della riserva naturale. Modifiche alla L.r. 30/2015). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Modifiche alla l. reg.le n. 30 del 2015 - Sospensione e riduzione in ripristino di interventi, progetti e attività, realizzati o in corso di realizzazione, senza la previa sottoposizione alle procedure di valutazione di incidenza (VINCA) - Previsione della eventuale sospensione, anziché della sospensione obbligatoria, dei lavori o delle attività iniziati in assenza della preventiva VINCA. Decisione: non fondatezza Fonte [Corte costituzionale]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 115/2026 - Energia - Impianti alimentati da fonti rinnovabili
- Articoli 1, commi 2, 5, 7 e 8, e 3, nonché degli Allegati A, B, C, D ed E, della Legge della Regione Sardegna 5 dicembre 2024, n. 20, recante «Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) e per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi». Ricorsi promossi dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio. Disposizioni per l'individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all'installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) - Previsione che individua le aree idonee e le superfici idonee, non idonee e ordinarie al fine di favorire la transizione ecologica, energetica e climatica nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 9, primo e secondo periodo, della Costituzione nonché delle disposizioni di cui agli Artt. 3, lettere f), m) e n), e 4, lettera e), dello statuto speciale per la Sardegna e delle disposizioni attuative e secondo un criterio pianificatorio di sistema che tenga in considerazione la pianificazione energetica e quella di governo del territorio - Previsione che detta disposizioni urgenti, nel rispetto della lettera a), ai sensi dell'Art. 20, comma 4, del Decreto Legislativo n. 199 del 2021 e in conformità a quanto previsto dal Decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica 21 giugno 2024 - Previsione che garantisce la minimizzazione dell'impatto ambientale e paesaggistico degli impianti di energia a fonti rinnovabili, nonché la loro programmazione territoriale al fine di garantire il rispetto degli obblighi comunitari in materia di decarbonizzazione e transizione energetica, nonché nel rispetto degli obiettivi di potenza complessiva da traguardare all'anno 2030 per la Regione autonoma della Sardegna - Previsione che garantisce la massimizzazione delle aree da individuare per agevolare il raggiungimento degli obiettivi di cui alla Tabella A dell'Art. 2 del Decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica 21 giugno 2024, nonché per garantire le esigenze di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, delle aree agricole e forestali, della qualità dell'aria e dei corpi idrici - Previsione che si applica a tutto il territorio della regione, ivi comprese le aree e le superfici sulle quali insistono impianti a fonti rinnovabili in corso di valutazione ambientale e autorizzazione, di competenza regionale o statale, ovvero autorizzati che non abbiano determinato una modifica irreversibile dello stato dei luoghi - Divieto di realizzazione degli impianti ricadenti nelle rispettive aree non idonee come individuate dagli Allegati A, B, C, D, E e dai commi 9 e 11 dell’Art. 1 della Legge della Regione Sardegna 5 dicembre 2024, n. 20 - Applicazione di tale divieto anche agli impianti e gli accumuli FER la cui procedura autorizzativa e di valutazione ambientale, di competenza regionale o statale, è in corso al momento dell'entrata in vigore della medesima legge regionale - Previsione che non può essere dato corso alle istanze di autorizzazione che, pur presentate prima dell'entrata in vigore della legge regionale n. 20 del 2024, risultino in contrasto con essa e ne pregiudichino l'attuazione - Previsione che i provvedimenti autorizzatori e tutti i titoli abilitativi comunque denominati già emanati, aventi ad oggetto gli impianti ricadenti nelle aree non idonee, sono privi di efficacia - Previsione che sono fatti salvi i provvedimenti aventi ad oggetto impianti che hanno già comportato una modificazione irreversibile dello stato dei luoghi - Idoneità all'installazione di impianti FER delle aree e delle superfici di cui all'Allegato F della legge regionale n. 20 del 2024, nonché delle aree idonee di cui al comma 7 secondo periodo - Previsione che sono aree ordinarie tutte le porzioni di territorio non ricomprese negli allegati delle succitata legge - Realizzazione degli impianti e degli accumuli FER, indipendentemente dalla loro collocazione in aree idonee o in aree ordinarie, vincolata al rispetto dei requisiti e delle prescrizioni di cui all'Allegato G della medesima legge regionale, nonché al rispetto delle specifiche prescrizioni di natura territoriale, urbanistica, edilizia, paesaggistica, con particolare riferimento al Piano paesaggistico regionale, ambientale e tecnica proprie dell'area e dell'impianto oggetto di istanza di autorizzazione - Previsione che, qualora un progetto di impianto ricada su un areale ricompreso, sia nelle aree definite idonee, sia nelle aree definite non idonee, prevale il criterio di non idoneità. Decisione: manifesta inammissibilità - restituzione atti - jus superveniens Fonte [Corte costituzionale]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 88/2026 - Energia – Impianti a fonti di energia rinnovabile (FER)
- Decreti del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, Direzione generale valutazioni ambientali di adozione delle valutazioni di impatto ambientale (VIA) 14 febbraio 2025, protocollo n. 68, 13 marzo 2025, protocolli n. 125 e n. 128, 2 aprile 2025, protocollo n. 177, 11 aprile 2025, protocollo n. 192, 14 aprile 2025, protocollo n. 203 e ogni altro atto presupposto, consequenziale e connesso. Ricorsi per conflitto di attribuzione promossi dalla Regione autonoma Sardegna. Individuazione, tramite Legge regionale sarda, delle aree idonee per l’installazione dei relativi impianti – Disapplicazione di tale Legge regionale tramite provvedimenti ministeriali concernenti il rilascio di valutazioni di impatto ambientale (VIA) –Violazione del sistema costituzionale di impugnativa delle leggi regionali, delle competenze della Corte costituzionale e dell’efficacia delle sue pronunce – Non spettanza allo Stato e, per esso al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica – Direzione generale valutazioni ambientali, del potere di adottare i provvedimenti impugnati – Annullamento dei relativi decreti ministeriali. Decisione: accoglie il ricorso Fonte. [Corte costituzionale]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 57/2026 - Acque - Ambiente
- Artt. 34, comma 2, e 50 della Legge della Regione Piemonte 8 luglio 2025, n. 9 (Legge annuale di riordino dell’ordinamento regionale. Anno 2025). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Deflusso ecologico dei corsi d’acqua - Modalità di calcolo del deflusso ecologico. Aree protette, parchi e riserve naturali - Modifiche all’allegato A (Cartografie delle aree naturali protette regionali, delle aree contigue e delle zone naturali di salvaguardia) della Legge regionale n. 19 del 2009 - Sostituzione delle cartografie relative al Parco naturale del Monte Fenera e alle Aree naturali protette e area contigua della fascia fluviale del Po-Torino ovest: Area contigua della fascia fluviale del Po piemontese. Decisione: illegittimità costituzionale [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 13/2026 - Energia – Impianti alimentati da fonti rinnovabili
- Articolo 9, commi 1, 2 e 13, e relativo Allegato C, del Decreto Legislativo 25 novembre 2024, n. 190, recante «Disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in attuazione dell’articolo 26, commi 4 e 5, lettera b) e d), della legge 5 agosto 2022, n. 118». Ricorso promosso dalla Regione Sicilia. Disciplina originaria dei regimi amministrativi per la costruzione e l’esercizio dei relativi impianti di produzione – Provvedimento autorizzatorio unico – Attribuzione allo Stato di ogni competenza per gli impianti di maggior dimensione in mare (off-shore) – Necessità di una previa intesa con la regione interessata – Omessa previsione –Lamentata lesione delle competenze statutarie in materia di industria e commercio, tutela del paesaggio, conservazione delle antichità e pesca, della potestà normativa di dettaglio nelle materie di competenza concorrente di valorizzazione dei beni culturali e ambientali e di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, nonché dei principi di eguaglianza, sussidiarietà e leale collaborazione Decisione: Inammissibilità delle questioni. [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 184/2025 - Energia - Impianti alimentati da fonti rinnovabili
- Artt. 1, c. 2°, 5°, 7°, 8° e 9°, e 3, c. 1°, 2°, 4° e 5°, della legge della Regione Sardegna 05/12/2024, n. 20, recante «Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) e per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi». Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Disposizioni per l'individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all'installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) - Previsione che la l. reg.le n. 20 del 2024 si applica a tutto il territorio della Regione, ivi comprese le aree e le superfici sulle quali insistono impianti a fonti rinnovabili in corso di valutazione ambientale e autorizzazione, di competenza regionale o statale, ovvero autorizzati che non abbiano determinato una modifica irreversibile dello stato dei luoghi. Previsione che sia vietata la realizzazione degli impianti ricadenti nelle rispettive aree non idonee come individuate dagli allegati A, B, C, D, E alla l. reg.le n. 20 del 2024 e dai c. 9 e 11 dell'art. 1 della medesima legge regionale - Previsione che tale divieto si applicchi anche agli impianti e gli accumuli FER la cui procedura autorizzativa e di valutazione ambientale, di competenza regionale o statale, è in corso al momento dell'entrata in vigore della l. reg.le n. 20 del 2024 - Previsione che non può essere dato corso alle istanze di autorizzazione che, pur presentate prima dell'entrata in vigore della medesima legge regionale, risultino in contrasto con essa e ne pregiudichino l'attuazione - Previsione che i provvedimenti autorizzatori e tutti i titoli abilitativi comunque denominati già emanati, aventi a oggetto gli impianti ricadenti nelle aree non idonee, siano privi di efficacia. Previsione che, qualora un progetto di impianto ricada su un areale ricompreso sia nelle aree definite idonee sia nelle aree definite non idonee, prevale il criterio di non idoneità. Interventi di rifacimento, integrale ricostruzione, potenziamento relativi a impianti realizzati in data antecedente all'entrata in vigore della l. reg.le n. 20 del 2024 e in esercizio, nelle aree non idonee - Previsione che sono ammessi solo qualora non comportino un aumento della superficie lorda occupata, nonché, nel caso di impianti eolici, un aumento dell'altezza totale dell'impianto, intesa come la somma delle altezze dei singoli aerogeneratori del relativo impianto, fermo restando quanto previsto dal secondo periodo del c. 6 dell'art. 1 della medesima legge regionale, ivi compreso il rispetto dell'art. 109 delle norme di attuazione del Piano paesaggistico regionale. Previsione che indica quali sono le aree non idonee alla realizzazione di impianti off-shore. Previsione che i comuni hanno facoltà di proporre un'istanza propedeutica alla realizzazione di un impianto o di un accumulo FER all'interno di un'area individuata come non idonea, finalizzata al raggiungimento di un'intesa con la Regione - Previsione che l'istanza è deliberata a maggioranza qualificata dal consiglio comunale, ovvero dai consigli comunali, il cui territorio sia interessato, anche in virtù di un impatto visivo o paesaggistico, dall'impianto o dall'accumulo FER - Previsione che la deliberazione è preceduta da un processo partecipativo, denominato "dibattito pubblico", nonché dall'espletamento di una consultazione popolare che si deve concludere con una posizione favorevole alla proposta - Previsione che l'istanza per il raggiungimento dell'intesa è proposta all'Assessorato competente in materia che secondo le procedure della conferenza di servizi istruttoria di cui alla legge n. 241 del 1990, entro novanta giorni dal ricevimento dell'istanza, convoca i soggetti competenti a esprimersi, all'unanimità, in relazione alla compatibilità dell'intervento rispetto alla presenza di aree non idonee - Previsione che nel procedimento amministrativo non trovano applicazione le previsioni riferite alle ipotesi di assenso tacito - Previsione che, in caso di perfezionamento dell'intesa, il proponente ha facoltà di presentare ai soggetti competenti istanza per la realizzazione dell'intervento nell'ambito del regime autorizzativo stabilito per le aree ordinarie esclusivamente utilizzando, in relazione alla taglia e tipologia dell'impianto, il regime della Procedura abilitativa semplificata (PAS) o dell'Autorizzazione unica (AU). Decisione: illegittimità costituzionale - illegittimità costituzionale parziale - ill. cost. conseg. ex art. 27 legge n. 87/1953 - non fondatezza - non fondatezza nei sensi di cui in motivazione – inammissibilità [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte Costituzionale n.136/2025 - Ambiente - Energia - Materie prime critiche di interesse strategico
- Articoli 1, comma 2; 2, commi 1 e 2; 3, commi 1, 2, 3 e 8; 4, commi 1, 2, 3 e 6; 5, commi 1 e 2; 6, comma 2; 7, comma 2; 10, comma 6, e 15, comma 1, lettera b), del decreto-legge 25 giugno 2024, n. 84 (Disposizioni urgenti sulle materie prime critiche di interesse strategico), convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 2024, n. 115. Ricorso promosso dalla Regione autonoma della Sardegna. Approvvigionamento delle materie prime critiche di interesse strategico e necessità di garantire sul territorio nazionale il raggiungimento degli obiettivi di cui al Regolamento (UE) 2024/1252 - Previsioni che stabiliscono criteri uniformi per assicurare la tempestiva ed efficace realizzazione dei progetti strategici - Presentazione presso la Commissione europea di una domanda di riconoscimento del carattere strategico di un progetto di estrazione, trasformazione o riciclaggio delle materie prime strategiche, da attuare sul territorio nazionale - Pronunciamento da parte del Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) integrato dal Ministro della difesa, dall'Autorità delegata di cui all'art. 3 della legge n. 124 del 2007, ove istituita, e dal Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, sulla sussistenza di eventuali motivi ostativi entro sessanta giorni dalla trasmissione del progetto da parte della Commissione europea - Adozione, nel caso di progetti sulla terraferma, della determinazione del CITE sentita la Regione interessata - Misure di coordinamento - Approvazione da parte del CITE, sentite le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano interessate, del Programma nazionale di esplorazione delle materie prime critiche, con il compito di pronunciarsi sulla richiesta di valutazione, presentata dalla Commissione europea ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1252, dello status di progetto strategico relativo alla estrazione, trasformazione o riciclo delle materie prime critiche strategiche da attuarsi sul territorio nazionale - Invasione delle competenze statutarie in materia mineraria, di industria e commercio - Violazione della normativa di attuazione della riforma costituzionale operata dalla legge costituzionale n. 3 del 2001 - Sostituzione dello Stato all’amministrazione regionale nell’adozione di provvedimenti necessari, senza considerazione del parere rilasciato dalla Regione autonoma su materie di esclusiva competenza - Eccedenza del potere sostitutivo dello Stato alle Regioni nell’adempimento degli obblighi europei - Violazione della clausola di maggior favore - Violazione degli obblighi derivanti dall’ordinamento comunitario, come declinati dal Regolamento (UE) 2024/1252. Istituzione, per il rilascio di ogni titolo abilitativo alla realizzazione di progetti strategici di estrazione, di un punto unico di contatto presso la direzione generale competente del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica - Rilascio dei titoli abilitativi alla realizzazione di progetti di estrazione mineraria nei fondali marini - Istituzione di un punto unico di contatto presso la direzione generale competente del predetto Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, per il rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione di progetti strategici di riciclaggio aventi a oggetto il riciclaggio, ai sensi dell'art. 2, nn. 8) e 10), del medesimo Regolamento, delle materie prime critiche strategiche - Applicazione delle disposizioni di cui all’art. 4 del decreto-legge n. 84 del 2024, c. da 1 a 3, anche quando nel medesimo progetto strategico è compresa, oltre all'attività di estrazione o riciclaggio, anche quella della trasformazione - Individuazione dell'Unità di missione attrazione e sblocco investimenti di cui all'art. 30 del decreto-legge n. 50 del 2022, come convertito, quale punto unico di contatto per i progetti strategici di trasformazione delle materie prime critiche strategiche - Competenza al rilascio dell’autorizzazione unica per i progetti strategici di trasformazione delle materie prime critiche strategiche della direzione generale del Ministero delle imprese e del made in Italy - Comitato tecnico per le materie prime critiche e strategiche - Predisposizione e sottoposizione da parte di tale Comitato, ogni tre anni, all'approvazione del CITE di un Piano nazionale delle materie prime critiche - Misure per accelerare e semplificare la ricerca di materie prime critiche - Permesso di ricerca - Approvazione da parte del CITE del Programma entro il 24 marzo 2025 - Approvazione da parte del CITE, sentite le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano interessate, del Programma nazionale di esplorazione delle materie prime critiche e attribuzione allo stesso Comitato del compito di pronunciarsi sulla richiesta di valutazione, presentata dalla Commissione europea ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1252, dello status di progetto strategico - Denunciate disposizioni che confliggono con l’assetto costituzionale delle competenze legislative esclusive e amministrative, delineate dallo Statuto, dalla Costituzione, dalle relative norme di attuazione e dal diritto comunitario, come declinato dal Regolamento (UE) 2024/1252 - Disciplina che esautora l’autonomia regionale del suo potere esecutivo in relazione all’esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali sulle miniere - Disposizioni che, nel creare una nuova autorità che duplica uffici amministrativi già esistenti e operanti a livello regionale, non perseguono la finalità di semplificare l’attività amministrativa e non perseguono l’obiettivo di migliorare il funzionamento del mercato. Decisione: non fondatezza – inammissibilità [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 134/2025 - Energia - Impianti alimentati da fonti rinnovabili
- Articolo 14, commi 1 e 2, della legge della Regione Calabria 26 novembre 2024, n. 36 (Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 29/2002, n. 24/2008, n. 8/2010, n. 47/2011, n. 24/2013, n. 9/2018, n. 32/2021, n. 10/2022, n. 9/2023, n. 62/2023, n. 6/2024, e disposizioni normative). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Interventi in materia di salvaguardia ambientale - Previsione che è vietata la realizzazione nei parchi nazionali e regionali di impianti di produzione energetica alimentati da biomasse, con sede ricadente nel territorio calabrese, con potenza eccedente i 10 MWatt termici - Previsione che, entro sei mesi dall'entrata in vigore della l. reg.le n. 36 del 2024, i medesimi impianti sono tenuti a ridurre la potenza, uniformandola a tale disposizione, a pena di decadenza della relativa autorizzazione - Denunciata introduzione, a priori, di un divieto generalizzato alla realizzazione e all’installazione di una specifica tipologia di impianti derivanti da Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) in una determinata area - Contrasto con la normativa nazionale di riferimento concernente l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e l’individuazione delle aree, idonee e non, per la relativa installazione - Conflitto con la sentenza n. 121 del 2022 della Corte costituzionale la quale ha chiarito che i limiti a impianti (FER) non possono essere imposti aprioristicamente, ma devono esser frutto di valutazioni caso per caso nell’ambito dei procedimenti autorizzativi - Contrasto con le Linee guida di cui al d.m. 10 settembre 2010, cui rinvia anche il d.m. 21 giugno 2024, che richiedono un’istruttoria specifica e complessa al fine di individuare le aree non idonee - Lesione delle previsioni legislative statali di principio ascrivibili alla materia della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia - Previsione che confligge con le direttive comunitarie, recepite dalla normativa statale interposta, che promuovono la massima diffusione delle fonti di energia rinnovabili - Violazione dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario - Introduzione delle limitazioni alla potenza degli impianti alimentati da biomassa che non tiene conto del giusto equilibrio tra l’interesse alla tutela ambientale e quello alla massima diffusione delle energie rinnovabili - Previsione che, con l’asserito fine di garantire una maggiore tutela ambientale, confligge con il corretto riparto di competenze nella materia della tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, ledendo la potestà esclusiva dello Stato - Norma regionale che contrasta con la normativa statale inerente alle aree naturali e protette la quale stabilisce che l’esercizio delle attività consentite all’interno del parco nazionale sia disciplinato con regolamento adottato dall’ente parco, imponendo una riserva di amministrazione - Conflitto con la medesima normativa interposta che nell’elencare le attività espressamente vietate, non contempla tra queste l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile che, quindi, non possono essere nemmeno sottoposti a limiti di potenza - Disciplina regionale che richiedendo entro sei mesi dalla entrata in vigore della legge regionale n. 36 del 2024, di ridurre la potenza agli impianti di potenza eccedente i 10 MWatt termici, costituisce un’ipotesi di retroattività impropria, che frustra situazioni sostanziali fondate sulle leggi precedenti e l’affidamento dei cittadini nella sicurezza giuridica. Decisione: illegittimità costituzionale - illegittimità costituzionale parziale – inammissibilità [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 126/2025 - Ambiente – VIA (Valutazione di impatto ambientale)
- Articolo 14, comma 2, della legge della Regione siciliana 2 aprile 2024, n. 6 (Riordino normativo dei materiali da cave e materiali lapidei. Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Novella in materia di rinnovo delle autorizzazioni alla coltivazione dei giacimenti di cava – Istanze di variante ai progetti autorizzati – Qualifica di modifiche o estensioni come non sostanziali – Effetti – Mancata richiesta di VIA – Ricorso del Governo – Lamentata violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e a tutela del paesaggio Decisione: Inammissibilità delle questioni. [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 28/2025 - Energia – Impianti alimentati da fonti rinnovabili
- Articolo 3 della Legge della Regione Sardegna 3 luglio 2024, n. 5 "Misure urgenti per la salvaguardia del paesaggio e dei beni paesaggistici e ambientali". Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Misure di salvaguardia del paesaggio – Divieto di realizzare nuovi impianti di produzione e accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili nelle more dell’approvazione della legge regionale di individuazione delle aree idonee e, comunque, per un periodo non superiore a diciotto mesi dall’entrata in vigore della legge regionale impugnata – Indicazione di una serie di aree escluse – Divieto anche per gli impianti già autorizzati – Violazione dei limiti statutari, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario – Decisione: Illegittimità costituzionale. [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 151/2024 – ambiente
- Norme della legge della Regione Sardegna 23 ottobre 2023, n. 9 (Disposizioni di carattere istituzionale, ordinamentale e finanziario su varie materie). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Modifiche alla legge regionale n. 9 del 2006 in materia di bonifiche ambientali di competenza degli enti locali - Prevista attribuzione ai comuni delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di bonifiche ambientali indicati negli artt. 242 e 249 del d.lgs. n. 152 del 2006 per i siti ricadenti interamente nel territorio di competenza, e alle province e alle città metropolitane delle medesime funzioni e compiti amministrativi per i siti ricadenti tra più comuni della stessa provincia o città metropolitana oltre alle funzioni e ai compiti amministrativi attribuiti alla Regione dall’art. 250 del d.lgs. n. 152 del 2006. Edilizia e urbanistica - Interventi edilizi - Modifica dell'art. 39 della legge regionale n. 8 del 2015 in materia di demolizione e ricostruzione - Previsione che la ricostruzione dell'intera volumetria è assentibile unicamente ove il nuovo fabbricato determini un minore impatto paesaggistico, anche senza il mantenimento di sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche dell'edificio preesistente. Decisione: illegittimità costituzionale - illegittimità costituzionale parziale - non fondatezza [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 125/2024 – abusivismo edilizio
- Art. 135, comma 7, della legge della Provincia autonoma di Trento 4 marzo 2008, n. 1 (Pianificazione urbanistica e governo del territorio). Ricorso promosso dal Tribunale regionale di giustizia amministrativa del Trentino-Alto Adige. Concessione in sanatoria – Possibile rilascio anche in assenza della conformità alle norme urbanistiche vigenti al momento di realizzazione dell’intervento edilizio, purché conforme a quelle vigenti al momento della domanda – Violazione dei limiti statutari in materia di urbanistica, nonché dei principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica –Decisione: Illegittimità costituzionale. [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 124/2024 - attività venatoria – vigilanza ambientale
- Norme della legge della Regione Sardegna 23 ottobre 2023, n. 9 (Disposizioni di carattere istituzionale, ordinamentale e finanziario su varie materie). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Modifiche al calendario venatorio riguardante la tortora selvatica (streptopelia turtur) – Violazione della competenza esclusiva statale in materia ambientale – Decisone: Illegittimità costituzionale. Ambiente - Svolgimento da parte di nuclei del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di attività di investigazione sulle cause di incendio nei boschi e nelle campagne - Lamentata violazione della competenza esclusiva statale in tema di sicurezza pubblica e di ordinamento processuale penale e inosservanza dei limiti statutari – Decisione: Non fondatezza della questione. Ambiente – Svolgimento, da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, nell’ambito del territorio della Regione, delle funzioni e dei compiti già espletati in campo nazionale dal soppresso Corpo forestale dello Stato – Violazione della competenza esclusiva statale in tema di organizzazione dell’amministrazione dello Stato e in materia di politica estera e rapporti internazionali con lo Stato e di rapporti con l’Unione europea e in materia di tutela dell’ambiente, nonché inosservanza dei limiti statutari – Decisone: Illegittimità costituzionale parziale. Ambiente – Previsione che determinati nuclei del Corpo forestale e di vigilanza ambientale svolgano, nell’ambito del territorio regionale, attività di polizia giudiziaria ai sensi della vigente normativa nazionale – Lamentata violazione della competenza esclusiva statale in tema di sicurezza pubblica e di ordinamento processuale penale e inosservanza dei limiti statutari – Decisione: Non fondatezza della questione. [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 119/2024 - Edilizia e urbanistica
- Norme della legge della Regione Piemonte 31 maggio 2022, n. 7 (Norme di semplificazione in materia urbanistica ed edilizia). Ricorsi promossi dal Presidente del Consiglio dei ministri. Realizzazione degli interventi previsti dal secondo piano casa - Estensione, tramite rinvio all'art. 2, comma 1, lettera d-bis), della legge reg. Piemonte n. 16 del 2018, nel testo antecedente alle modifiche apportate dall'art. 1, comma 2, della legge reg. Piemonte n. 20 del 2023, ad immobili oggetto di condono - Violazione dei principi fondamentali in materia di governo del territorio. Decisone: Illegittimità costituzionale in parte qua. Realizzazione degli interventi previsti dal secondo piano casa - Permesso di costruire - Rilascio con deliberazione comunale - Lamentata violazione della tutela del paesaggio, della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente, del principio di leale collaborazione nonché irragionevolezza e contrasto col principio del buon andamento della PA. Decisione: Non fondatezza delle questioni. Edilizia e urbanistica – Interventi edilizi – Ristrutturazione edilizia di edifici con destinazioni totalmente/in parte residenziale o turistico-ricettiva o direzionale, produttiva, industriale, logistica o artigianale ovvero commerciale, previste dal PRG – Previsione dell’ampliamento massimo – Lamentata violazione della tutela del paesaggio, della competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente, del principio di leale collaborazione nonché irragionevolezza e contrasto col principio del buon andamento della PA. Decisone: Non fondatezza delle questioni. Edilizia e urbanistica – Interventi in deroga agli strumenti urbanistici – Ristrutturazione edilizia di edifici con destinazioni totalmente/in parte residenziale o turistico-ricettiva o direzionale, produttiva, industriale, logistica o artigianale ovvero commerciale, previste dal PRG – Derogabilità degli strumenti urbanistici, con possibilità di superare i parametri edilizi e urbanistici e la densità fondiaria stabilita dal d.m. n. 1444 del 1968 – Violazione dei principi fondamentali in materia di governo del territorio – Decisione: Illegittimità costituzionale. Edilizia e urbanistica - Interventi edilizi - Recupero abitativo dei sottotetti - Recupero su edifici realizzati dopo l'entrata in vigore della legge regionale, decorsi tre anni dalla realizzazione o ad avvenuto perfezionamento delle pratiche di legittimazione - Irragionevolezza – Decisone: Illegittimità costituzionale parziale. Edilizia e urbanistica – Interventi edilizi – Recupero abitativo dei sottotetti – Recupero su edifici esistenti, indipendentemente dagli indici o dai parametri urbanistici ed edilizi previsti dai PRG e dagli strumenti attuativi vigenti – Violazione dei principi fondamentali in materia di governo del territorio – Decisione: Illegittimità costituzionale. Edilizia e urbanistica - Interventi edilizi - Recupero abitativo dei sottotetti - Possibili deroghe alle misure minime - Lamentata violazione dei principi fondamentali in materia di tutela della salute e irragionevolezza – Decisione: Non fondatezza delle questioni. Edilizia e urbanistica – Interventi edilizi – Demolizione e ricostruzione, con recupero della capacità edificatoria – Procedura di previa variante urbanistica semplificata – Lamentata violazione della tutela del paesaggio, anche quale valore primario e assoluto, della competenza a esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente, del principio di leale collaborazione nonché irragionevolezza e contrasto col principio del buon andamento della PA – Decisione: Non fondatezza delle questioni. Edilizia e urbanistica – Interventi edilizi – Individuazione delle variazioni essenziali al progetto approvato in modo difforme rispetto al t.u. edilizia – Violazione dei principi fondamentali in materia di governo del territorio – Decisione: Illegittimità costituzionale. Edilizia e urbanistica – Interventi edilizi – Individuazione delle variazioni essenziali al progetto approvato – Omesso richiamo all’art. 32, comma 1, lett. d), t.u. edilizia che vi include il «mutamento delle caratteristiche dell’intervento edilizio assentito» – Lamentata violazione dei principi fondamentali dettati dallo Stato nella materia del governo del territorio – Decisone: Non fondatezza delle questioni. Edilizia e urbanistica - Interventi in deroga agli strumenti urbanistici - Realizzazione di spazi di uso collettivo, sfruttamento di seminterrati per cicli e recupero a scopo abitativo dei piani pilotis - Lamentata violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela dell'ambiente nonché del principio di leale collaborazione – Decisione: Non fondatezza delle questioni. Edilizia e urbanistica – Interventi in deroga agli strumenti urbanistici – Realizzazione di spazi di uso collettivo, sfruttamento di seminterrati per cicli e recupero a scopo abitativo dei piani pilotis – Derogabilità degli strumenti urbanistici, con possibilità di superare gli standard di densità edilizia – Violazione dei principi fondamentali in materia di governo del territorio –Decisione: Illegittimità costituzionale. Edilizia e urbanistica – Interventi in deroga agli strumenti urbanistici – Realizzazione, in edifici privati esistenti o di nuova costruzione, di vasche per la riabilitazione con idroterapia di persone con disabilità – Lamentata violazione della competenza esclusiva statale nella materia della tutela dell’ambiente nonché del principio di leale collaborazione – Decisione: Non fondatezza delle questioni. Edilizia e urbanistica – Definizione di stato legittimo dell’immobile, difforme rispetto al t.u. edilizia – Delocalizzazione di fabbricati localizzati in aree a rischio idraulico o geologico – Delocalizzazione di fabbricati localizzati in aree a rischio idraulico o geologico – Disposizioni in materia di interventi di ristrutturazione e di ricostruzione – Condizioni per il recupero di vani e locali interrati e seminterrati – Ristrutturazione edilizia, ai sensi della legge regionale sulla tutela e uso del suolo – Accordi di programma per la realizzazione di progetti aventi rilievo regionale, provinciale e metropolitano – Accordi di programma per la realizzazione di progetti, anche di edilizia privata – Regime del divieto di sanatoria – Tolleranze esecutive – Lamentata violazione della competenza esclusiva dello Stato nella materia della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere assicurati in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, nonché dei principi fondamentali dettati dallo Stato nella materia del governo del territorio – Decisone: Estinzione del processo. [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 109/2024 - Demanio e concessioni demaniali - Ambiente e Aree protette
- Norme della Legge della Regione Sicilia 22 febbraio 2023, n. 2 (Legge di stabilità regionale 2023-2025). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri - Proroga, al 30 aprile 2023, del termine per la presentazione delle istanze di proroga delle concessioni attualmente già in essere e di quello per la conferma, in forma telematica, dell'interesse alla utilizzazione del demanio marittimo - Violazione dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario. Decisione: Illegittimità costituzionale - Ambiente – Aree protette, parchi e riserve naturali – Possibilità di realizzare opere finalizzate alla ricerca scientifica, anche in deroga alle disposizioni di vincolo previste dallo statuto del parco – Ricorso del Governo – Lamentata violazione della certezza del diritto, irragionevolezza ed eccedenza rispetto alla competenza esclusiva in materia di tutela del paesaggio e di conservazione delle antichità e delle opere artistiche – Cessazione della materia del contendere. Decisione: cessata materia del contendere [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte costituzionale n. 103/2024 - Usi civici - Energia
- Norme della legge della Regione Sardegna 23 ottobre 2023, n. 9 (Disposizioni di carattere istituzionale, ordinamentale e finanziario su varie materie). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri - Modifiche alla l. reg.le n. 12 del 1994 - Mutamento di destinazione in caso di installazione di impianti di energie rinnovabili - Istituzione, con deliberazione della Giunta regionale, di un tavolo tecnico interassessoriale, a supporto degli uffici regionali, per la riforma organica dell'intera materia degli usi civici in Sardegna, con particolare riguardo alla l. reg.le n. 12 del 1994 - Acque pubbliche - Modifiche alla l. reg.le n. 12 del 2007 in materia di bacini di accumulo di competenza regionale - Previsione della proroga dal 30 giugno 2018 al 30 settembre 2024 del termine per ottenere, da parte del proprietario o del gestore, l'autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio degli sbarramenti esistenti - Deroga alla normativa statale in materia di regolarizzazione delle opere, anche sotto il profilo paesistico, con invasione della competenza legislativa esclusiva dello Stato nella materia tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. Decisione: inammissibilità – non fondatezza [Fonte: Corte cost.]
- Ordinanza della Corte costituzionale 92/2024 - Energia
- Articoli della legge della Regione Puglia 7 novembre 2022, n. 28 (Norme in materia di incentivazione alla transizione energetica). Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri. Incentivazione alla transizione energetica – Obbligatorietà delle misure di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale, nonché di ulteriori misure di riequilibrio e composizione per impianti e infrastrutture a gas – Attribuzione alla Giunta regionale del potere di modificare le modalità di erogazione e attribuzione delle misure – Ricorso del Governo – Lamentata violazione della competenza esclusiva della tutela della concorrenza e della competenza concorrente della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia – Successiva rinuncia accettata dalla controparte costituita in giudizio Decisione: Estinzione del processo [Fonte: Corte cost.]
- Sentenza della Corte Costituzionale n. 82/2024 – autorizzazione paesaggistica
- Art. 4 della legge della Regione Puglia 4 luglio 2023, n. 19, recante «XI legislatura - 16° provvedimento di riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126 e disposizioni diverse». Ricorso promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri - Parcheggio a uso pubblico e temporaneo – Durata non superiore a centoventi giorni – Esclusione dalle procedure di autorizzazione paesaggistica e di valutazione di assoggettabilità, per un periodo limitato all’anno solare e a condizione del ripristino dello stato dei luoghi entro trenta giorni – Violazione della competenza esclusiva statale nella materia tutela dell’ambiente e dell’ecosistema Decisione: Illegittimità [Fonte: Corte cost.]

