Introduzione
“Nonostante il PUMS della città metropolitana di Bologna, del 2019, abbia previsto un nuovo sistema di trasporto tranviario per l’area urbana di Bologna. Tper non ha avviato alcuna procedura per strutturarsi adeguatamente per poter gestire il servizio in modo autonomo e con competenze interne, ricorrendo a una società esterna proprio in prossimità dell’inizio delle attività di collaudo”. Da queste premesse parte il question time odierno presentato dal consigliere di FdI, Francesco Sassone.

In particolare, Sassone chiede alla Regione quale giudizio dia dell’operato di Tper, società partecipata dall’ente regionale e se le scelte di Tper possano configurare un danno di immagine per la Regione che detiene una quota del 46,13%.
L’esponente di FdI richiama un suo precedente accesso agli atti nel quale si chiedevano chiarimenti sulla futura gestione del servizio tranviario a Bologna. A quell’accesso atti la Regione aveva confermato la presa in carico del servizio da parte della società TPB Scarl, attuale affidataria del servizio con l’Agenzia Srm in scadenza al 28 febbraio 2028. Inoltre, a mezzo stampa, nei giorni scorsi, sono emersi ulteriori dettagli. “Risulterebbe che TPER sarebbe pronta a creare una nuova società consortile dedicata alla gestione della rete tramviaria di Bologna - va avanti il consigliere - e la nuova società potrebbe assumere la denominazione di Bo.tram e potrebbe essere composta da Gest, l’azienda che gestisce lo stesso servizio a Firenze a sua volta controllata da Ratp, Régie autonome des transports parisien, una società francese ed uno dei più grandi gruppi del settore”.
La replica di Priolo

A rispondere in aula è stata l’assessora ai Trasporti, Irene Priolo. "La società citata dagli organi di stampa non ha lo scopo di gestire il servizio - ha chiarito -. Il suo ruolo è invece quello di supportare la fase di collaudo e di formazione del personale per la messa in servizio della rete. Il suo compito è accompagnare il processo di avvio e messa in esercizio con le migliori competenze disponibili, non solo a livello nazionale ma internazionale. Come è stato giustamente risposto all’accesso atti, la gestione del servizio sarà sempre affidata a TPB, come previsto dal contratto. Parliamo di due tipologie di attività completamente differenti. Il personale di Tper gestisce storicamente il servizio di autobus su gomma e la messa in esercizio di un tram richiede competenze diverse; per questo motivo, ciò che si sta facendo è mettere in campo il miglior percorso di formazione possibile. Questo non deve essere interpretato come una perdita di autonomia, ma come un'opportunità per accelerare il trasferimento di know-how verso l'azienda. Se in questo periodo la società non si fosse guardata intorno alla ricerca delle migliori professionalità, allora sì che ci saremmo dovuti preoccupare. Il nostro obiettivo prioritario resta preservare e valorizzare il capitale umano: parliamo di un numero importante di dipendenti che vogliamo qualificare ulteriormente attraverso questo percorso, mantenendo le competenze ben radicate sul nostro territorio".
Sassone insoddisfatto
Nella sua replica, il consigliere Sassone si è detto insoddisfatto della risposta. “Il contratto scadrà nel 2028: se l'obiettivo della nuova struttura societaria oggetto dell'interrogazione era davvero quello di reperire le migliori competenze sul mercato nazionale, bisognava muoversi in un altro modo - ha precisato -. Il sindaco Lepore dichiara che i cantieri finiranno a breve, ma la realtà è ben diversa: eppure, da questi banchi, si fanno affermazioni molto sicure. Rispettare le tempistiche del PNRR significa semplicemente posare le rotaie a terra; una volta finita quella fase, bisognerà comunque riaprire i cantieri per porre rimedio a lavorazioni fatte male per la fretta. A questo si aggiungono i dati preoccupanti emersi di recente: parliamo di ben 23 milioni di euro di extracosti per la realizzazione del tram, senza contare gli altri 50 milioni di extracosti già previsti per la linea verde. A questi costi, vorremmo sapere se andranno aggiunti ulteriori 15 milioni per il consolidamento del ponte di San Donino, necessario per completare la linea rossa, di cui parla il sindaco di Bologna. Una situazione critica in generale, in cui la Tper mostra di non avere alcuna visione strategica. Sappiamo da anni che a Bologna arriverà il tram e che ci sarà una gara da affrontare: e subito bisognava mettersi nelle condizioni di competere sul mercato nazionale. Purtroppo, questa totale mancanza di programmazione conferma che la visione attuale è del tutto inadeguata”.
Ultimo aggiornamento: 07-07-2026, 15:44
