“Se ci voltiamo indietro possiamo vedere quanti impossibili sono diventati possibili: cerebrolesi che erano ritenuti incapaci di pensare perché non parlavano, persone Down per le quali sembrava impossibile diventare adulti con autonomie e tanti altri. Vorremmo forse credere che tutto il possibile sia terminato? Abbiamo finito di esplorare?”
Andrea Canevaro, 2017

La ricerca di strategie e percorsi può indirizzare l’operosità, che è un dato presente in tutti, verso una realizzazione produttiva. Non promuovere l’operosità delle tante persone, solitamente relegate nella marginalità o nell’assistenza, comporta inevitabilmente uno spreco di risorse, di cui i contesti di vita avrebbero tanto bisogno e un danno per tutti. Per questo occorre offrire a ciascuno l'opportunità di mettere il proprio apporto possibile assieme a quello di altri, realizzando filiere finalizzate alla produzione di beni e servizi con valore economico o con attività socialmente utili, a valore d'uso, nelle comunità d'appartenenza. 
Oltre a rendere riconoscibile e riconosciuta l'operosità, si produrrebbe così anche un effetto coevolutivo nei contesti organizzativi e nei territori in cui si svolgono tali esperienze, con benefici per tutti. Tale realizzazione richiama la necessità di dare evidenza al merito distintivo delle organizzazioni che attivano i relativi progetti, conferendo un ruolo sociale e adeguati corrispettivi economici alle persone coinvolte.