Introduzione
Da dieci anni i cittadini possono accedere alle informazioni della pubblica amministrazione. Un grande risultato di trasparenza per l'amministrazione e di riduzione del divario tra cittadini e istituzioni che è stato celebrato nei giorni scorsi in Assemblea legislativa durante “Dieci anni di diritto all’informazione pubblica. Trasparenza, comunicazione pubblica, partecipazione”, convegno promosso dal Difensore civico della Regione Emilia-Romagna Guido Giusti in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.
Un evento che ha visto la partecipazione di amministratori pubblici, professionisti, studiosi, operatori della comunicazione, studenti e cittadini interessati ai temi dell’accesso alle informazioni, della trasparenza e della qualità democratica delle istituzioni.
La dichiarazione di Caludio Giusti, Difensore civico della Regione Emilia-Romagna

“Il rischio, oggi, è che la trasparenza venga vissuta dalle amministrazioni come un ulteriore adempimento burocratico, perdendo di vista la sua natura di diritto della collettività e di condizione essenziale del rapporto di fiducia con i cittadini”, sottolinea Guido Giusti, Difensore civico della Regione Emilia-Romagna. “A dieci anni dall’introduzione dell’accesso civico generalizzato, è necessario riportare il tema alla sua funzione più concreta: mettere le persone nelle condizioni di conoscere, comprendere e valutare l’azione pubblica”.
L’iniziativa è stata l’occasione per riflettere su come sia cambiato, nell’ultimo decennio, il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione: dall’accesso alle informazioni alla qualità della comunicazione istituzionale, fino alle nuove sfide poste dal digitale, dagli algoritmi e dall’intelligenza artificiale.
I relatori che hanno partecipato al convegno
Aperti dai saluti aperti dai saluti istituzionali di Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, e da un videomessaggio della Mediatrice europea Teresa Anjinho, i lavori della giornata sono proseguiti con diversi tavoli tematici.
La prima sessione, dedicata a “Le prospettive della trasparenza amministrativa dieci anni dopo l’affermazione del diritto all’informazione pubblica”, è stata presieduta e moderata da Guido Giusti. Sono intervenuti Giuseppe Busia, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, su trasparenza, prevenzione e contrasto alla corruzione; Marianna Madia, già Ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione; Marino Fardelli, Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici e Difensore civico della Regione Lazio, sul ruolo della rete dei Difensori civici nella tutela del diritto all’informazione pubblica; Leda Guidi, Presidente dell’Associazione Italiana per la Comunicazione Pubblica e Istituzionale, sulla comunicazione pubblica e istituzionale come funzione pubblica.
La seconda sessione, intitolata “La trasparenza in the loop: principi e strumenti di cittadinanza e partecipazione”, è stata presieduta e moderata da Marina Caporale, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Sono intervenuti Enrico Carloni, Università degli Studi di Perugia, su trasparenza amministrativa, algoritmi e intelligenza artificiale; Gianluca Gardini, Università degli Studi di Bologna, sul regime dei dati pubblici, tra obblighi di condivisione e limiti al riuso; Michele D’Alena, Coordinatore dei processi partecipativi della Regione Emilia-Romagna, sulla partecipazione fluida; Paola Baldovino, Difensore civico della Regione Piemonte, sul rapporto tra trasparenza ed esigenze dei cittadini.
Le riflessioni conclusive sono state affidate a Guido Giusti, in dialogo con alcuni studenti del Corso di Laurea in Giurisprudenza di UNIMORE, per guardare al futuro del diritto all’informazione pubblica tra innovazione, partecipazione e responsabilità istituzionale.
Ultimo aggiornamento: 03-07-2026, 13:14
