Introduzione
Il progetto di ampliamento della linea
Il progetto del quadruplicamento della linea ferroviaria Bologna-Castel Bolognese divide esperti di infrastrutture e rappresentanti di Rfi. Per i primi si tratta di un’opera che comporterà costi troppo elevati, incompatibilità tecnica tra treni passeggeri veloci e treni merci pesanti nonché un impatto negativo sul territorio. Secondo i tecnici di Rfi, al contrario, il quadruplicamento permetterà il decongestionamento della linea storica, il potenziamento del trasporto merci e della logistica nonché il superamento dei nodi urbani critici.
L’ampliamento del tracciato, oggetto dell’audizione in commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Paolo Burani, consiste nella realizzazione di una nuova linea a due binari, lunga circa 39 chilometri, progettata con standard di Alta velocità e Alta Capacità per potenziare la direttrice Adriatica. L’obiettivo è potenziare i collegamenti tra Nord e Sud del Paese inserendosi nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T.
Evidenziando la necessità di tempi certi e di una progettazione che rispetti le esigenze espresse dai cittadini delle aree coinvolte dal tracciato, i consiglieri intervenuti si sono detti favorevoli all’opera in quanto opportunità strategica per tutto il territorio.
Le perplessità
Al centro delle perplessità, mosse da accademici e ingegneri esperti in materia, vi sono l’insostenibilità finanziaria del maxi-investimento da 3,6 miliardi di euro e l’impossibilità di far convivere sulla stessa infrastruttura l’Alta velocità (AV) e l’Alta Capacità (AC) per le merci. Per Pietro Spirito, esperto di infrastrutture, “il progetto non risponde ad esigenze reali e il traffico merci va risolto in altro modo, non deve entrare nel nodo di bologna”. Giuseppe Alfonso Cassino, esperto e Ceo di Training ha aggiunto che “con questo progetto non si risolvono i problemi di traffico ferroviario e va a scapito del servizio regionale e metropolitano”. L’esperto Marco Spinedi ha posto la questione dei ‘numeri’: “Lungo la direttrice Adriatica vivono 6 milioni di abitanti e c’è un traffico di 25 milioni di passeggeri contro i 16 milioni di abitanti e 131 milioni di viaggiatori del corridoio centrale. Ciò dimostra che potenzialmente i fruitori della linea Adriatica sono minori”.
Gli elementi a favore
Per contro, Lucio Menta direttore investimenti Rfi ha sottolineato come “sia in atto un grande piano di sviluppo, anche con l’impulso del Pnrr, che riguarda tutto il Paese e la linea Adriatica si inserisce in questo contesto. Stiamo cercando di dare una prospettiva di sviluppo al territorio. Le ipotesi di tracciato devono essere valutate con le Regioni e i territori coinvolti”. Marco Toccafondi, responsabile Sviluppo infrastrutture Rfi, ha aggiunto che “lo spazio recuperato dal transito dei treni merci sulla nuova linea sarà dedicato al traffico regionale rispondendo ai bisogni di mobilità in Emilia-Romagna. Anche a Ravenna Rfi sta portando avanti investimenti significativi e il traffico aggiuntivo potrà sfruttare la nuova linea che garantirà flessibilità di programmazione tra treni lenti e treni più veloci”.
Vai al comunicato completo per leggere gli interventi delle consigliere e dei consiglieri
Ultimo aggiornamento: 18-06-2026, 13:12
