Introduzione
“Recuperare sovranità tecnologica, per avere quella politica". Parole di Vincenzo Colla, vicepresidente e assessore allo Sviluppo della Regione Emilia-Romagna, che oggi ha ribadito come l’Unione europea debba da un lato riconquistare il governo di asset fondamentali, a partire appunto dalle nuove tecnologie, e dall’altro puntare a snellire la burocrazia per l’apertura di nuove imprese.

L’occasione per la riflessione di Colla è stata la seduta congiunta della commissione Politiche economiche e la commissione Bilancio convocate per discutere le nuove proposte di regolamento europeo in materia di società d’impresa che ho come obiettivo il semplificare e velocizzare la creazione di un’impresa in tutti gli Stati membri dell’Unione europea.
“L’impatto di come si posizione l’Europa sia fondamentale: l’Ue è uno spazio politico sociale economico, in grado di governare processi importanti su asset fondamentali”, ribadisce Colla nel ricordare come “bisogna recuperare sovranità tecnologica, se non hai sovranità tecnologica non la puoi avere politica. Dentro a questo scenario si inseriscono le nuove norme europee che puntano a snellire la burocrazia e facilitare l’apertura di imprese in tempi rapidi”.
A fare gli onori di casa sono stati i presidenti delle due commissioni Luca Giovanni Quintavalla e Annalisa Arletti che hanno sottolineato quanto importante sia questa discussione sulle nuove direttive europee.
A sostegno di un’Unione europea meno ostaggio della burocrazia e quindi più forte si sono espressi, seppur con diverse sfumature, tutti i protagonisti della seduta delle due commissioni: deputati europei, docenti universitari e consiglieri regionali.
Gli interventi dei deputati europei
Per Giorgio Gori (Pd) “lavoriamo per abbattere le barriere e diminuire la frammentazione. Il mio giudizio sulla proposta è positivo, c’è la possibilità di aprire un’impresa in 48 ore con capitale sociale di un euro. Dal punto di vista politico, il Parlamento ha votato a maggioranza a favore, ma mi sembra giusto elencare anche delle critiche sollevate: i notai sono critici sui controlli della legalità preventivi, l’eventuale conflitto con altre norme, mentre per i sindacati ci potrebbero essere effetti sui diritti dei lavoratori”.
Per Massimiliano Salini (Forza Italia) “bisogna accompagnare la vita dell’impresa in tutte le fasi: le nuove norme rappresentano una sfida politica affascinante perché ripongono al centro del dibattito politico questi temi”.
Per Nicola Procaccini (FdI) “bisogna concentrarsi su poche questioni in cui serve l’Europa e lasciare altre questioni agli Stati. Il mercato unico è il maggior asset che abbiamo e non va solo difeso ma integrato”.
Ad intervenire è stato anche Francesco Timpano, professore ordinario di Politica economica Università Cattolica del Sacro Cuore: “Le nuove norme non sono solo una proposta di diritto societario ma uno strumento per cominciare a trasformare il mercato unico in spazio economico integrato. La proposta di regolamento è una proposta tendenzialmente per le Start up, imprese che vogliono lavorare su scala europea. Le imprese di questo genere incontrano un mosaico di regole nazionali anche sul lavoro e sul fisco”.
Gli interventi dei consiglieri regionali
Ludovica Carla Ferrari (Pd): “La proposta va nella direzione giusta, cioè una diminuzione della frammentazione. La sburocratizzazione è interessante soprattutto per l’Italia. Bisogna però continuare a tutelare i diritti del lavoro”.
Fausto Gianella (FdI): “A causa della burocrazia è difficile fare impresa anche negli altri Stati europei. In America, mercato con cui competiamo, i controlli vengono fatti quando l’azienda è già operativa, qui invece bisogna avere tutte le autorizzazioni. Questo ritarda in maniera esponenziale la possibilità di fare impresa. Non vorrei che attraverso queste leggi facessimo presto ad aprire un’impresa, ma permanesse l’arrugginimento burocratico”.
Luca Sabatini (Pd): “Ogni elemento innovativo porta con sé delle difficoltà. Si possono prevedere in futuro anche degli elementi di tutela dell’ingegno o della competitività. Mi auguro che il dibattito che si genererà stia sugli elementi di maggiore criticità potenziale, che riassumerei in legalità transfrontaliera”.
Maria Costi (Pd): “Le imprese per la Regione sono un valore fondante e questa è un’opportunità per ridurre i costi. Il tema della disponibilità dei capitali non è solo un tema del regolamento dell’attività giuridica ma accogliamo positivamente questa proposta. Il tema della legalità va presidiato, a livello europeo un’ulteriore attenzione è necessaria”.
Alessandro Aragona (FdI): “Questa normativa va nella giusta direzione giusta? Essenzialmente sì, sburocratizzare e semplificare dà opportunità in più al sistema produttivo, è quello di cui hanno bisogno le imprese. Produrrà un cambiamento? Dipenderà da ciò che ci metteremo dentro e credo che gli ambiti di manovra siano limitati. Non risolverà il problema della competitività”.
Paolo Trande (Avs): “Chi come me è tendenzialmente favorevole, vede in questa iniziativa un elemento di ottimismo. A questo elemento fiduciario si sono aggiunte tante problematicità che sono state messe sul piatto, ma penso non debbano scoraggiare. Confido possa essere l’occasione per fare un passo in avanti anche su altri fronti”.
(Giorgia Tisselli)
Ultimo aggiornamento: 17-06-2026, 12:03
