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Le commissioni riunite per parlare di peste suina

Introduzione

Prosegue l’impegno della Regione per il contrasto della Peste suina africana (Psa) con l’impegno di tutelare tanto la salute quanto la filiera agroalimentare così rilevante nel Pil dell’Emilia-Romagna. 

Se l’obiettivo rimane quello di contenere la diffusione del virus attraverso il depopolamento dei cinghiali e la ricerca delle carcasse potenzialmente infette, la novità è un bando da 1,6 milioni di euro (800mila euro per le province di Piacenza e Parma, 800mila euro per le province di Modena, Reggio Emilia e la Città metropolitana di Bologna). Le risorse saranno impiegate per l’installazione di trappole per i cinghiali, la gestione delle catture, gli abbattimenti, le operazioni di depopolamento nelle aree individuate dai piani di controllo, la ricerca attiva delle carcasse e tutte le azioni funzionali all'attuazione delle misure di eradicazione e contenimento della peste suina africana previste dal Commissario straordinario e dalla normativa europea e nazionale.  

Se ne è discusso durante la commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, riunita in seduta congiunta con la commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla, in cui sono intervenuti l’assessore alla Sanità Massimo Fabi, quello all’Agricoltura Alessio Mammi e il commissario straordinario alla Psa Giovanni Filippini. Muzzarelli ha sottolineato la necessità di “creare sinergie tra i diversi soggetti coinvolti per sostenere le imprese in sofferenza. Dato che la nostra regione vanta diversi prodotti agroalimentari Igp occorre proteggere al massimo il nostro territorio”. Per Quintavalla ha ricordato che “il settore dei salumi vale oltre 5 miliardi di euro ed è uno dei pilastri della nostra economia, c’è quindi in gioco un comparto importantissimo. Nel territorio piacentino ci sono imprese che soffrono da mesi”.  

La posizione della Giunta

L'assessore Mammi ha ribadito la massima collaborazione con la struttura commissariale e sottolineato la necessità di una strategia nazionale omogenea alla quale ogni Regione possa adeguarsi. L’assessore Fabi ha invece annunciato che in Conferenza Stato-Regioni porrà il tema di come intensificare l’attività di ricerca attiva anche nell’area Toscana al fine di avere risultati anche sul versante romagnolo dell’Appennino.  

Nel fare il punto, Filippini ha spiegato che “lo scenario della Psa è dinamico e complesso e la preoccupazione aumenta in tutta Europa perché il virus si somma ad altre malattie che si stanno diffondendo.  Il nostro obiettivo è contenere il virus che è in fase di espansione nei territori a Ovest e Sud-Est anche se risulta relativamente rallentata nell’area della Romagna al confine con la Toscana. Nella parte Ovest della regione insiste un focolaio che ci preoccupa perché in quella zona c’è più di un milione di maiali. Fondamentale lo smaltimento delle carcasse perché il virus rimane attivo e bisogna ripulire. Rispetto a qualche mese fa, emergono dati interessanti rispetto al depopolamento dei cinghiali nei parchi, in particolare tra Bologna, Modena e Parma, indice che in Emilia-Romagna si sta procedendo nella direzione giusta”.  

Le relazioni di Fabi, Mammi e Filippini hanno riscosso l’approvazione da parte del centrosinistra che parla di misure sagge e utili alla tutela della salute e dell’ambiente, mentre il centrodestra ha bocciato la Regione parlando di ritardi e chiedendo un cambio di passo a partire dalla verifica dei reali effetti delle politiche regionali. 

Il dibattito 

Tommaso Fiazza (Lega) ha espresso perplessità rispetto al fatto che “nell’ultimo bando per il servizio di controllo dei cinghiali non sono state comprese le associazioni ma solo le aziende”.  

Marta Evangeilisti (FdI) ritiene importante “l’aggiornamento per poter dare risposte ai territori, anche in chiave turistica, dove insistono i parchi: più si parla di Psa e più si è in grado di spiegare ai turisti che le zone sono gestite in un certo modo e non c’è pericolosità”. 

Priamo Bocchi (FdI) ha precisato che in provincia di Parma “i gestori dei prosciuttifici sono preoccupati, sarebbe interessante sapere se ci sono prospettive a breve di apertura a nuovi mercati”. 

Per Francesca Lucchi (Pd) l’auspicio è “che la nomina del commissario, in attesa di riconferma, avvenga nel minor tempo per il proseguimento dell’attività”. 

Fausto Gianella (FdI) ritiene importante “il cambio generazionale dei cacciatori: servirebbe un intervento della Regione per dare una diversa lettura dell’attività venatoria. In particolare, nel Basso ferrarese dove proliferano le nutrie”.  

Maria Costi (Pd) ha condiviso “la necessità di avere certezza che il lavoro di buona qualità del commissario possa continuare”. 

Per Elena Ugolini (Rete Civica) occorre chiarire se “con il contenimento si arrivi veramente alla eradicazione della specie che porta la malattia: dobbiamo capire se stiamo facendo tutto il possibile per questo”.  

Ultimo aggiornamento: 15-06-2026, 16:53