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Introduzione

Una manovra da oltre 140 milioni di euro, di cui 100 milioni in investimenti, i cui punti di forza sono: fondi per la sanità e il welfare (26,5 milioni di euro); risorse aggiuntive per accelerare il piano casa (6 milioni di euro); investimenti per la riqualificazione  della costa (10 milioni di euro) e la messa in sicurezza delle strade (18 milioni di euro) nonché per la sicurezza urbana, a partire dalle stazioni ferroviarie, sempre più teatro di fenomeni criminali (4 milioni di euro); fondi per le imprese (11,4 milioni); l’agricoltura (4,5 milioni); gli hub urbani e di prossimità (8 milioni);  la sperimentazione del il nuovo servizio extrascolastico per le bambine e i bambini delle primarie , dal 31 agosto al 14 settembre (3 milioni di euro); la conferma dell’impegno per l’innovazione tecnologica a partire dal sostegno al Tecnopolo di Bologna (21 milioni di euro).

Con l’illustrazione dell’assestamento 2026, in commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti, è iniziato il confronto sulla manovra estiva della Giunta e il Defr-Documento di programmazione economica e finanziaria 2026 a esso collegato.

Numeri e voci dell’assestamento 2026

Scorrendo le vari voci dell’assestamento 2026 si vede come siano previsti 18 milioni per indennizzare gli emotrasfusi e ulteriori 2 milioni per cofinanziare gli investimenti sanitari, 5 milioni di euro per garantire la formazione gratuita degli Operatori sociosanitari, contrastando così la cronica carenza di personale, 1,5 milioni per  politiche a contrasto della povertà assoluta  e la tutela delle fasce vulnerabili,  3 milioni di euro per sperimentare nei Comuni capoluogo e nelle Unioni “Atuss” il nuovo servizio extrascolastico per bambine e bambini delle primarie dal 31 agosto al 14 settembre, supportando la conciliazione vita-lavoro delle famiglie.

Importanti anche gli investimenti sulla casa dove, dopo l’approvazione della legge regionale che, mobilitando 300 milioni di euro provenienti dalla Banca europea per gli investimenti, punta a recuperare 3mila alloggi nei prossimi anni per le persone in situazione economica di fragilità; Inoltre, sono previsti ulteriori 6 milioni di euro per accelerare il ripristino degli alloggi pubblici sfitti da destinare alla locazione a canone calmierato (Ers). Altri 10 milioni sono previsti per la riqualificazione della costa, mentre quasi 8 milioni serviranno per rilanciare il commercio di vicinato e i borghi attraverso la realizzazione degli hub urbani e quasi 18 milioni serviranno per la manutenzione straordinaria delle strade e la realizzazione di nuovi interventi, prioritariamente sulla rete stradale provinciale. Altri 3,8 milioni sono destinati all’attrattività delle aree montane e interne, 4 milioni per la sicurezza urbana, con focus sulle stazioni. Per le imprese sono previsti 11,4 milioni per il Fondo Starter e la sezione speciale regionale del Fondo centrale di garanzia per sostenere l’accesso al credito per gli investimenti delle imprese.  La possibilità di ricorrere a investimenti con risorse regionali per la riqualificazione energetica del patrimonio regionale permette inoltre di “liberare” otto milioni di euro di risorse del programma regionale Fesr, anch’essi da impiegare per stimolare l’economia in chiave anticiclica. Per l’agricoltura sono previsti 4,5 milioni di euro. Circa 21 milioni di euro, infine, serviranno a dare continuità ai lavori del Dama Tecnopolo di Bologna, fra cui l’insediamento dell’Università dell’Onu, neutralizzando l'impatto dei rincari delle materie prime causati dalle tensioni geopolitiche e dal venir meno dei fondi statali per gli appalti pubblici.

Il contesto 

Insieme all’assestamento è stato presentato anche il Defr-Documento di programmazione economica e finanziaria 2026, ovvero la “cornice” entro cui si inserisce la manovra da 140 milioni della giunta. Scorrendo il Defr si vede come l’assestamento 2026 si inserisca in un quadro di finanza pubblica nazionale e internazionale severo, su cui pesano gli effetti dei conflitti ancora in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, che hanno determinato un aumento dei costi dell’energia con tutte le conseguenze del caso su imprese e cittadini. Nonostante questo, il Defr prevede per l’Emilia-Romagna una crescita superiore alla media nazionale sia per quanto riguarda il Pil, sia per quanto riguarda le esportazioni: numeri che confermano la solidità del settore produttivo regionale in grado di reggere gli urti della difficile congiuntura nazionale e internazionale. Da monitorare i dati relativi alle previsioni della spesa sanitaria italiana di cui nel prossimo biennio si prevede una crescita in termini assoluti del 1,8% a fronte di una crescita del Fondo sanitario nazionale dello 0,7% nel 2027 e dello 0,8% nel 2028.

Ultimo aggiornamento: 29-06-2026, 17:45