Introduzione
L’Unione europea sia più protagonista nell’affrontare l’emergenza abitativa. È la richiesta che emerge da un questionario realizzato, diffuso e analizzato dal Centro Europe Direct della Regione Emilia-Romagna, l’ufficio che si occupa di politiche europee, i cui risultati sono ora pubblicati sul sito di Europe Direct Emilia-Romagna.
Dal 7 novembre 2025 al 30 aprile 2026, il Centro ha reso disponibile il questionario partecipativo su “Abitare oggi nell’Unione Europea”, con l’obiettivo di cogliere gli aspetti maggiormente rilevanti per le persone nell’ambito della situazione abitativa in Italia e in Europa. Il questionario è stato diffuso attraverso la newsletter e i social di Europe Direct Emilia-Romagna e durante le varie rassegne organizzate dal Centro.
Nel complesso, i dati evidenziano come le difficoltà economiche e strutturali del mercato abitativo, in particolare i prezzi elevati e la scarsa disponibilità di immobili, siano percepite come le principali barriere all’accesso alla casa. Infatti, alla domanda “Hai riscontrato ostacoli nella ricerca di un alloggio?”, emerge con chiarezza come la principale difficoltà sia rappresentata dai costi elevati. Il 64% degli intervistati indica infatti gli affitti troppo alti come ostacolo principale.
Altre criticità rilevanti riguardano la mancanza di offerta disponibile e la richiesta di garanzie (come contratti stabili o fideiussioni), entrambe segnalate dal 27% dei rispondenti. Seguono, con percentuali più contenute, il reddito insufficiente, indicato dal 12% degli intervistati, e le forme di discriminazione (legate a età, etnia o situazione lavorativa), riportate dal 7%.

“Credo che la politica per proporre soluzioni adeguate ai problemi dei cittadini debba partire dall’ascolto” commenta il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri. “Per questo sono preziosi strumenti quali i questionari, come quello proposto da Europe Direct, che interrogano le persone su temi specifici. Il fatto che oltre la metà delle persone che hanno risposto all’invito abbia meno di 34 anni è una sfida e una speranza per il futuro. Una sfida perché ci conferma che il problema abitativo è molto sentito dalle giovani generazioni; una speranza perché, rispondendo, i giovani dimostrano di credere nell’Europa e nella possibilità che le istituzioni europee contribuiscano a risolvere le criticità quotidiane”.
Il ruolo dell’UE
I dati raccontano di un “pianeta casa” segnato da stipendi e salari insufficienti per potersi permettere l’acquisto di un appartamento o solamente l’affitto di un immobile.
Da qui la richiesta di politiche pubbliche di sostegno a partire da incentivi per famiglie e giovani coppie. E una richiesta che arriva direttamente al cuore dell’Unione europea: il 69% di chi risposto al questionario si dichiara favorevole a un maggiore ruolo dell’Ue per risolvere l’emergenza abitativa, mentre solo il 20% considera la materia di competenza locale, regionale o nazionale.
Il restante 11%, invece, dichiara di non sapere esprimere un’opinione in merito. La richiesta di uno cambio di passo dell’Unione europea si basa sulla convinzione che le politiche attuate da Bruxelles siano insufficienti (61% dei rispondenti).
Le proposte
Dal questionario di Europe Direct non arrivano solo critiche, ma anche proposte: il 54% chiede maggiori incentivi per giovani e famiglie, il 47% vorrebbe la costruzione di nuovi alloggi pubblici, mentre il 33% individua come prioritaria la ristrutturazione dell’edilizia esistente. Il 22%, poi, vorrebbe specifici contributi per l’affitto, il 18% l’introduzione di norme più stringenti sugli affitti brevi, il 4% liberalizzazione del mercato immobiliare, un altro 4% contributi per morosità. Solo il 3% ritiene che non sia necessario alcun intervento.
Le esperienze
Scorrendo i dati emersi dal questionario emergono anche le motivazioni che hanno spinto i rispondenti a chiedere politiche più incisive sul tema casa. Il minimo comune denominatore sono le esperienze individuali: il 54% delle persone afferma di aver trovato una sistemazione abitativa, ma con costi elevati o difficoltà significative, e il 14% parla addirittura parla di esperienza negativa, evidenziando problemi legati alla difficoltà nel trovare casa o all’inaccessibilità degli affitti; solo il 32% dei partecipanti dichiara di aver trovato facilmente un’abitazione adeguata.
La casa incide pesantemente sul reddito
Le spese abitative incidono in modo significativo sul reddito mensile di chi ha risposto al questionario: il 33% dichiara di destinare tra il 20% e il 30% del proprio reddito alla casa, il 23% sostiene invece costi compresi tra il 30% e il 40%, mentre il 16% supera addirittura il 40% del reddito mensile.
Solo il 9% delle/dei rispondenti spende meno del 20%, mentre il 19% preferisce non rispondere o non è in grado di stimare con precisione l’incidenza delle spese abitative.
Il campione
Hanno risposto al questionario 129 persone, per la maggioranza giovani con meno di 34 anni (il 26% ha tra i 18 e i 24 anni, il 34% tra 25 e i 34 anni, il 12% tra i 35 e i 44 anni, il 27% tra i 45 e i 64 anni e solo l’1% dei partecipanti ha più di 65 anni). Il 20% dichiara di non essere residente in Emilia-Romagna.
La maggior parte dei rispondenti (38%) vive in città con oltre 250mila abitanti. Seguono le città di medie dimensioni, tra i 250mila e i 50mila abitanti, con il 24% delle risposte. Le piccole città tra i 50mila e i 10mila abitanti raccolgono il 15%, delle risposte mentre i comuni tra 10 e i 5mila abitanti rappresentano il 12%. Infine, l’11% dei rispondenti vive in piccoli comuni con meno di 5mila abitanti.
Ultimo aggiornamento: 28-08-2026, 12:23






