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La Giunta faccia chiarezza sulle criticità organizzative e gestionali dei Consorzi fitosanitari, con particolare riferimento a Parma, in merito alla sovrapposizione con le funzioni regionali e sull'opportunità di una loro regionalizzazione. È l’oggetto di un’interrogazione di Priamo Bocchi (Fratelli d’Italia).
“Da segnalazioni dei consorziati - ha spiegato il consigliere - emerge una scarsa intelligibilità dei bilanci, dei piani di riparto, dei criteri di determinazione dei contributi a tal punto da confondere la contribuzione fitosanitaria con quella del Consorzio di bonifica. Inoltre, non appare sempre chiaramente distinguibile il perimetro delle attività riconducibili alle funzioni obbligatorie del Consorzio rispetto a quelle svolte in regime di delega o convenzione con la Regione. La struttura istituzionale consortile pare essere entrata in fase patologica ormai da tempo, stante il mantenimento della continuità delle attività regionali a convenzione annuale scaduta, non risultando sospensione delle attività. Si registra anche la presenza ultradecennale di dirigente regionale (anche questo mai ruotato) all’interno della Commissione amministratrice quale amministratore del Consorzio, che svolge attività sostanziali di stipula e controllo della convenzione fitosanitaria per conto della Regione, facendo emergere un palese conflitto di interesse tra enti”.
“In questo contesto - ha proseguito Bocchi - il Consorzio fornisce un servizio quasi speculare a quelli forniti dalla Regione: avrebbe dovuto essere inserito nel riordino delle strutture regionali attualmente in atto prevedendo la trasformazione, a Parma, in ufficio territoriale del Settore fitosanitario regionale, in una logica di rispetto dei principi di equità fiscale e di efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione. La Regione deve garantire il rispetto dei principi di trasparenza, proporzionalità e correlazione tra contributo richiesto e servizio reso”.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 10-08-2026, 15:16
