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La Regione manifesti la propria disponibilità nei confronti del Governo e del Ministero dell’Interno al fine di individuare un sito idoneo in Emilia-Romagna per ospitare un centro di permanenza per il rimpatrio. E’ l’impegno rivolto alla giunta, con una risoluzione presentata dal consigliere di FdI Ferdinando Pulitanò e sottoscritta da Annalisa Arletti.

“Il Ministero dell'Interno ha espresso a più riprese la necessità di potenziare la rete nazionale dei Cpr, al fine di garantire una distribuzione equa delle strutture sul territorio nazionale e alleggerire la pressione sulle regioni attualmente più esposte – affermano i consiglieri -.  Attualmente, quando le forze dell'ordine in Emilia-Romagna rintracciano un cittadino straniero non regolare che deve essere espulso, sono costrette a trasferirlo nei Cpr di altre regioni come quelli di Gorizia, Milano, Torino o Brindisi, sempre che vi siano posti disponibili. La presenza di un Cpr sul territorio regionale consente di ottimizzare e velocizzare le procedure di identificazione ed espulsione dei soggetti irregolari rintracciati a livello locale, riducendo i tempi di permanenza di questi ultimi nelle strutture temporanee o il loro rilascio in assenza di rimpatrio effettivo”.

Gli esponenti di FdI ricordano anche come, in un recente question time alla Camera, il Ministro Piantedosi abbia confermato il piano del Viminale per ampliare la rete nazionale dei Cpr, precisamente in Campania, due in Trentino-Alto Adige, in Toscana ed Emilia-Romagna.

“I sindaci di diverse città emiliane, anche di aree ad alta densità urbana come Bologna, Reggio Emilia o Modena, segnalano spesso problemi legati alla sicurezza nelle aree monumentali o nelle stazioni. I cpr, in quest’ottica, sono lo strumento terminale per allontanare definitivamente chi delinque, impedendo che torni in circolazione sul territorio dopo una denuncia o una breve detenzione”.

Da qui l’atto di indirizzo che impegna la giunta ad avviare un tavolo tecnico di confronto con il Governo e le Prefetture competenti per individuare la localizzazione più idonea della struttura, privilegiando siti isolati, infrastrutture demaniali dismesse o aree che non interferiscano con la pianificazione urbanistica, turistica o residenziale dei Comuni coinvolti.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 18-06-2026, 13:00