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La Regione avvii un confronto con l’Ufficio scolastico regionale per salvaguardare la libertà di insegnamento dei docenti e l'autonomia delle istituzioni scolastiche emiliano-romagnole. A chiederlo, con un’interpellanza, è Simona Larghetti (Avs) che invita l’esecutivo a verificare quanti accertamenti ispettivi siano stati avviati dall’Ufficio scolastico regionale nelle scuole e quanti provvedimenti disciplinari ha erogato nei confronti del personale docente e non docente delle scuole dell’Emilia-Romagna negli ultimi tre anni.

“La Flc Cgil Emilia-Romagna ha denunciato che la scuola pubblica è sottoposta a un clima sempre più pesante e che percorsi che costruiscono consapevolezza, pensiero critico, responsabilità e cittadinanza democratica troppo spesso vengono trasformati in un caso politico - ha spiegato la consigliera -. La solerzia con cui vengono attivate ispezioni e richieste di chiarimenti alle scuole da parte dell’Ufficio scolastico, probabilmente anche sotto pressione ministeriale è grave. Si è arrivati persino a chiedere conto delle motivazioni di un sei in condotta attribuito a chi ha esposto, dentro una scuola, slogan dichiaratamente razzisti.

“In particolare - ha proseguito Larghetti - i collegi di Minghetti, Aldini e Belluzzi di Bologna vedono sistematicamente violato l’articolo 7 del decreto legislativo 297/1994: il collegio non può votare ciò che un terzo dei suoi componenti ha legittimamente portato all’ordine del giorno. Questa è una deriva che rischia di allontanare la scuola da quel modello di comunità educante fondato sulla corresponsabilità e sul confronto tra professionalità differenti”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 02-07-2026, 16:23