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L’istituzione del dipartimento gestionale dello staff della direzione strategica da parte dell’Ausl di Bologna e le modalità di affidamento del relativo incarico di direzione, sono al centro dell’interrogazione presentata dalla capogruppo di FdI, Marta Evangelisti.

Nell’atto ispettivo si evidenzia come, il 20 marzo 2026, si fosse proceduto all’affidamento temporaneo dell’incarico fino all’ottobre 2026; il 29 maggio, tuttavia, a seguito dei pareri favorevoli di chi di competenza, l’incarico è diventato definitivo e quinquennale con decorrenza dal primo giugno 2026.

Una situazione su cui Evangelisti chiede chiarezza. “Il contratto collettivo nazionale dell’area funzioni locali impone alle amministrazioni di formulare, in via preventiva e di applicare criteri e procedure trasparenti per l’affidamento degli incarichi dirigenziali dipartimentali, legando la scelta a parametri oggettivi e riscontrabili – spiega la consigliera -. Dall’analisi della delibera di maggio non si ravvisa, in alcun modo, il fatto che i criteri di scelta fossero stati predeterminati. L’atto si limita a richiamare un verbale del comitato di dipartimento nel quale vengono riportati i curriculum e i progetti di sviluppo presentati da due distinti dirigenti titolari di struttura complessa, concorrenti per la medesima posizione”. Per la scelta del dirigente, la motivazione fornita è stata quella di un profilo professionale ad elevata esperienza gestionale associato ad una proposta progettuale concreta: secondo Evangelisti “si è omesso del tutto l’iter logico-comparativo che ha portato a escludere il secondo dirigente”.

La critica va anche alla contestuale riorganizzazione che prevede che l’unità operativa anticorruzione e trasparenza sia inserita in diretta afferenza gerarchica al dipartimento dello staff della direzione strategica.

“Tale riallocazione strutturale rappresenta una macroscopica anomalia organizzativa, che mina alle fondamenta l’intero sistema dei controlli interni e della legalità dell'azienda sanitaria – rileva l’esponente di FdI -. Il responsabile della prevenzione della corruzione deve operare in una posizione di piena autonomia: ma qui siamo davanti al paradosso per il quale l’unità anticorruzione si trova gerarchicamente subordinata nel dipartimento di cui si contesta la nomina del direttore”.

Da qui l’interrogazione alla giunta per sapere se la situazione configuri un “vulnus normativo e un uso distorto del potere discrezionale della Direzione Generale” e se intenda disporre controlli ispettivi per verificare la regolarità delle procedure. Infine si chiede alla giunta se non ritenga indispensabile e non più differibile intervenire con la massima urgenza nei confronti dei vertici dell'Azienda USL di Bologna per imporre l’immediata revoca dell'assetto organizzativo contestato.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 17-06-2026, 12:32