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Cinquanta giovanissimi ambasciatori di pace. Cinquanta bambine e bambini che confermano il legame che dura da decenni tra il popolo Saharawi, il “popolo senza terra” che lotta per avere uno Stato e una democrazia, e la Regione Emilia-Romagna. Poi ancora i sorrisi delle famiglie emiliano-romagnole che quei bambini ospitano ogni anno all’interno di progetti di accoglienza e cure mediche, la forza degli amministratori locali Saharawi che, anno dopo anno, hanno costruito una democrazia tra le due del deserto nordafricano, e quella degli amministratori emiliano-romagnoli che quel progetto sostengono da sempre.
Nasce dal mix di questi ingredienti il Saharawi Day 2026, l’appuntamento che il 22 luglio a partire dalle ore 10,30, vedrà una cinquantina di piccoli Saharawi ospiti dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Ad accogliere i ragazzi, le famiglie che li ospitano e gli amministratori Saharawi ed emiliano romagnoli, saranno la vicepresidente dell’Assemblea e coordinatrice dell’Intergruppo Saharawi Barbara Lori e Luca Rizzo Nervo, delegato del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, sui temi dell’integrazione e dell’immigrazione.
L’appuntamento del 22 luglio, che si terrà nei locali della Biblioteca dell’Assemblea legislativa, sarà la tappa conclusiva ideale della missione nei campi Saharawi svoltasi la scorsa primavera e a cui, insieme a associazioni e volontari, hanno partecipato anche i consiglieri regionali Maria Costi e Luca Pestelli.
Una settimana di full immersion nella terra Saharawi che è diventata un video-racconto realizzato dal Servizio Informazione e comunicazione dell’Assemblea legislativa e che sarà proiettato in apertura del Saharawi Day 2026 come testimonianza della missione 2026 e della dignità del popolo Sahawi dove democrazia e emancipazione femminile sono diritti ormai conquistati e assodati da tempo.
Il programma
Scorrendo il programma del Saharawi Day 2026 si osserva come siano previsti gli interventi di Fatima Mahfud, Rappresentante del Fronte Polisario in Italia, del governatori di Dajla, del responsabile delle relazioni estere dell’Unione degli studenti saharawi, e dei rappresentanti delle associazioni emiliano-romagnole che ospitano i ragazzi Saharawi (Associazione Kabal Lagdaf di Modena, Associazione Jaima di Reggio Emilia e Help for Children di Parma, con quest’ultima che ha proiettato un video sui progetti di accoglienza realizzati nella Città ducale). In vista del Saharawi Day 2026 Fathima Mahafud ringrazia la Regione Emilia-Romagna, i Comuni e le associazioni per il lavoro di questi anni e conferma la volontà di proseguire nell’impegno comune.
Le dichiarazioni
Per Barbara Lori “accogliere in Assemblea legislativa i piccoli ambasciatori di pace saharawi è un momento di grande valore umano e istituzionale. È un appuntamento che si rinnova da molti anni e che ci permette di incontrare questi bambini e queste bambine, mettendo al centro le loro storie, i loro diritti e il significato profondo dell'accoglienza. Quest'anno assume un valore ancora più significativo, perché segna la ripresa delle missioni istituzionali ferme dal 2019: sarà anche l'occasione per proseguire un dialogo che, come istituzioni, portiamo avanti con convinzione insieme alle tante associazioni, agli enti locali e alle realtà del territorio che, con generosità e impegno, rendono possibile questo importante progetto di solidarietà”. Secondo Lori “la giornata sarà arricchita dalla presenza del governatore della Wilaya di El Ayoun e dal governatore della Wilaya di Dajla della RASD, in visita istituzionale in Emilia-Romagna, insieme a Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, e al responsabile per le Relazioni estere dell'Unione degli Studenti Saharawi. La loro partecipazione renderà questo momento ancora più importante, offrendo un'occasione di confronto e di scambio sul valore della cooperazione internazionale, della solidarietà e dell'impegno a favore del popolo saharawi.Un'occasione significativa per rafforzare una rete di relazioni fondata sulla cooperazione, sulla pace e sulla tutela dei diritti dell'infanzia, valori che la nostra Assemblea legislativa continuerà a sostenere con convinzione”.
Per Luca Rizzo Nervo “l'accoglienza delle bambine e dei bambini Saharawi nell'ambito del progetto Piccoli Ambasciatori di Pace è una delle esperienze più significative e longeve della cooperazione internazionale della Regione Emilia-Romagna. Da oltre venticinque anni rappresenta un gesto concreto di solidarietà che, grazie all'impegno delle associazioni, degli enti locali, delle famiglie e di tanti volontari, offre a questi bambini un periodo di serenità, socialità e tutela della salute, lontano dalle durissime condizioni dei campi profughi di Tindouf”. Rizzo Nervo sottolinea che “quest'anno questo appuntamento assume un significato ancora più forte, perché arriva dopo la missione istituzionale che abbiamo svolto ad aprile nei campi profughi saharawi. Una missione che ci ha consentito di rinnovare con chiarezza il sostegno della Regione Emilia-Romagna al popolo saharawi e al suo diritto all'autodeterminazione, ribadendo la necessità che trovi finalmente attuazione il percorso indicato dalle Nazioni Unite, attraverso lo svolgimento del referendum sul futuro del Sahara Occidentale. Allo stesso tempo ci ha permesso di confrontarci direttamente con i bisogni delle comunità e di orientare con ancora maggiore efficacia i nostri interventi di cooperazione internazionale. L'accoglienza di questi giorni è quindi insieme un gesto di cura e un messaggio di pace. Da un lato offre ai bambini un'opportunità di benessere, prevenzione sanitaria e crescita; dall'altro rinnova l'impegno della nostra comunità regionale a non lasciare nell'indifferenza la condizione di un popolo che da quasi cinquant'anni vive nei campi profughi, mantenendo viva l'attenzione sulla sua legittima aspirazione a una soluzione giusta, pacifica e conforme al diritto internazionale”.
“Abbiamo confermato l’impegno dell’Emilia-Romagna al fianco di questo popolo che da troppi anni aspetta una soluzione definitiva al proprio diritto all’autodeterminazione. Da 30 anni l’Emilia-Romagna è impegnata in progetti concreti per lo sviluppo e il sostegno ai bisogni dei Saharawi: come è nostra tradizione ci rechiamo in loco per vedere come i progetti vengono sviluppati e il buon utilizzo delle risorse che investiamo in questa causa in cui crediamo fermamente”, racconta Costi ricordando la missione della scora primavera, mentre Pestelli sottolinea come “il sostegno al Popolo Shaarawi arriva anche dall’Emilia-Romagna: speriamo di poter dare un piccolo contributo sociale concreto. Durante la missione abbiamo viaggiato insieme a insieme a professionisti e associazioni che promuovono aiuti umanitari e programmi di sviluppo nella zona del Sahara Occidentale. Abbiamo visto come vengono svolti progetti che vanno dagli screening pediatrici all’inclusione lavorativa, attraverso assistenza sanitaria, diffusione dell’attività sportiva e supporto ai sistemi educativi”.
In allegato alcune immagini della missione della scorsa primavera
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Ultimo aggiornamento: 20-07-2026, 16:08
