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La Regione renda noti gli effetti delle 79 misure del Patto per la semplificazione sui tempi amministrativi, indicando, per ciascuna misura già completata o in stato avanzato, quali procedimenti siano stati interessati e con quali tempistiche nonché il numero medio di giorni effettivamente risparmiati. Lo chiede, con un’interrogazione, Pietro Vignali (Forza Italia).
“La Regione Emilia-Romagna - ha ricordato il consigliere - ha adottato il Patto per la semplificazione con l'obiettivo dichiarato di ridurre gli oneri amministrativi gravanti su cittadini, imprese, enti del Terzo settore e pubbliche amministrazioni e di migliorare i rapporti tra pubblico e privato. Il Patto comprende oggi 79 misure e, nel monitoraggio presentato nel febbraio 2026, la Regione indica come completato il 40% delle misure e come quasi completato un ulteriore 37%. L'ultimo monitoraggio complessivo disponibile sui tempi procedimentali della giunta regionale è relativo al 2023 e risultavano conclusi oltre i termini: 11 Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) su 56, pari al 19,6%; 14 verifiche di assoggettabilità a Via su 111, pari al 12,6%; 14 verifiche di ottemperanza a Via/Screening su 24, pari al 58,3%; 20 procedimenti di accreditamento delle strutture sanitarie su 112, pari al 17,9%. Sommando le singole voci territoriali riportate nel monitoraggio per le autorizzazioni idrauliche, risultano 1.260 procedimenti in ritardo su 3.052, pari al 41,3%, con differenze molto significative tra territori: a Modena 183 su 488, aBologna 437 su 836 e a Piacenza 334 su 334, ossia il 100% delle pratiche monitorate. Per l'accesso agli atti nelle procedure di gara di Intercent-ER risultavano inoltre11 procedimenti in ritardo su 181, pari al 6,1%”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere “quali adempimenti, documenti, passaggi procedurali e costi amministrativi siano stati concretamente eliminati o ridotti per cittadini e imprese grazie alle singole misure”.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 13-08-2026, 09:12
