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La Regione dica quali risultati concreti siano stati conseguiti e quali ulteriori iniziative intenda assumere per il superamento della crisi della Gaggio Tech e la piena tutela dei lavoratori coinvolti. A chiederlo, nel corso del question time odierno, è la capogruppo di FdI, Marta Evangelisti.

Evangelisti ripercorre la vicenda da quando, nel 2025, la società è stata posta in liquidazione volontaria dal socio di maggioranza, determinando una grave crisi industriale e occupazionale che ha coinvolto oltre 130 lavoratori. “Nell’aprile 2025 - va avanti la consigliera - è stato sottoscritto un contratto di affitto del ramo d’azienda ‘Lamiera con Minifaber S.p.A., che ha consentito la prosecuzione parziale dell’attività e il mantenimento di parte dell’occupazione. A giugno 2025 è stata avviata la procedura di composizione negoziata della crisi, con l’attivazione degli ammortizzatori sociali e il coinvolgimento delle parti sociali e della Regione Emilia-Romagna. A febbraio 2026, inoltre, la Regione ha istituito un tavolo permanente per la gestione della vertenza e la ricerca di nuovi investitori”. Tuttavia, fa notare l’esponente di FdI, nel corso dell’iniziativa promossa dalla Fiom-Cgil lo scorso 20 giugno, il presidente della Regione ha riconosciuto il fallimento dell’operazione di reindustrializzazione, pur ribadendo l’impegno della Regione nella gestione della crisi e nella tutela dell’occupazione.

A rispondere in aula è stata l’assessora Isabella Conti, in sostituzione dell’assessore al Lavoro Giovanni Paglia. Dopo aver ripercorso l’intricata vicenda, Conti ha ricordato come la cassa integrazione per cessazione abbia validità da gennaio a settembre 2026, ribadendo: “Ad oggi l’elemento positivo riguarda l’acquisizione dell’intero stabilimento da parte di Minifaber, con prospettiva di impiego potenziale di circa 40 persone. Tuttavia c’è un forte contrasto, e vale a dire la negazione da parte del Ministero della possibilità di dare continuità agli ammortizzatori sociali. Ciò aprirebbe una prospettiva di perdita di posti di lavoro. In questo quadro l'unica possibilità per aumentare i livelli occupazionali e quindi ridurre l'impatto sociale negativo, sembra essere un impegno delle istituzioni, delle parti sociali e delle forze economiche locali per aumentare i livelli produttivi dello stabilimento”.

Particolarmente critica, nella sua replica, la consigliera Marta Evangelisti. “Sono basita" ha concluso. "Quel sito merita rispetto e oggi qui non c’è il presidente de Pascale, non c’è il vicepresidente Colla, non c’è l’assessore al Lavoro Paglia, non c’è l’assessore alla Montagna Baruffi. E questo la dice lunga sull’importanza che questa Giunta attribuisce a questo territorio. La cassa integrazione per cessazione si basava su presupposti precisi, legati alla riorganizzazione e al riassorbimento del 70% del personale e non è prorogabile per legge e non per volontà del Ministero. Non ci risulta invece che la Regione abbia chiesto al Ministero di interessarsi per aprire un tavolo nazionale, né che abbia esercitato il proprio ruolo per coinvolgere l’imprenditoria locale”.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 23-06-2026, 12:48