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Fare piena luce sulle responsabilità relative all’iniziativa svoltasi in alcune scuole primarie del Comune di Modena, che ha visto la partecipazione di un soggetto indagato per terrorismo. A chiederlo, nel question time odierno, sono i consiglieri di FdI Annalisa Arletti (prima firmataria) e Ferdinando Pulitanò. Il soggetto in questione, si legge nell’atto ispettivo, “avrebbe espresso gioia sui propri account social durante gli attacchi del 7 Ottobre 2023 inneggiando ad Hamas”.
“Durante l’iniziativa – spiegano i consiglieri - sarebbero stati coinvolti bambini delle scuole elementari e alcuni bambini di una scuola dell’infanzia in attività e messaggi riconducibili alla causa palestinese, con il canto dello slogan ‘Free Palestine’. La vicenda ha suscitato forti preoccupazioni circa l’opportunità di coinvolgere minori in iniziative potenzialmente connotate sotto il profilo politico e ideologico”.
“Appare necessario chiarire quale sia la posizione della Giunta regionale rispetto al coinvolgimento di studenti della scuola primaria in iniziative che possono risultare divisive o suscettibili di interpretazioni politiche. Ciò ha un significato ancora maggiore per la città di Modena che viene da un momento particolarmente complesso e delicato. Come istituzioni non possiamo permetterci leggerezze: la richiesta di chiarezza non è un pregiudizio, ma un dovere”, afferma Arletti.
A rispondere in aula è l’assessora alla Scuola, Isabella Conti. "La vicenda merita grande attenzione e va affrontata con estremo equilibrio: come istituzioni, non dobbiamo perdere l'occasione di essere rigorosi - afferma -. La scuola non può essere oggetto di strumentalizzazioni e i bambini non possono essere coinvolti su questioni su cui non hanno capacità di giudizio: un concetto espresso dal sindaco di Modena e che vogliamo ribadire. Come Regione abbiamo chiesto chiarimenti al Comune di Modena per capire cosa sia avvenuto. Il sindaco ha riferito che, durante la sua presenza all'incontro, non sono mai stati affrontati temi legati al conflitto israelo-palestinese, né sono stati intonati canti. Se questo fosse, invece, avvenuto quando il sindaco non era presente, lo giudicheremmo assolutamente inopportuno: i bambini non vanno coinvolti o strumentalizzati. È scorretto chiedere di intonare slogan politici senza che vi sia piena consapevolezza e chi ne porta la responsabilità farebbe bene a chiedere scusa. Anche questo ha detto il sindaco ed è un punto di vista che la Regione condivide appieno”.
Per quanto riguarda la presenza del soggetto indagato, Conti ha chiarito che il sindaco era consapevole solo della presenza di una persona alla quale era stata sterminata la famiglia e che avrebbe portato la sua testimonianza. La persona indagata era invece l’interprete e il primo cittadino non poteva essere al corrente della questione, poiché la persona è solo indagata e non ci sono provvedimenti restrittivi a suo carico. “Ricordiamo che le attività rientrano nell’autonomia delle istituzioni scolastiche, ma ribadiamo un principio: educare alla pace e al dialogo tra i popoli è coerente con i valori costituzionali, altra cosa è usare i bambini per trasmettere messaggi divisivi. In questa fase storica serve una grande responsabilità istituzionale da parte di tutti”, conclude Conti.
È critica Arletti nella sua replica. "Se avessimo voluto una risposta da parte del sindaco, avremmo presentato un’interrogazione in Consiglio comunale, cosa che peraltro è stata già fatta” conclude. “Volevamo una risposta da chi si occupa di temi educativi e di scuola all’interno della Giunta. Questo episodio è di una gravità inaudita e impone il massimo rigore. L’assessore dice che ci sono confini che non si devono travalicare ma, purtroppo, questo confine viene travalicato molto spesso. Non si può abbassare la testa di fronte a quello che è successo. È un'enorme inopportunità che il sindaco si sia recato a un'iniziativa senza sapere chi ci fosse di fianco al giornalista ospitato, a parlare peraltro di un tema estremamente delicato. Come si può non informarsi sugli ospiti di un evento del genere? I valori della pace non li mettiamo in dubbio, ma in quella specifica iniziativa è stato fatto un vero e proprio indottrinamento politico”.
(Brigida Miranda)
Ultimo aggiornamento: 09-06-2026, 13:01
