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La Regione dica se sia stata coinvolta nel procedimento autorizzativo legato alla realizzazione dell’allevamento intensivo di tacchini nel comune di Fabbrico, a Reggio Emilia. A chiederlo, nel corso del question time odierno, è il consigliere di FdI Alessandro Aragona.

Il progetto di realizzazione dell’allevamento, si legge nell’atto, prevedeva di ospitare quasi 40mila tacchini per ciclo, con una capacità complessiva di 80mila capi annui. L’allevamento era destinato a sorgere in un’area rurale delle campagne di Fabbrico e fin da subito aveva suscitato un forte dibattito politico, generando preoccupazione fra i residenti. “A settembre 2025, su richiesta della Procura e a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri forestali – spiega Aragona – il giudice ha disposto il sequestro preventivo del cantiere, ritenendo sussistenti i presupposti cautelari e sospendendo di fatto i lavori di realizzazione dell’impianto. Le indagini riguarderebbero presunte irregolarità nella procedura autorizzativa, in relazione alla demolizione di un fabbricato agricolo con vincolo storico-culturale. Nell’inchiesta risultano coinvolti anche due dipendenti dell’ufficio tecnico comunale e il Comune di Fabbrico ha deliberato una variazione di bilancio di 61mila euro per patrocinare le spese legali”.

A questo punto, secondo Aragona, “occorre chiarire quale sia stato l’effettivo ruolo svolto dalla Regione Emilia-Romagna e dai suoi enti nell’iter autorizzativo e nei successivi controlli sull’attuazione del cantiere”.

A rispondere in aula è stata l’assessora alla Programmazione territoriale, Irene Priolo.  

"L'impianto ha ottenuto un'Autorizzazione Unica Ambientale, una procedura semplificata poiché il dimensionamento è inferiore ai 40mila capi per ciclo produttivo - ha spiegato -.  L'iter ha seguito e integrato le migliori caratteristiche possibili per un allevamento di questo tipo. Durante il percorso autorizzativo è stata coinvolta l'Ausl e l'autorizzazione ambientale è stata rilasciata a fronte di una determina di Arpae, che ha partecipato all'intero procedimento. Riguardo al tema edilizio emerso nelle cronache, è necessario distinguere chiaramente l'autorizzazione ambientale dagli aspetti urbanistici ed edilizi, che sono invece di competenza del Comune. Il permesso di costruire risale al 21 dicembre 2023: in base alle informazioni acquisite, il Comune ha espresso parere favorevole sulla compatibilità urbanistica del progetto, dichiarandolo conforme. Tale conformità è stata formalizzata con una delibera della giunta comunale. Ricordo che l'autorizzazione ambientale ha una validità di cinque anni: al momento sono in corso analisi e indagini di cui seguiremo l'evoluzione”.

Parzialmente soddisfatto della risposta il consigliere Aragona. "Mi sarei aspettato un livello di interlocuzione maggiore tra Comune e Regione – ha concluso -, poiché mi sembra di capire che qui sappiate davvero poco di questa vicenda. Il mio obiettivo era proprio quello di accendere i riflettori sulle modalità con cui vengono gestite queste pratiche e dobbiamo chiederci se la Regione, in casi come questo, si riduca a un mero ente ratificatore. Questo interrogativo diventa ancora più urgente quando parliamo di aziende su cui la stampa aveva già messo in luce forti criticità per allevamenti realizzati in altre regioni. Il fatto che si dichiari puntualmente la presenza di 39.900 tacchini, per restare appena sotto la soglia limite dei 40mila capi, avrebbe dovuto accendere qualche campanello d'allarme nella Giunta prima di concedere il via libera. Altrimenti, finiremo per ratificare passivamente qualsiasi cosa ci venga sottoposta. Per il futuro mi aspetto che, davanti a casi analoghi, ci sia una maggiore sollecitazione e un controllo preventivo da parte degli organi competenti, evitando che debba essere sempre la Procura a intervenire per fare chiarezza”.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 07-07-2026, 12:12