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La Giunta rafforzi l’azione della Regione Emilia-Romagna, in sede di Conferenza Stato-Regioni, sollecitando il Governo affinché preveda programmi strutturali e continuativi di finanziamento per l’edilizia scolastica, con particolare riferimento alle scuole superiori. A chiederlo, con una risoluzione approvata oggi dall’Assemblea legislativa, è la consigliera del Pd Valentina Ancarani. L’atto di indirizzo è firmato anche dai colleghi del Pd Maria Costi, Niccolò Bosi, Matteo Daffadà, Ludovica Carla Ferrari, Fabrizio Castellari, Andrea Costa, Alice Parma, Barbara Lori, Luca Sabattini, Maria Laura Arduini, Daniele Valbonesi, Paolo Calvano, Anna Fornili, Eleonora Proni, Luca Quintavalla, Lodovico Albasi, Raffaele Donini, Simona Lembi, Elena Carletti, Andrea Massari, Francesco Critelli, Giancarlo Muzzarelli, Francesca Lucchi. La risoluzione è sottoscritta anche da Lorenzo Casadei (M5s), Vincenzo Paldino e Giovanni Gordini (Civici), Paolo Trande (Avs).
Fra i consiglieri presenti in Aula al momento del voto hanno espresso voto favorevole i consiglieri appartenenti ai gruppi di Pd, Avs, Civici e M5s, mentre hanno votato contro gli eletti di FdI e Lega.
Il dibattito
Valentina Ancarani (Pd), nel corso dell’illustrazione ha sottolineato: “Le Province, pur titolari della competenza sull’edilizia scolastica delle scuole superiori, operano in un contesto di risorse finanziarie limitate e necessitano di un sostegno multilivello, anche attraverso politiche nazionali e regionali di coordinamento e cofinanziamento. L’attuazione del PNRR ha rappresentato una spinta significativa per il rinnovamento del patrimonio edilizio scolastico, ma la conclusione della programmazione straordinaria nazionale rischia di determinare un rallentamento degli investimenti pubblici nel settore”. “La scuola pubblica italiana ha bisogno di scelte politiche chiare e serie - va avanti la consigliera -, perché la qualità della scuola incide sulla coesione sociale del Paese. Per questo, servono programmi strutturali e pluriennali, che permettano agli enti locali una programmazione di medio e lungo periodo”.
Alberto Ferrero (FdI) ha evidenziato: "Ci troviamo di fronte a una richiesta alquanto particolare se guardiamo alla realtà dei fatti. Negli ultimi anni il Governo Meloni si è molto speso per l’edilizia scolastica. Attraverso la Missione 4 del PNRR, infatti, sono stati realizzati investimenti senza precedenti per la messa in sicurezza e la riqualificazione delle scuole: oltre 5 miliardi di euro complessivi, che sono serviti anche per sostenere gli enti locali, semplificando le procedure e rafforzando l’assistenza tecnica per gli enti locali. Inoltre, nel 2025 è stato incrementato il Fondo unico per l’edilizia scolastica per gli interventi urgenti e indifferibili e sono stati resi disponibili oltre 200 milioni di euro per la messa in sicurezza e l’adeguamento antincendio. Per queste ragioni, non condividiamo la narrazione secondo cui il Governo debba essere richiamato alle proprie responsabilità. Le responsabilità esistono, ma devono essere condivise a tutti i livelli. La Regione rivendica il progetto 'Scuole Aperte' e promuove un utilizzo sempre più esteso delle strutture scolastiche, ma questo maggior utilizzo non può essere il pretesto per chiedere ulteriori risorse: deve esserci una quota di corresponsabilità nel finanziamento e nell'organizzazione di queste scelte".
Vincenzo Paldino (Civici) ha rimarcato: "Quello dell'edilizia scolastica è un tema concreto che merita la massima attenzione, ma soprattutto risorse adeguate. Per questo motivo, è necessario chiedere maggiori fondi in sede di Conferenza Stato-Regioni, con un'attenzione specifica alle scuole superiori. Il nostro patrimonio edilizio soffre infatti di una lunga carenza di fondi e il PNRR rappresenta solo una soluzione parziale, non certo definitiva”. Paldino evidenzia il lavoro svolto dalla Provincia di Modena che ha investito in 55 progetti, per un valore di 64 milioni di euro, di cui oltre 40 dal PNRR. “Tuttavia - va avanti Paldino -, dobbiamo lanciare un allarme: queste risorse stanno per terminare e non tutti gli istituti hanno ottenuto la riqualificazione di cui necessitavano. Ci troviamo ancora di fronte a palestre fredde d’inverno e calde d’estate, spesso inutilizzabili. Ma è fondamentale diffondere, attraverso le strutture scolastiche, l’attività sportiva che è veicolo di inclusione e di costruzione dei rapporti sociali”.
Per Annalisa Arletti (FdI) “non è in discussione il fatto che gli edifici scolastici debbano essere sicuri, né che esistano realtà in cui le strutture vadano ammodernate e adeguate alle esigenze degli studenti”. “Proprio per questo, però, è doveroso dare conto di quanto è già stato fatto - prosegue Arletti -. Questa risoluzione, nella sua parte di impegno, sembra voler dipingere un quadro in cui il Governo si limita a farsi incalzare e sollecitare, ma la realtà è ben diversa. Siamo di fronte a un piano di investimenti che supera i 12 miliardi di euro tra risorse PNRR e risorse nazionali, frutto di una strategia che mira proprio a dare continuità e stabilità agli interventi. Le sfide e i problemi esistono, ma i dati parlano chiaro: su circa 11mila edifici scolastici, più di un quarto è attualmente interessato da interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico. Il Governo non si è limitato a gestire risorse europee, ma è intervenuto su criticità storiche”.
Maria Costi (Pd) ha evidenziato il grande lavoro svolto nella provincia di Modena “che ha realizzato investimenti di grande rilievo: un’operazione legata al PNRR ma avviata ancora prima attraverso i mutui BEI. Questo dimostra che è assolutamente possibile accedere a forme di finanziamento strutturate e realizzare gli investimenti necessari per garantire scuole sicure, funzionali e che guardino al futuro. È fondamentale continuare a investire: le cifre citate a livello nazionale, se rapportate alle reali necessità del Paese, dimostrano che non ci sono ancora risorse sufficienti. Non si chiede nulla di più di quella che è la normale competenza del Governo sull'edilizia scolastica: si chiede semplicemente di dare continuità agli investimenti di cui il nostro Paese ha vitale bisogno. In questo contesto, la Regione Emilia-Romagna ha fatto la sua parte, aumentando gli investimenti sulle scuole del 26% e promuovendo il progetto 'Scuole Aperte' per estendere l’orario di apertura degli istituti e offrire un servizio concreto alle comunità”.
Fabrizio Castellari (Pd) ha ribadito: "Nel porre l’accento su un tema assolutamente reale, avremo modo di verificare ancora una volta, in sede di assestamento, quanto la partecipazione degli enti locali e delle Regioni al risanamento della finanza pubblica sia una questione sentita e fortemente avversata dai territori. È un fatto noto, e non da oggi, che in Italia vi sia un'attenzione non sufficiente alla qualità del patrimonio scolastico. Certi interventi della minoranza, a difesa dell'esecutivo nazionale, sanno un po' di coda di paglia: quello che stiamo dicendo è che oggi, così come domani, e a prescindere dal colore politico, l'edilizia scolastica necessita di una cura costante. Senza le risorse del PNRR gli enti locali avrebbero letteralmente boccheggiato, ma purtroppo gli effetti di quel piano straordinario sono ormai avviati alla conclusione. È indispensabile ripartire da un presupposto chiaro: la scuola deve essere una priorità condivisa da tutti, un principio che, d'altronde, è stato ribadito con forza anche in sede di Conferenza Stato-Regioni”.
Marta Evangelisti (FdI) ha concluso: "Questa risoluzione chiede di proseguire e rafforzare l’azione della Regione Emilia-Romagna in sede di Conferenza Stato-Regioni e questo è un compito che effettivamente la Regione ha, poiché quella è la sede naturale in cui portare avanti le istanze dei territori. Tuttavia, la richiesta di sollecitare il Governo a prevedere interventi continuativi e strutturali è inopportuna: una semplice ricerca, infatti, conferma l'entità dei fondi che questo esecutivo ha destinato alla scuola, tra risorse proprie e PNRR. Parliamo di 12 miliardi di euro, che non sono certo spiccioli ma rappresentano una vera e propria manovra di bilancio, interamente dedicata al settore scolastico, con tutti i target previsti ampiamente rispettati. Inoltre, è stata prorogata la scadenza per la normativa antincendio, un problema annoso che questo Governo ha ereditato dal passato ma che sta affrontando con profondo spirito di responsabilità. Riconoscere l'importanza e l'eccezionalità di questo investimento governativo è, prima di tutto, una questione di onestà intellettuale”.
(Brigida Miranda)
Ultimo aggiornamento: 24-06-2026, 17:18
