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La Regione abbandoni ogni ambiguità ideologica sulla gestione migratoria e collabori con il governo Meloni per l’istituzione di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr). Con un’interpellanza, rivolta alla Giunta regionale, Alberto Ferrero (FdI) sollecita aggiornamenti sulla realizzazione di un Cpr in Emilia-Romagna. 

“Nei mesi scorsi - ha spiegato il consigliere - lo stesso presidente Michele de Pascale ha aperto all’ipotesi di istituire un Cpr sul territorio emiliano-romagnolo, sottolineando la necessità di governare pragmaticamente i flussi e di sottrarre alla strada i soggetti pericolosi o irregolari, evidenziando, contestualmente, la possibilità di ‘riallacciare il dialogo’ con il governo nazionale dopo aver sentito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”. 

“In questa regione, negli anni, è stata alimentata da una certa parte politica una narrazione prettamente ideologica, finalizzata a dipingere i Cpr come il ‘male assoluto’: l’unico effetto reale di questo approccio è stato il sistematico abbandono dei migranti irregolari nelle strade, privi di qualsiasi prospettiva, con la diretta conseguenza di vedere proliferare aree di degrado urbano e situazioni di insicurezza cronica sul territorio”, ha rimarcato Ferrero.

Per la Giunta ha risposto la sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini che ha ricordato come “alle dichiarazioni pubbliche del Ministro Piantedosi, non siano seguite interlocuzioni dirette o richieste di incontro da parte dello stesso. Riteniamo che la posizione assunta pubblicamente dal presidente de Pascale sia molto chiara e assolutamente non tacciabile di ambiguità ideologica. Massimo è l’impegno di questa Giunta di fronte alla sfida, che dovrebbe riguardare tutti, di mettere in campo un insieme di azioni e di interventi che siano realmente in grado di migliorare la capacità di garantire la sicurezza ai nostri cittadini e alle nostre cittadine. Ricordo che il presidente ha posto il tema della certezza dell’attuazione delle espulsioni di soggetti pericolosi discussione pubblica a cui il Governo si è di fatto sottratto”. Rontini ricorda che anche “l’ultimo iter istituzionale avviato dal Governo rispetto all’istituzione di un Cpr in Emilia-Romagna ha riguardato la città di Ferrara e si è interrotta a seguito della ferma opposizione dell’Amministrazione comunale, a riprova del fatto che la mera riproposizione degli attuali strumenti, senza identificare modalità e strumenti diversi, genera forti opposizioni nelle comunità locali, in maniera trasversale ai territori e agli orientamenti politici”.

Ferrero ha replicato: “Il presidente ha fatto determinate dichiarazioni sulla questione e se si vuole uscire dall’ambiguità si dica chiaramente che i Cpr servono forzando anche nei confronti del Governo e del ministro perché il presidente di Regione ha questa autorità. È interesse della collettività mettere ordine sue questo argomento e fare sì che l’Emilia-Romagna si doti di un Cpr per favorire i rimpatri di persone clandestine che sul nostro territorio non devono stare”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 21-07-2026, 13:29