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La Giunta regionale verifichi se la casa circondariale Costantino Satta di Ferrara (nota come carcere dell’Arginone) verrà ampliata con la realizzazione di un secondo nuovo padiglione da circa 250 posti, aggiuntivo rispetto a quello già programmato da circa 120 posti, precisandone tempi, risorse, soggetti attuatori e stato della progettazione. A chiederlo è Marcella Zappaterra (Partito democratico) che, presentando un’interrogazione, solleva il tema dell’impatto complessivo sulla città di Ferrara e sul sistema regionale qualora il progetto fosse confermato.

“Un ampliamento di questa dimensione - ha sottolineato la consigliera - non può essere considerato un intervento meramente edilizio ma richiede una valutazione preventiva dell’impatto complessivo sulla comunità ferrarese e sull’intero sistema regionale, anche in relazione al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena e alla necessità di rafforzare percorsi trattamentali, sanitari, educativi, lavorativi e di reinserimento. Bisogna tenere conto, infatti, dei fabbisogni di personale di Polizia penitenziaria, di personale educativo, amministrativo e sanitario, delle eventuali esigenze di rafforzamento dei presidi di sicurezza esterna e delle forze dell’ordine sul territorio nonché delle necessarie opere infrastrutturali e misure di accompagnamento in materia di viabilità, trasporto pubblico, sanità penitenziaria, salute mentale, dipendenze, formazione, lavoro, volontariato, misure alternative ed esecuzione penale esterna”.

“Secondo i dati pubblicati dal ministero della Giustizia aggiornati al 31 marzo 2026 - ha aggiunto Zappaterra - l’istituto di Ferrara presenta una capienza regolamentare di 243 posti e 413 detenuti presenti, con una presenza effettiva molto superiore alla capienza ordinaria. Riguardo al personale di Polizia penitenziaria sono in servizio 161 agenti a fronte di 194 previsti. Qualora entrambi gli interventi fossero confermati, la casa circondariale di Ferrara passerebbe dagli attuali circa 243 posti regolamentari a oltre 600 posti regolamentari, con il rischio concreto, in presenza dell’attuale tasso di sovraffollamento, di raggiungere nel tempo una presenza anche oltre le 700 persone detenute. Per queste ragioni - ha concluso - bisogna tenere conto del ruolo dell’istituto ferrarese nel sistema penitenziario regionale”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 10-08-2026, 09:41