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Salvaguardare i livelli occupazionali della Ascom-Dom ceramiche, nel distretto di Sassuolo, a Solignano di Castelvetro, favorendo il percorso di confronto tra azienda e sindacati anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali. A chiederlo, con un’interpellanza alla Giunta, è la consigliera del Partito democratico Ludovica Carla Ferrari (prima firmataria) insieme ai collegi di partito Fabrizio Castellari, Barbara Lori, Maria Costi e Niccolò Bosi.
“Il 13 marzo il Gruppo Ceramiche Ascot ha annunciato uno stop alla produzione e la chiusura del sito produttivo e dello stabilimento Dom per carenza di commesse” spiega Ferrari. “Il Ministero del Lavoro ha convocato le parti il 24 marzo ed è stato sottoscritto l’accordo di cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre, prorogabile fino a 12 mesi. In tale accordo l'azienda ha assunto l'impegno per l'avvio di una procedura con incentivi all'esodo a decorrere dal primo aprile”.
“La decisione della chiusura del sito produttivo di Solignano” vanno avanti dal Pd “comunicata ufficialmente dall'azienda ai lavoratori, nel corso del mese di febbraio, affonda le radici in una crisi di commesse e in una flessione produttiva che non ha lasciato scampo al sito di Castelvetro. Nonostante i tentativi di mediazione delle scorse settimane, la direzione ha confermato la cessazione delle attività, lasciando nell’incertezza quaranta fra lavoratrici e lavoratori e le loro famiglie”.
Da qui l’interpellanza alla Giunta alla quale si chiede di promuovere la riqualificazione professionale degli addetti, rispettando professionalità e anzianità, predisponendo strumenti di mobilità incentivata per le situazioni di disagio. All’esecutivo regionale si chiede anche di definire strumenti innovativi per valorizzare il know-how del distretto ceramico modenese, richiedendo al Governo di supportare il settore della produzione ceramica.
La risposta è affidata alla sottosegretaria Manuela Rontini che ha chiarito come la procedura di licenziamento collettivo abbia interessato, in tutto, 46 lavoratori, confermando l’attivazione degli ammortizzatori sociali. “Richiamiamo fermamente la dirigenza alle proprie responsabilità” prosegue Rontini. “Non si può utilizzare lo spostamento di quote produttive come leva di efficientamento finanziario a scapito di un sito storico. Come Regione, continueremo a sostenere l'innovazione tramite i fondi regionali dedicati alla digitalizzazione e all'economia circolare, affinché il distretto resti competitivo a livello globale. Al governo italiano rinnoviamo costantemente la richiesta di un intervento urgente, a partire dalle misure di calmierazione dei costi energetici”. Rontini ha ricordato come, con la legge regionale sulle aree idonee, si punti ad offrire un quadro regolatorio per consolidare in modo strutturale gli investimenti sulle rinnovabili, semplificando le procedure per l’autoconsumo produttivo delle piccole e medie imprese. “La Giunta regionale conferma la piena vicinanza ai lavoratori e ai territori coinvolti. L’assessorato continuerà a mobilitare tutti gli strumenti e le misure disponibili nell’ambito delle politiche attive del lavoro e proseguendo nell’opera di coordinamento con il Ministero del Lavoro per favorire soluzioni condivise”.
“Si tratta di una situazione che ci colpisce profondamente” conclude la consigliera Ferrari nella sua replica. “È purtroppo solo uno degli esempi di una crisi che sta interessando il settore e che vede il governo non sufficientemente impegnato nell’applicare ricette di innovazione, soprattutto nel campo della gestione dell’energia. A livello nazionale non si vedono piani degni di questo nome: la Giunta regionale è impegnata concretamente, non altrettanto possiamo dire del Governo nazionale”.
(Brigida Miranda)
Ultimo aggiornamento: 09-06-2026, 16:12
