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“Potenziare i controlli per garantire la sicurezza sui posti di lavoro".

La richiesta arriva, con un’interrogazione, da Maria Costi (Pd), che, in particolare, sollecita il governo nazionale a potenziare l’attività dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

“I dati ufficiali pubblicati dall’Inail relativi al periodo gennaio‑maggio 2026 – spiega la consigliera – delineano un quadro preoccupante che richiede la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni, a livello sia nazionale che regionale. L’Inl versa in uno stato di cronico sottodimensionamento degli organici, nonostante i piani di fabbisogno 2026‑2028 prevedano l’assunzione di circa 900 nuove unità si registra una ‘fuga’ sistematica di personale”.

Costi, nel rimarcare che “la Regione Emilia-Romagna ha assunto da tempo il contrasto agli infortuni sul lavoro e la promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro come priorità nella propria azione di governo, integrando tale impegno in un quadro normativo e programmatico tra i più avanzati a livello nazionale”, rileva, invece, che “il governo nazionale è incapace di affrontare le cause strutturali degli infortuni e delle morti sul lavoro: le politiche di deregolamentazione, la mancata stretta sui subappalti a cascata e le gare al massimo ribasso generano una compressione dei costi che si riflette sulla sicurezza e sui salari dei lavoratori: in assenza di un intervento strutturale nazionale, il lavoro delle Regioni rischia di essere insufficiente”.

La consigliera ricorda anche i dati relativi alla sicurezza sui posti di lavoro ricordando che “le denunce di infortunio in occasione di lavoro presentate all’Inail nei primi cinque mesi del 2026 sono state 173.899, con un incremento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le malattie professionali denunciate sono salite a 49.522, con un aumento del 16,8% rispetto all'anno precedente. L'Emilia-Romagna è tra le regioni con le maggiori criticità infortunistiche, registra, infatti, un incremento del 22,3% nelle denunce di infortuni in itinere rispetto all’anno precedente, a livello provinciale Modena continua a registrare un’elevata incidenza di denunce di infortuni sia nel settore industria e servizi sia in quello dell’agricoltura, in particolare per la fascia d’età 15-40 anni”.

Per Costi “è, quindi, necessario che la Regione Emilia-Romagna si faccia parte attiva nel sollecitare il governo centrale all’assunzione di responsabilità concrete, in coerenza con il proprio ruolo istituzionale e con gli impegni assunti nel patto per il lavoro e il clima”.

(Cristian Casali)

Ultimo aggiornamento: 15-07-2026, 12:15