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Le difficoltà, legate alla mancanza di regole certe sulla validità del “permesso rosa” fuori dal Comune di residenza, sono al centro dell’interpellanza presentata dal consigliere di FdI, Nicola Marcello.
“Il permesso rosa - spiega Marcello -, previsto dall'articolo 188-bis del Codice della Strada, consente alle donne in gravidanza e ai genitori con bambini fino a due anni di sostare negli appositi stalli riservati. Il permesso viene rilasciato dal Comune di residenza ed è stato introdotto per agevolare la mobilità di chi si trova in una fase particolarmente delicata della vita familiare. La norma statale, però, rinvia a un regolamento di attuazione che, a distanza di anni, non è ancora stato completato. L'unico provvedimento adottato ha riguardato soltanto la segnaletica degli stalli, mentre restano indefinite le modalità di rilascio e, soprattutto, l'ambito di validità del contrassegno”.
In mancanza di regole nazionali uniformi, evidenzia Marcello, ogni Comune ha finito per regolare la materia a suo modo, con un effetto “macchia di leopardo”. In particolare, resta una incertezza di interpretazione: secondo alcuni, il contrassegno vale solo nel territorio del Comune che lo ha rilasciato, secondo altri, poiché la norma è statale, varrebbe ovunque, con il risultato che la stessa autorizzazione può essere riconosciuta o meno a seconda di dove ci si trovi.
Da qui l’interpellanza alla giunta per sapere se intenda attivarsi con il governo e il ministero competente, in pieno spirito di collaborazione istituzionale, per far presente l’esigenza di completare il regolamento attuativo, definendo norme uniformi sull’uso del permesso rosa. Alla giunta si chiede anche se, nel frattempo, voglia promuovere, con propria delibera, un accordo tra i Comuni dell'Emilia-Romagna per il reciproco riconoscimento del permesso rosa su tutto il territorio regionale, a partire dalla sosta vicino agli ospedali e ai punti nascita.
(Brigida Miranda)
Ultimo aggiornamento: 29-07-2026, 12:26
