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La Regione valuti misure per migliorare le condizioni igienico-sanitarie e di vita dei detenuti e di chi lavora nelle carceri dell’Emilia-Romagna e verifichi cosa emerge nelle visite trimestrali delle apposite commissioni agli istituti penitenziari. Lo chiede con un’interrogazione Simona Larghetti (Avs).

“Il caldo estremo nelle carceri italiane rappresenta un'emergenza umanitaria e sanitaria - ha sottolineato la consigliera - esasperata in modo drammatico dal cronico sovraffollamento delle strutture. L'aria condizionata è pressoché inesistente e circa il 44% degli istituti presenta schermature alle finestre delle celle che bloccano il naturale ricircolo dell'aria. A tutto ciò si aggiunge un altro fattore determinante: le carenze igieniche. In una circolare del 23 aprile scorso, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è intervenuto sull’utilizzo dei refrigeranti nelle camere di pernottamento e ne ha imposto la rimozione dalle celle e la collocazione in spazi comuni, con accesso regolato da orari prestabiliti”.

“La misura -ha proseguito Larghetti - appare non solo distante dalla realtà concreta degli istituti penitenziari, ma anche in evidente contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso ministero della Giustizia pochi mesi fa, quando veniva annunciata la distribuzione di frigoriferi come risposta al caldo record e come segnale di attenzione alla dignità delle persone detenute. Ne deriva un profilo di grave incoerenza amministrativa, che rischia di incidere negativamente sulle condizioni igienico-sanitarie e sul benessere quotidiano proprio nel periodo dell’anno in cui tali esigenze diventano essenziali”.

(Lucia Paci)

Ultimo aggiornamento: 29-06-2026, 15:29