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“La Regione spieghi il motivo per cui sono stati stanziati 880mila euro di finanziamenti pubblici al ‘DIG Festival’”.
La richiesta arriva con un’interrogazione presentata da Fratelli d’Italia a prima firma della capogruppo Marta Evangelisti e sottoscritta dai consiglieri Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti.
“Da notizie di stampa – rimarcano Evangelisti e colleghi – si apprende che la kermesse modenese dedicata al giornalismo investigativo internazionale beneficia in maniera strutturale di ingenti risorse erogate da enti pubblici. In particolare, per il ciclo programmatico che si estende fino al 2026, si rileva lo stanziamento di fondi complessivi pari a 880mila euro concessi dalla Regione Emilia-Romagna (anche tramite la Film Commission regionale) e dal Comune di Modena: nello specifico, per il solo anno 2026 si registrerebbe un impegno di spesa regionale pari a ben 150mila euro”.
“I fondi regionali – sottolineano i tre consiglieri – dovrebbero promuovere manifestazioni culturali e informative che garantiscano il massimo pluralismo, l’obiettività e il rispetto dei valori democratici e istituzionali, evitando la propaganda ideologica unilaterale. Nell’ambito delle ultime edizioni e della programmazione corrente del ‘DIG Festival’ spicca ripetutamente la presenza della dottoressa Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati: la figura di Albanese e le sue ricorrenti dichiarazioni pubbliche sul conflitto in Medio Oriente sono state oggetto di fortissime polemiche e prese di distanza a livello internazionale e diplomatico a causa di posizioni considerate sbilanciate e radicali. La scelta degli organizzatori del festival, poi, di intitolare manifestamente l’edizione sotto il claim partigiano di ‘Bella Ciao’ e di promuovere approfondimenti a senso unico denota una forte e non condivisibile connotazione ideologica”.
“È preciso dovere di questa amministrazione – chiedono Evangelisti, Pulitanò e Arletti – verificare l’efficacia, l’opportunità e la corretta destinazione del denaro dei contribuenti emiliano-romagnoli, specialmente quando indirizzato verso rassegne che assumono un chiaro orientamento politico polarizzato”.
Per FdI “l’erogazione di cifre così consistenti in un momento di stringenti vincoli di bilancio pubblico per i servizi essenziali del territorio deve rispondere a criteri di assoluta trasparenza e utilità sociale e culturale globale, non all’alimentazione di circuiti ideologici di parte. Per questo vogliamo sapere dalla Giunta quali siano i criteri e i parametri oggettivi di valutazione che hanno spinto la Regione Emilia-Romagna a confermare e incrementare le risorse regionali per una kermesse che promuove contenuti e ospiti fortemente divisivi”.
Tra le richieste c'è anche quella di sapere “se la Giunta non ritenga opportuno richiedere agli organizzatori della manifestazione un dettagliato rendiconto delle singole spese, al fine di garantire la totale trasparenza sull’utilizzo dei fondi dei cittadini e verificare che le risorse pubbliche non vengano impiegate per finanziare la propaganda politica unilaterale o l’ospitalità di figure in aperto contrasto con le linee diplomatiche dello Stato italiano”.
(Cristian Casali)
Ultimo aggiornamento: 01-09-2026, 11:39
