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Individuare una diversa localizzazione per l’impianto di accumulo elettrochimico (Bess) in località Zerbio, nel comune di Caorso (Piacenza), per il quale è in corso un procedimento autorizzativo, alla luce delle criticità connesse all'impatto ambientale e alla sicurezza. A chiederlo è Luca Quintavalla (Pd) che interroga la Regione per sapere a quale titolo è coinvolta nel processo autorizzativo e per sollecitare un confronto con il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) al fine di valutare la migliore collocazione dell’impianto insieme alla comunità locale.
“L’impianto di accumulo avrà una potenza 225 MW e occuperà una superficie di 9 ettari - ha premesso il consigliere - a ridosso della vecchia centrale nucleare in dismissione sfruttando la possibilità di connettersi alle stazioni elettriche ad altissima tensione originariamente costruite per la centrale di Caorso. I cittadini, critici sul progetto, si sono costituiti in un comitato dal nome “Sì all’energia trasparente e sostenibile”, e hanno già raccolto oltre 1.500 firme per chiedere una pianificazione capace di conciliare gli obiettivi della transizione energetica con la tutela delle persone e del territorio, e processi decisionali trasparenti e partecipati. Contrariamente a quanto evidenziato nelle relazioni allegate al progetto, l’impianto dovrebbe sorgere a circa 50 metri dall’abitazione più vicina e a meno di 100 metri dall’abitato di Zerbio di Caorso. Sorgerebbe inoltre a circa 20 metri dal sito Natura 2000 Fiume Po da Rio Boriacco a Bosco Ospizio”.
“Come evidenziato dal Comitato di cittadini - ha proseguito Quintavalla - dalla relazione emergono criticità legate all’inquinamento acustico, termico e luminoso, sia in relazione con le abitazioni che alla presenza di fauna selvatica nel sito Natura 2000. Emergerebbero inoltre problemi di sicurezza per l’area e per le zone prospicenti. Mancherebbe infatti un piano di sicurezza da condividere con gli abitanti dell’area intorno all’impianto. In mancanza di una normativa specifica sulla materia in Italia, le linee guida dell’Epa (US Enviromental Protection Agency) raccomandano una zona di isolamento precauzionale di almeno 100 metri per proteggere la popolazione dalle emissioni di gas tossici in caso di incidente. Il settore dei grandi impianti di accumulo su scala industriale è un settore giovane, la cui regolazione è caratterizzata da un quadro normativo ancora in divenire. Di conseguenza, al procedimento di autorizzazione in corso si applica una normativa non ancora consolidata”.
Da qui l’atto ispettivo per chiedere verifiche sul progetto e sul processo autorizzativo.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 03-07-2026, 12:08
