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Sospendere l’avvio dei cantieri lungo il torrente Sellustra, nei Comuni di Imola, Casalfiumanese e Dozza e istituire di un tavolo tecnico con esperti.
A chiederlo, in un’interrogazione, è Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) che rilancia le preoccupazioni espresse da comitati di cittadini, esperti ed associazioni ambientaliste.
"Il comitato civico “Salviamo il Sellustra” (composto da liberi cittadini e sigle ambientaliste quali Legambiente, WWF, Panda Imola, LIPU e LAV) ha analizzato i documenti del progetto esecutivo, sollevando forti preoccupazioni in merito al reale impatto ambientale dei lavori: secondo i dati estratti dagli atti del progetto, i lavori coprirebbero un'estensione complessiva di 23,65 ettari (di cui 12,01 demaniali e 11,64 privati) lungo ben 10,28 chilometri di torrente, prevedendo l'asportazione di circa 4.295 metri cubi di materiale legnoso (pari a circa 4.081 tonnellate) e queste metriche delineerebbero un intervento di "taglio selettivo intenso" con l'abbattimento fino al 70% della biomassa riparia, includendo potenzialmente anche alberature vive, sane e mature”, spiega Evangelisti che ricorda come “numerosi esperti, tra cui l'ex presidente dell'Ordine dei Geologi dell'Emilia-Romagna, hanno evidenziato come una rimozione così massiccia e indiscriminata della vegetazione riparia possa innescare severi fenomeni erosivi delle sponde, privandole dell'azione stabilizzante delle radici e aumentando pericolosamente la velocità della corrente a valle: la totalità del legname asportato risulterebbe contrattualmente destinata alla produzione di biomassa per scopi energetici (cippatura), sollevando dubbi sulla reale natura dell'intervento, che rischia di configurarsi come uno sfruttamento forestale intensivo anziché come una reale opera di prevenzione del rischio idrogeologico”.
Da qui la richiesta di sapere “se i dati tecnici sul taglio fino al 70% della biomassa e sull'abbattimento di piante sane, denunciati dal comitato, trovino riscontro nel progetto esecutivo approvato dall'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e quali tutele e valutazioni di impatto ambientale e idrogeologico siano state adottate per scongiurare i rischi di erosione spondale e l'incremento della velocità delle piene nei territori a valle”.
Evangelisti chiede anche di sapere “se la Regione non ritenga opportuno accogliere la richiesta del comitato e delle istituzioni locali volta a sospendere l'avvio dei cantieri per istituire un tavolo tecnico di confronto con geologi, ecologi e ingegneri idraulici, al fine di revisionare il progetto e procedere a una concertazione preventiva delle alberature da abbattere”.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 02-09-2026, 13:00
