3 morti, 114 feriti e 102 azioni criminali per quella che viene considerata come la strage più diffusa sul territorio e più duratura nel tempo che la storia della Repubblica ricordi: quella provocata dalla cosiddetta Banda della Uno Bianca tra il 1987 e il 1994. L’organizzazione criminale composta principalmente da poliziotti lasciò dietro di sé una lunga striscia di sangue tra Bologna, la Romagna e Pesaro. Il nome era legato al fatto che per mimetizzarsi rubavano e poi usavano spesso Fiat Uno di colore bianco, molto diffuse all’epoca.

Per tenere viva la memoria delle vittime l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha sottoscritto un protocollo con l’Associazione Vittime della Uno Bianca. E a seguito di quel protocollo l’Assemblea è una delle protagoniste del progetto “Uno Bianca per chi l’ha vista. Una storia per chi non c’era”, ricca rassegna di eventi previsti a Bologna tra novembre e gennaio dedicati al racconto di quegli anni.

Il protocollo si inserisce nel quadro delle politiche regionali di promozione della memoria storica e della cittadinanza attiva. Mira a consolidare la collaborazione tra le due istituzioni per la realizzazione di attività rivolte alla cittadinanza, con particolare attenzione alle giovani generazioni.

Fra le attività previste dal protocollo figurano percorsi didattici, educativi e formativi, progetti culturali, attività di ricerca e documentazione, nonché iniziative volte a stimolare la riflessione critica e la partecipazione democratica. Il Protocollo ha durata triennale e potrà essere prorogato o rinnovato.

Il Protocollo con l'associazione delle vittime della Uno bianca (PDF - 59,4 KB)

La delibera di approvazione del Protocollo (PDF - 249,9 KB)