Turismo delle radici

Introduzione

Il turismo delle radici non ha una denominazione univoca, è conosciuto anche come turismo delle origini o di ritorno, in alcune nazioni viene definito turismo ancestrale o genealogico (sebbene questo ne rappresenti solo una parte), a volte si parla di turismo della diaspora, della memoria, nostalgico o sentimentale. Esso è quel turismo generato dai migranti che si recano in vacanza nel Paese di origine, spesso dopo esserne stati lontano per lungo tempo, o dai loro discendenti che vogliono visitare e conoscere la terra di origine della loro famiglia. Il viaggio e il relativo soggiorno nella terra natale costituiscono un’esperienza ad alto contenuto emotivo: per i primi rappresentano infatti l’occasione per rivedere i propri cari e soprattutto ritrovare i luoghi che hanno segnato la propria vita prima di partire; per i secondi diventa un modo per ricercare le proprie radici e scoprire i luoghi in cui hanno vissuto gli avi, specialmente per coloro che hanno perso in parte o totalmente il legame con la terra di origine (De Marchi e Mingotto, 2016: 589).

Senza dubbio il turismo delle radici è strettamente interrelato ai flussi migratori e la motivazione principale del viaggio è essenzialmente quella di ricercare il proprio patrimonio identitario attraverso l’appartenenza ad un luogo diverso da quello in cui si risiede, ristabilendo una connessione con la storia della propria famiglia. I viaggi di ritorno al paese di origine, da sempre, costituiscono per i migranti un momento importante nella scoperta della propria identità individuale e familiare. Oltre alla visita a luoghi legati alla storia familiare, i viaggi delle radici in genere comprendono anche momenti dedicati alla ricerca e all’incontro con lontani parenti di rami familiari rimasti nel paese d’origine: la scoperta di ‘nuovi cugini’ è identificata come una delle massime aspirazioni e soddisfazioni del viaggio (Vietti, 2012)

Se c’è un’altra Italia che vive all’estero ci si chiede, dunque, in che modo si possano incoraggiare e ‘richiamare’ gli emigrati italiani e i loro discendenti. E, inoltre, bisogna anche valutare in che modo ci si possa proporre efficacemente come destinazione per un viaggio ancestrale di connessione con la terra di origine e per soddisfare la domanda dei migranti alla ricerca della propria identità perduta.

(Fonte: Primo-rapporto-sul-turismo-delle-radici-in-Italia.pdf (esteri.it))

Il 2024 è stato dichiarato l'anno del turismo delle radici. Visita la pagina dedicata al Turismo delle Radici – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Progetti

All'interno dei propri bandi di finanziamento, la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo ha dedicato uno spazio specifico al "turismo delle radici".

Di seguito i progetti che hanno sviluppato iniziative tese a promuovere il turismo delle radici e a far conoscere il territorio regionale alle comunità di emiliano-romagnoli nel mondo.

Faenza on demand: piattaforma online che racconta agli emiliano-romagnoli nel mondo gli itinerari del ritorno del territorio faentino. Progetto coordinato dal Comune di Faenza e realizzato con il contributo della Consulta ER nel mondo, all'interno del quale è nata una piattaforma digitale attraverso cui l’utente può scegliere vari itinerari di scoperta, oppure lasciarsi guidare dall’istinto, così come spesso avviene quando si arriva in un territorio sconosciuto.

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Operatore turistico-culturale specializzato in viaggi delle radici: percorso formativo “misto”, on-line ed in presenza, sul tema del turismo delle radici, promosso dal Comune di Codigoro, in collaborazione con La Pro Loco di Codigoro e Stazione Sociale APS, con il contributo della Consulta ER. Prima fase online ha previsto un corso dedicato al turismo delle radici, con durata di 50 ore. A fine corso sono stati selezionati 6 partecipanti che hanno proseguito il percorso in Italia. La seconda fase in presenza ha previsto una formazione di 3 settimane in Emilia-Romagna, a Codigoro (Fe), nel Delta del Po e con trasferte nel territorio regionale.

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Radici e nuovi orizzonti: tra le attività realizzate, il progetto ha visto la creazione di un database con mappa interattiva online dei bagnacavallesi nel mondo volta a valorizzare le esperienze dei bagnacavallesi all’estero e mantenere un collegamento con l’amministrazione comunale. E' stato organizzato inoltre a Francoforte un evento pubblico di approfondimento sulla figura di Tonino Guerra, che ha visto protagonisti alcuni bagnacavallesi residenti nella città tedesca.

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Verso un turismo delle radici in Emilia-Romagna. Memorie, immaginario, aspettative e desideri degli emigrati emiliano-romagnoli in Argentina e Brasile per un viaggio ospitale alla scoperta delle origini: progetto di ricerca coordinato dal Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'economia dell'Università di Bologna con il contributo della Consulta ER nel mondo, che ha avuto come obiettivo principale quello di indagare sul sentimento di appartenenza degli emiliano-romagnoli e i loro discendenti residenti in Argentina e in Brasile all’Emilia-Romagna e sulle loro aspettative o abitudini di viaggio nei luoghi delle origini.

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L’emigrazione ferrarese nel mondo: un patto di amicizia tra la  comunità emiliano-romagnola di Madrid e il delta ferrareseIl progetto ha previsto la partecipazione in presenza con un proprio stand dedicato alla Delta del Po’ e all’Emilia-Romagna al più grande evento di promozione del Made in Italy in Spagna: Fiera “Passione Italia”, in occasione della Festa della Repubblica 2022. 

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Stay in valley: le voci dei migranti di ieri e degli expat di oggi della comunità dell’Alta Val Nure sono i protagonisti del progetto coordinato dal Comune di Bettola, che ha avuto l'obiettivo di trasformare in un video documentario la ricerca realizzata dall'Unione Alta Val Nure. La ricerca ed il documentario raccolgono storie, interviste, suggestioni, testimonianze che hanno tratteggiato il paesaggio fisico ed emotivo di chi nel tempo ha scelto di migrare dall’Alta Val Nure.

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