La sera del 9 novembre 1938, il camerata dottor Goebbels segnalò ai capi del Partito, riuniti in seduta amichevole presso l’antico municipio di Monaco, che nelle province dell’Assia e del Magdeburgo erano avvenute manifestazioni antisemite. Alcuni negozi di Ebrei erano stati distrutti, alcune sinagoghe incendiate. Egli ne aveva informato il Führer, il quale aveva deciso che tali manifestazioni non dovevano essere preparate né organizzate dal Partito, dal momento che erano spontanee, ma che non vi era ragione di ostacolarle. Le istruzioni verbali del ministro della Propaganda furono certamente interpretate da tutti i capi presenti nel senso che il Partito non voleva pubblicamente apparire l’istigatore delle dimostrazioni, ma in realtà intendeva organizzarle ed eseguirle. E in tal senso furono immediatamente trasmesse per telefono da una buona parte dei camerati presenti ai rispettivi distretti (Gauen). (L. Poliakov, Il nazismo e lo sterminio degli ebrei, Torino, Einaudi, 1977, p. 38. Traduzione di A.M. Levi)