I primi provvedimenti

Il paragrafo ariano
Cuxhaven, Bassa Sassonia, 1933. Una donna ariana viene pesantemente insultata in pubblico, per il fatto di avere avuto una relazione con un uomo ebreo.Nel gennaio 1933, in Germania vivevano circa 525 000 ebrei. Il primo importante provvedimento amministrativo preso dal regime nazista nei loro confronti fu la riforma della normativa relativa ai funzionari pubblici di carriera. Il 7 aprile 1933, uno speciale  comma (denominato paragrafo ariano) della nuova legge obbligò tutti coloro che non erano ariani a dare le dimissioni e al pensionamento anticipato. I provvedimenti successivi colpirono gli avvocati e i medici ebrei, esclusi dai tribunali e dagli ospedali pubblici.

Il criterio in base al quale un soggetto non era considerato di pura razza ariana fu molto rigido: bastava un solo genitore ebreo, o un solo nonno di origini ebraiche, per essere esclusi. D’altra parte, per il momento, Hitler accettò la richiesta del presidente Hindenburg di esentare dal licenziamento gli impiegati veterani di guerra e coloro i cui padri o i cui figli erano caduti al fronte, negli anni 1914-1918.

Uno dei settori più colpiti dall’epurazione fu senza dubbio l’università: nel solo 1933, furono privati della loro cattedra circa 1200 accademici. In certi atenei, interi dipartimenti si svuotarono: primi fra tutti quelli di matematica e di fisica teorica. Altri docenti, pur non essendo stati licenziati, emigrarono di propria iniziativa, intuendo il pericolo imminente.
I provvedimenti di luglio

Un eloquente segnale del nuovo clima che si respirava nelle università fu il grande rogo dei libri organizzato per la sera del 10 maggio 1933 nelle principali città tedesche. Solo a Berlino vennero bruciati circa 20 000 volumi, scritti da autori ebrei (come Marx, Freud e Einstein) o da romanzieri disprezzati perché pacifisti e antinazionali (come E. M. Remarque).

Il 14 luglio 1933, una legge emanata dal governo sciolse tutti i partiti politici, ad eccezione della NSDAP. Lo stesso giorno, furono presi altri due provvedimenti importanti, che dimostrano la centralità del problema razziale nell’ideologia di Hitler e nella prassi politica del Terzo Reich. La Legge sulla revoca della naturalizzazione riguardò tutti gli ebrei dell’Europa orientale che, immigrati anni prima in Germania, avevano ottenuto la cittadinanza tedesca dopo il 9 novembre 1918.

Il secondo provvedimento, di tipo eugenetico, ordinò la sterilizzazione (anche forzata, <<contro la volontà del soggetto>>) di tutti coloro che fossero portatori di supposte malattie ereditarie come la schizofrenia, l’epilessia, la cecità e la sordità. Anche l’alcolismo poteva essere preso in considerazione. Nei dodici anni del Terzo Reich, furono sterilizzate circa 400 000 persone, in maggior parte donne.

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