Minori, relazione Garante: 118 segnalazioni in 11 mesi

07.05.2013

Minori, relazione Garante: 118 segnalazioni in 11 mesi

Tutela i diritti degli oltre 700 mila minorenni dell’Emilia-Romagna (il 15,8% del totale dei residenti), le sole persone, essendo bambini o adolescenti, prive di qualsiasi rappresentanza (politica, sindacale, associativa). È il Garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza, carica ricoperta da Luigi Fadiga, che in Assemblea legislativa ha illustrato i contenuti essenziali della sua relazione, al termine del primo anno completo di mandato, dopo il varo di questa nuova figura istituzionale. E sono state 118 le segnalazioni arrivate all’ufficio del Garante fra il marzo 2012 e il febbraio 2013: 19 riguardano la tutela di interessi diffusi (dai fattori di rischio per la salute alla violazione di diritti di minori stranieri non accompagnati, da situazioni di accattonaggio ad atti non corretti di pubbliche amministrazioni), 99 i casi singoli (che hanno coinvolto 143 minorenni).

La legge regionale afferma che il Garante gode di piena indipendenza e non è soggetto ad alcun vincolo di subordinazione gerarchica: l’indipendenza è il fondamentale requisito delle istituzioni di garanzia, e di quelle delle persone di minore età in particolare, poiché queste non sono in grado di esercitare i loro diritti e costituiscono l’unica fascia sociale priva di rappresentanza (politica, sindacale o associativa). Primo obiettivo del Garante è quello della promozione dei diritti delle persone di minore età, che nel nostro ordinamento sono spesso proclamati, ma non sempre attuati.

EMILIA-ROMAGNA, I DATI

Le persone minorenni, che nel 2001 erano il 13,7% della popolazione residente in Emilia-Romagna, alla data del 1° gennaio 2012 erano 704.716, pari al 15,8% dei residenti. Reggio Emilia è la provincia con la percentuale maggiore di persone di minore età (17,9%), Ferrara è quella con la percentuale minore (13.1%). In valore assoluto, il più alto numero di residenti di minore età si riscontra a Bologna (151.970 persone).

La popolazione in età compresa fra 11 e 14 anni sfiora le 150mila unità, quella fra i 15 e i 17 risulta di 106.666 persone (15,1% della popolazione minorenne). Contributo fondamentale al trend di crescita è venuto dai minori stranieri nati in Italia: sono 121.043 e rappresentano il 17,2% dei minorenni residenti in Emilia-Romagna, con punte del 22,5% a Piacenza e del 19,6% a Modena.

Il totale dei posti nei nidi d’infanzia della regione nell’anno 2009-10 (ultimo dato disponibile) è di 37.993 e copre circa il 30% della popolazione minorile interessata.

Frequentano le scuole statali e non statali – da quelle per l’infanzia alla secondaria superiore - 580.807 ragazzi; di questi, sono 78.214 gli alunni stranieri nelle scuole statali (15,7%) e 11.869 gli alunni disabili.

Nel nostro ordinamento, il sistema di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza è costruito in maniera binaria: la protezione socio-assistenziale è di competenza dei servizi del territorio, mentre la protezione giudiziaria è attribuita al giudice minorile.

Spetta al sistema dei servizi sociali aiutare i genitori a svolgere la loro funzione; spetta al sistema della giustizia minorile garantire i diritti dei minori quando, malgrado l’intervento dei servizi, la condotta dei genitori appaia pregiudizievole.

Al 31 dicembre 2010, il totale dei minori in carico ai servizi sociali dell’Emilia-Romagna (per problematiche socio-economiche, assistenziali o per necessità di protezione) era di 55.814 unità, pari all’8% dei minori residenti. Nel territorio regionale, le comunità di accoglienza per minori fuori famiglia sono circa 320, assai diversificate per tipologia. I minorenni collocati in struttura residenziale a fini di protezione erano 1.721 alla data del 31 dicembre 2010, quelli in affido etero-familiare e parentale 1.574.

“Il sistema di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza - afferma il Garante, Luigi Fadiga - risulta estremamente articolato e frammentario, con aggregazioni istituzionali costruite in funzione di scopi del tutto diversi dal voler creare e rendere efficace ed efficiente un diritto: 348 Comuni, 9 Province, i servizi socio-sanitari per i minorenni fanno capo ad oltre 67 enti gestori (Comuni singoli, Comuni associati, Asp, Asc, Ausl). Tutto ciò ha determinato disomogeneità delle metodologie, sovrapposizioni, lacune, mancato coordinamento anche all’interno di un’unica città, conflitti di competenza territoriale, difficoltà di rapida individuazione del responsabile del servizio”.

In questo quadro, l’ufficio del Garante ha programmato un’attività di contatto con i servizi territoriali e con i relativi responsabili, allo scopo di far emergere i nodi e le criticità, e di verificare le possibilità per superarli. Dagli incontri, sono emerse problematiche comuni ai vari territori: fra l’altro, aumentano le separazioni connotate da relazioni fortemente conflittuali con il coinvolgimento dei figli, e si nota una crescente deresponsabilizzazione dei genitori con caduta verticale della partecipazione nell’ambito scolastico.

Nelle zone dell’Emilia colpite dal terremoto, il Garante ha collaborato a un progetto promosso da Save the Children per monitorare, tutelare e promuovere i diritti dei minori coinvolti dall’evento.Il cuore dell’intervento di emergenza di Save the Children è stato quello di dare ai bambini e ragazzi la possibilità di usufruire di appositi spazi capaci di aiutarli a convivere con un contesto di emergenza imprevedibile e in continuo cambiamento. Questo tipo di intervento, che costituisce l’azione fondamentale nella risposta alle emergenze dovute a disastri naturali, si è incentrato sugli “spazi a misura di bambino” (Child Friendly Spaces). Ne sono stati allestiti nelle tendopoli di Finale Emilia, Novi di Modena, Concordia sulla Secchia, San Possidonio: vi hanno partecipato 405 bambini e ragazzi fino a 17 anni.

Nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’autorità giudiziaria, il Garante ha offerto la sua opera per facilitare l’interazione e il rapporto con i servizi socio-assistenziali e per superare le criticità che possano derivarne. A questo scopo, ha ottenuto dal presidente della Corte d’appello di prendere la parola in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, illustrando in quella sede il ruolo e le funzioni del nuovo organo di garanzia. Un primo e importante passo è rappresentato dal Tavolo di lavoro permanente con l’autorità giudiziaria minorile e i responsabili dei servizi socio-sanitari della Regione: il Garante lo convoca e ne stabilisce l’ordine del giorno, ne fanno parte il presidente del Tribunale per i minorenni e il Procuratore della Repubblica presso il medesimo tribunale.

È diffusa la presenza di associazioni private di avvocati di diritto minorile e di famiglia: sono stati avviati contatti con il presidente del Consiglio dell’ordine forense della Corte d’appello, finalizzati a far conoscere la figura del Garante e a individuare momenti di collaborazione. Inoltre, il Garante ha preso contatto con il presidente dell’onlus “Avvocato di strada”, per verificare le possibilità di collaborazione nel campo della difesa dei minori ormai prossimi alla maggiore età.

Tra i compiti peculiari di tutte le figure di garanzia vi è quello di ricevere le segnalazioni dei cittadini che ritengono di aver subito un torto da parte di qualche autorità. La Legge regionale contiene una formula che prevede espressamente il diritto di accesso al Garante, senza intermediari adulti, da parte di bambini e ragazzi.

Come detto, sono state 118 le segnalazioni pervenute all’ufficio del Garante fra il marzo 2012 e il febbraio 2013: 19 riguardano la tutela di interessi diffusi, 99 situazioni singole.

Nell’ambito dei problemi inerenti la tutela di interessi diffusi, si sono riscontrate segnalazioni di: fattori di rischio per la salute dei bambini; ritardo nelle dichiarazioni di nascita di minori non riconosciuti; sgomberi di famiglie con bambini di etnia rom; violazioni di diritti di minori stranieri non accompagnati; problematiche di accattonaggio di o con minorenni; atti di amministrazioni pubbliche non corretti; pratiche commerciali scorrette che hanno coinvolto persone di minore età. Sono stati, altresì, chiesti pareri in merito alla tutela della privacy di minori, alla competenza della presa in carico da parte dei servizi sociali, all’esecuzione di provvedimenti di allontanamento. Quanto alle 99 segnalazioni di casi singoli, hanno coinvolto nel complesso 143 persone di minore età (76 maschi e 67 femmine); di questi, 93 sono bambini e adolescenti italiani, 50 di nazionalità straniera.

Azioni sul documento