Approfondimenti

Yossl Rakover si rivolge a Dio
Il racconto di Zvi Kolitz Yossl Rakover si rivolge a Dio è ambientato a Varsavia, il 28 aprile 1943. La voce narrante è quella di un combattente del ghetto, ormai privo di munizioni e armato solo di un paio di bottiglie piene di benzina. In questa situazione disperata, il suo pensiero e la sua preghiera si rivolgono a Dio, che sembra aver abbandonato Israele. Eppure il protagonista, Yossl Rakover, proclama che non cesserà di essere ebreo e non abbandonerà la fede dei suoi Padri. In virtù della sua straordinaria potenza espressiva, il racconto fu a lungo considerato come una testimonianza autentica, effettivamente scritta durante l’insurrezione del ghetto di Varsavia; in realtà, fu composto nel 1946.
Auschwitz: una sfida per la fede di Israele
La presenza di Dio nella Storia, di Emil Fackenheim, uscì nel 1970. Al centro della riflessione dell’autore sta la crisi di tutte le precedenti categorie utilizzabili, per spiegare la sofferenza di Israele. Ciò nonostante, Fackenheim conclude in modo imperativo affermando che non si deve abbandonare la fede dei Padri: chi lo facesse, concederebbe a Hitler una clamorosa vittoria postuma.
Il concetto di Dio dopo Auschwitz
Nato nel 1903, Hans Jonas studiò teologia e filosofia in Germania con Husserl, Heidegger e Bultmann. Emigrò nel 1933 e quindi riuscì ad evitare la Shoah, che invece travolse sua madre. Famoso per i suoi studi sullo gnosticismo e per i suoi trattati di etica, Jonas tenne la conferenza Il concetto di Dio dopo Auschwitz. Una voce ebraica a Tubinga, nel 1984. In quella circostanza, Jonas avanzò provocatoriamente la proposta di cancellare l’onnipotenza dagli attributi di Dio, pena la rinuncia alla Sua bontà ed alla comprensibilità del Suo agire nel mondo e nella storia.
Interviste e dibattiti
Nel 1998, il giornalista americano Ron Rosenbaum pubblicò un denso volume in cui raccolse le interviste che aveva compiuto a numerosi intellettuali (storici, filosofi, registi…) che per svariati motivi si erano occupati di Hitler e della Shoah. Tra gli altri, furono intervistati anche lo storico israeliano Yehuda Bauer, uno dei più prestigiosi studiosi del genocidio ebraico, ed Emil Fackenheim. Mentre lo storico espresse il proprio ateismo disperato, Fackenheim arrivò ad affermare l’esistenza – dopo Ausschwitz - di un nuovo precetto ebraico, da aggiungere ai 613 già presenti nella Torah.
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Auschwitz, 194. Il Crematori IV in una foto scattata dalle SS.

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