Garante per l'infanzia e l'adolescenza

Cosa fa

 

Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha il compito di garantire, in conformità con quanto previsto dalla legge n. 9 del 17 febbraio 2005, il rispetto e l’attuazione dei diritti dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze presenti sul territorio regionale.

Sono i diritti che la Convenzione delle Nazioni Unite (pdf, 2.8 MB) del 20 novembre 1989 riconosce all’infanzia e all’adolescenza.

     Fra questi spiccano:

    • il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6);
    • il diritto a essere allevati ed educati dai propri genitori (art. 7/1)
    • il diritto a non essere discriminati (art. 8);
    • il diritto all’ascolto (art. 12) e alla partecipazione (art. 13);
    • il diritto di essere protetto da ogni forma di maltrattamento, violenza negligenza e abuso fisico o mentale (art. 19)

     

    I temi trattati 

    L’attività della garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza è riconducibile alle seguenti macroaree.

    Il territorio

    Il livello di rispetto e garanzia dei diritti dei minori non è sempre uguale: è possibile trovare zone del territorio  in cui sono più frequenti condizioni di fragilità o carenze, anche educative, che rendono più deboli i diritti alla crescita serena dei bambini e degli adolescenti. È importante sostenere la costruzione di reti territoriali finalizzate all’osservazione e al monitoraggio dello stato di attuazione dei diritti delle persone di minore età, all’ascolto dei minori stessi, al rafforzamento della cultura in tema di diritti e di legalità, alla diffusione di buone pratiche e al supporto dei minori in specifici contesti di fragilità. 

    Fragilità sociali ed eventi sentinella

    Il cammino per la piena attuazione dei diritti dei minori, compreso quello di essere protetti da ogni forma di prevaricazione e di violenza, è il risultato di investimenti mirati, di impegni e di assunzioni di responsabilità da parte di varie realtà: i cittadini, le istituzioni e le organizzazioni sociali. Le segnalazioni di situazioni di disagio e di sofferenza vissute da bambini   e  o  adlescenti  indicano disfunzioni esistenti negli ambienti di vita dei minori e nelle reti istituzionali. È necessario prevedere azioni dirette al contenimento delle disuguaglianze e collaborare con tutti i soggetti impegnati a fornire risposte, condividendo modalità operative utili a prevenire, per tutta la popolazione di minore età, disagi e conflitti relazionali che si ripercuotono sul loro benessere.

    Contesti educanti e saperi professionali

    Come viene interpretato e declinato l'interesse superiore del minore di età? In particolare, come viene tradotto in programmi e attività dai vari servizi sociali, educativi e sanitari ?  È sulla risposta a queste domande che la Garante lavora in collaborazione con scuole superiori, università, corsi post-laurea e ordini professionali. La formazione dei professionisti, i loro saperi ed il loro saper essere e saper fare ha un ruolo fondamentale. Serve implementare conoscenze e operatività appropriate, in specifico rispetto a: sistemi organizzativi, criteri valutativi e fasi evolutive.  Appare necessaria una riflessione orientata al confronto e, là dove utile ed opportuno, alla riduzione delle differenze fra le diverse culture della protezione di bambine/i e degli adolescenti e delle disomogeneità fra le pratiche di lavoro. 

    I compiti della Garante
    • promuovere  la conoscenza e l’affermazione dei diritti dell’infanzia e adolescenza;
    • vigilare  sull’applicazione nel territorio regionale della Convenzione delle N.U. e delle altre convenzioni internazionali e leggi statali e regionaliin materia;
    • rappresentare  i diritti e gli interessi dell’infanzia e dell’adolescenza presso tutte le sedi istituzionali regionali;
    • segnalare   ai  servizi sociali e all’autorità giudiziaria situazioni che richiedono interventi di carattere assistenziale o giudiziario;
    • accogliere  le segnalazioni di presunti abusi relativi a bambini o adolescenti e fornire informazioni sulle modalità di tutela e di esercizio dei dirittidegli stessi;
    • segnalare  alle amministrazioni i casi di violazione e i fattori di rischio derivanti a bambini e ragazzi da situazioni ambientali carenti o inadeguate;
    • promuoverein collaborazione con gli assessorati regionali e con soggetti pubblici e privati, iniziative per la diffusione di una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza;
    • dare ascolto  e voce ai minori, incontrandoli e valorizzando le loro riflessioni ed esigenze;
    • esprimere  pareri, proposte e rilievi su progetti di legge, di regolamento e di atti amministrativi regionali, valutandone l’impatto sui bambini e i ragazzi;
    • collaborare alla raccolta e alla elaborazione di dati relativi alla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in regione;
    • curare  attività di informazione-formazione nelle scuole e nell’extra-scuola e campagne divulgative con pubblicazioni, opuscoli e altri materiali;
    • preparare  una relazione annuale sulle attività svolte per informare l’Assemblea e l’opinione pubblica su quanto fatto nel corso del precedente anno.


    Per approfondire
    : il Programma di mandato e le Relazioni annuali di attività in
    Pubblicazioni

    (ultimo aggiornamento: 22/12/2020)

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