Il testo, comunque, usava toni particolarmente forti ed un’espressione radicale come annientamento della razza ebraica in Europa. Per quanto sia difficile definire con precisione il significato attribuito da Hitler a queste parole nel 1939, è però significativo che il dittatore nazista le abbia ripetute più volte (una, nel 1941, in gennaio; cinque, nel corso del 1942; due, nel 1943) e che regolarmente abbia sbagliato la data, affermando di aver pronunciato la sua profezia il 1° settembre 1939 (giorno d’inizio della guerra, intesa come grandiosa e definitiva resa dei conti con ebrei e comusiti)


Quando lottavo per raggiungere il potere, il popolo dei giudei era il primo a prendere solo con il riso le mie profezie che io un giorno in Germania avrei assunto la guida dello stato e di tutto il popolo e allora avrei trovato una soluzione, fra i tanti problemi, anche a quello degli ebrei. Credo che in Germania le sonore risate di allora si siano nel frattempo soffocate in gola al giudaismo.

Oggi voglio essere di nuovo il profeta: se il giudaismo della finanza internazionale, in Europa o altrove, riuscisse ancora una volta a gettare i popoli in una guerra mondiale, il risultato non sarà la bolscevizzazione della terra e la vittoria del giudaismo, ma l'annientamento della razza ebraica in Europa.

(A.Hillgruber, La distruzione dell’Europa. La Germania e l’epoca delle guerre mondiali (1914-1945), Bologna, Il Mulino, 1992, p. 382)