Hitler al potere

Il problema della disoccupazione
Georg Grosz, L’agitatore (1930). L’enorme stivale nero evoca il terrore; tamburo, sonaglio, megafono e grammofono lasciano invece presagire il massiccio ruolo che avrebbe assunto la propaganda nel regime nazista.Dal momento che la NSDAP, alle elezioni del 1932, con il 37, 2 % dei suffragi, era risultata il partito di maggioranza relativa, il 30 gennaio 1933 Adolf Hitler fu nominato cancelliere dal Presidente della Repubblica, l'anziano generale Paul von Hindenburg.

Per affrontare il problema della disoccupazione, il nuovo governo concesse i cosiddetti prestiti matrimoniali: sovvenzioni statali alle coppie in cui la donna rinunciasse al lavoro extra-domestico. Inoltre, con la legge del 27 giugno 1933 venne iniziata la costruzione di una grande autostrada nazionale, che assorbì un gran numero di disoccupati.

I risultati della politica nazista furono ben presto evidenti, tant'è che nel giro di sei mesi (dal gennaio al luglio 1933) la disoccupazione calò di ben un milione di unità.

Tale processo di riassorbimento della manodopera restò una costante del regime nazista: i senza lavoro, infatti, passarono a 2 700 000 nel 1934, a un milione e mezzo nel 1936 e a poco meno di mezzo milione nel 1938. Infine, nel 1939, si realizzò in pratica la piena occupazione.

La politica di riarmo

Per certi aspetti, siamo di fronte ad una ricetta affine a quella del New Deal rooseveltiano, in quanto i successi furono legati ad un massiccio intervento dello Stato nella sfera economica. Tuttavia, accanto alle grandi opere pubbliche (come l'autostrada), in Germania si rivelarono fattori decisivi di rinascita economica il riarmo e la produzione di materiale bellico, in vista dell’espansione imperialistica.

Nel 1936, fu elaborato il cosiddetto piano quadriennale, di cui Hermann Göring fu nominato responsabile, col titolo di Commissario. Ufficialmente, l'obiettivo principale del piano era quello di far fronte alle necessità dell'espansione demografica della Germania (che il regime non intendeva in alcun modo controllare, ma semmai potenziare) rendendo la Germania stessa il più possibile autosufficiente sotto il profilo economico.

In realtà, poiché Hitler pensava che la soluzione definitiva al problema dell'espansione demografica di un popolo fosse la conquista di un corrispettivo spazio vitale, scopo vero del piano era di attrezzare la Germania per la guerra. <<Pongo così - scrisse Hitler in un un memoriale del 1936 relativo al piano quadriennale - i seguenti obiettivi: 1. l'armata tedesca deve essere portata in 4 anni in pieno assetto di guerra. 2. L'economia tedesca deve essere messa in 4 anni in condizioni di affrontare una guerra>>.

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