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Fusione di Comuni

in Emilia-Romagna

Sono arrivati a 10 i processi di fusione di Comuni conclusi in Emilia-Romagna a partire dal 2014. Dalla prima che ha determinato l’istituzione del nuovo Comune di Valsamoggia (Bo) fino all’ultima in ordine di tempo,  che darà l’avvio al Comune di Alta Val Tidone, le fusioni realizzate in Regione con l'istituzione di 10 nuovi enti unici hanno comportato la soppressione di 27 Comuni, portando così a 331 il numero complessivo di quelli presenti sul territorio emiliano-romagnolo.

Alla fusione iniziale in provincia di Bologna, sono poi seguite altre nuove realtà: Fiscaglia nel ferrarese, Sissa Trecasali nel parmense, Poggio Torriana nel riminese. Dal primo gennaio 2016 a seguito di fusione si sono poi costituiti i nuovi Comuni di Ventasso nell' Alto Appennino reggiano, Alto Reno Terme (Bo); Montescudo-Monte Colombo (Rm) e Polesine Zibello (Pr). Per arrivare al comune unico di Terre del Reno (Fe), attivo dal primo gennaio 2017, fino alla prima fusione di comuni nel piacentino che darà l’avvio al nuovo comune unico, al posto di Caminata, Nibbiano e Pecorara, dal primo gennaio 2018.

Per altri Comuni, che avevano intrapreso il percorso di fusione, l’iter si è fermato dopo il referendum consultivo delle popolazioni residenti. È il caso di Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino (Pc), Toano e Villa Minozzo (Re), Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli (FC). In seguito, dopo la consultazione tenutasi il 16 ottobre 2016, sono decaduti anche i percorsi di fusione tra Bettola, Farini e Ferriere e tra Ponte dell’Olio e Vigolzone sempre nel piacentino, Campegine, Gattatico e Sant'Ilario d'Enza nel reggianotra Borgo Tossignano, Casalfiumanese e Fontanelice nel bolognese e tra  Mondaino, Saludecio e Montegridolfo nel riminese.

Esigenze di razionalizzazione della spesa, riorganizzazione delle funzioni, la possibilità di conseguire importanti contributi regionali  e statali (per un decennio), unite alle quotidiane difficoltà di mantenere efficienti servizi sempre più costosi su piccola scala, hanno fatto sì che molti Comuni sul territorio, specie i piccoli, abbiano cominciato a discutere e a valutare un'opzione come quella della fusione. Una scelta sostenuta dallo Stato e dalla Regione Emilia-Romagna con incentivi ad hoc. Oltre al sostegno economico ai nuovi Comuni unici vengono infatti riconosciute: la sospensione del Patto di stabilità per 5 anni e una "corsia preferenziale" per i progetti regionali.

  • Per una geografia aggiornata delle fusioni in Emilia-Romagna, vai alla Mappa

 

Comuni che hanno avviato il percorso di fusione:
  •  Nessun progetto di fusione in corso.
I nuovi Comuni istituiti a seguito di una fusione:

 

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