Fusione di Comuni

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Comuni, si cambia. Dal 1^ gennaio 2014 è partita l’attuazione della riforma che prevede, anche in Emilia-Romagna, la gestione in forma associata di funzioni e servizi importanti: dal sociale alla polizia municipale, dalla pianificazione territoriale alla protezione civile. Ciò può avvenire tramite le Unioni di Comuni o con convenzioni o associazioni intercomunali. Un’ulteriore scelta può essere quella della fusione, strada che alcuni Comuni hanno già intrapreso e che altri si accingono a prendere.

Prevista dall’articolo 133 della Costituzione, la fusione consiste in un processo di accorpamento e soppressione di più Comuni preesistenti finalizzato ad istituire un nuovo Comune unico. La stessa Carta costituzionale demanda alla Regione la titolarità dell’iniziativa, “sentite le popolazioni interessate”.

Razionalizzazione dei servizi e della spesa, riduzione dei costi degli organismi rappresentativi (sindaco, assessori e consiglieri), finanziamenti garantiti al nuovo Comune unico per diversi anni dallo Stato e dalla Regione sono alcuni dei potenziali punti di forza di questo tipo di progetto. Al contempo, il dibattito sollevato nelle comunità dove si discute di fusione fa risaltare come sia molto sentito il rischio di una perdita di rappresentanza equamente distribuita in tutti i territori del nuovo comune così come la richiesta di garanzie su quella che sarà la distribuzione dei servizi.

Ecco perché la scelta di fusione tra Comuni è un processo per il quale le norme nazionali e regionali considerano necessario il coinvolgimento dei cittadini al momento della decisione. Di qui l’obbligatorietà del referendum consultivo per ogni progetto di fusione. Più in generale, va anche detto che i Comuni possono attivare forme di coinvolgimento e confronto con la popolazione su tematiche di interesse pubblico per le quali si debba giungere a una mediazione, pratiche previste e incentivate dalla legge regionale sulla partecipazione (L.r.3/2010).

Nel caso di progetti di fusione i Comuni possono quindi avviare dei percorsi partecipativi che consentano di condividere con i cittadini le scelte che riguardano il futuro dell'ente. A sostegno di questi percorsi l'Assemblea legislativa ha promosso, anche per il 2014, un bando che mette a disposizione fino a 10 mila euro per progetto, per un totale di 50 mila euro complessivi.

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Pubblicato il 15/03/2013 ultima modifica 15/03/2013

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