Introduzione

La Regione sposti i fondi dal Progetto HER a modelli di inclusione più performanti. A chiedere se il progetto dell’Unione Bassa Reggiana “Her - un progetto di donne per le donne” finanziato dalla Regione costituisca un modello idoneo per l’integrazione e l’emancipazione delle donne straniere è Tommaso Fiazza (Lega) in un’interrogazione a risposta immediata in Aula.
“Il caso Saman Abbas ci lascia ancora una responsabilità politica: fare tutto ciò che è possibile affinché tra tragedie come questa non si ripetano. Ed è proprio alla luce di questa responsabilità che ho esaminato il progetto Her – un progetto di donne per le donne proposto dall’Unione Bassa Reggiana e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Dall’analisi del materiale informativo ufficiale dell’iniziativa, - spiega Fiazza - emerge un calendario di incontri dai titoli emblematici: Libri fra amiche, Chiacchiere e tè, Donne, benessere e corpo, Impastare storie e Cucinare dialoghi”.
Per il leghista tale impianto programmatico appare come “una paradossale e penalizzante riproposizione dei più triti stereotipi di genere, che tendono a confinare la figura femminile nella sola dimensione domestica, assistenziale o creativa”. Da qui la richiesta di cambio di passo alla Giunta anche per “prevenire drammi come quello di Saman Abbas”.
La replica di Allegni

“La vicenda di Saman Abbas rappresenta una ferita profonda, assolutamente non rimarginabile per tutta la nostra Regione e per l'intero Paese”, risponde l’assessora alle Pari opportunità Gessica Allegni per la quale il progetto di cui parla Fiazza “è uno spazio di incontro rivolto in particolar modo a chi, per ragioni familiari, lavorative, linguistiche o sociali, partecipa poco o non partecipa completamente alla vita della comunità. Costruito per uscire dall’isolamento e far emergere, quando necessario, situazioni di controllo o di violenza. Il progetto è coerente con le finalità regionali di inclusione sociale e autodeterminazione. Naturalmente vigileremo sulla sua attuazione”.
“Le persone che vivono nel fondamentalismo, vivono nel fatto che la donna deve essere sottomessa”, replica Fiazza che rilancia tutti i suoi dubbi sul progetto in questione.
Ultimo aggiornamento: 06-10-2026, 11:23
