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Introduzione

La Giunta chiarisca se gli interventi per la mitigazione del rischio idraulico in Val di Zena, con particolare riferimento agli abitati del Farneto e di Botteghino di Zocca (Bologna), siano sufficienti a tutelare la popolazione in caso di un evento alluvionale simile a quello dell’ottobre 2024 o se non debbano essere potenziati tenendo conto dello studio idrologico-idraulico elaborato da Unimore. È l’oggetto di un’interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula presentata da Elena Ugolini (Rete Civica).  

“Tra maggio 2023 e ottobre 2024 - ha ricordato la consigliera - la Val di Zena è stata colpita da quattro eventi alluvionali di particolare intensità, che hanno evidenziato la grave fragilità idraulica e idrogeologica dell’intero bacino. Tra le aree più esposte rientrano gli abitati del Farneto, nel territorio di San Lazzaro di Savena, e di Botteghino di Zocca, nel Comune di Pianoro. Gli interventi eseguiti a partire dal 2024 non sempre sono stati portati a termine correttamente e non sono serviti a mitigare la pericolosità idraulica in occasione delle piogge dell’ottobre dello stesso anno. Altri interventi sono partiti dall’ottobre 2025 per la sistemazione dell’alveo, la rimozione dei sedimenti, il consolidamento delle sponde e l’ampliamento delle sezioni del torrente”.  

“Uno studio di Unimore a cura del professor Orlandini - ha proseguito Ugolini - contiene analisi e indicazioni utili a individuare gli interventi necessari per la mitigazione del rischio idraulico nella Val di Zena. La manutenzione, il consolidamento e il ripristino della capacità di deflusso del torrente rappresentano azioni necessarie, ma è indispensabile chiarire quale concreta riduzione del rischio siano in grado di assicurare in caso di nuovi eventi di particolare intensità a tutela della popolazione”. 

La risposta affidata alla Sottosegretaria

Ha risposto la sottosegretaria alla presidenza della Giunta Manuela Rontini: “Gli interventi già eseguiti e quelli in corso rappresentano misure utili e necessarie per incrementare la resilienza idraulica della Val di Zena, ma la gestione del rischio richiede un approccio integrato e progressivo, basato sul continuo aggiornamento delle conoscenze tecniche, sulla pianificazione di bacino e sulla realizzazione coordinata degli interventi strutturali ritenuti prioritari per l'intero territorio vallivo. Le opere già realizzate (quali le sistemazioni spondali e il ripristino delle condizioni ex-ante, con la rimozione delle maggiori cause di pregiudizio alla pubblica incolumità) e quelle attualmente programmate o in corso (come l’abbassamento delle quote di alcune aree allagabili e la rimozione di passerelle pedonali idraulicamente incompatibili) sono parte di un percorso più ampio e progressivo di miglioramento della sicurezza idraulica, come evidenzia sempre anche il commissario Curcio”. 

La sottosegretaria ha proseguito: “Tali opere costituiscono un contributo concreto alla mitigazione del rischio idraulico e alla riduzione della vulnerabilità delle aree interessate, in particolare a Botteghino di Zocca. Lo studio idrologico-idraulico, elaborato da Unimore, rappresenta un supporto tecnico prezioso per l'approfondimento delle dinamiche del bacino della Val di Zena e per la valutazione delle ulteriori misure strutturali e gestionali da mettere in campo. Va specificato che le opere sin qui realizzate dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile sono coerenti con l’approccio dello studio, come ha dichiarato lo stesso professor Orlandini durante l’assemblea pubblica di gennaio scorso. Nell’ambito del Programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, a disposizione della Regione Emilia-Romagna ci sono 919 milioni di euro: entro il mese di ottobre il presidente de Pascale invierà al governo le priorità per l’utilizzo di questo stanziamento, avvalendosi del lavoro di un gruppo tecnico interistituzionale appositamente costituito. Resta inteso che qualunque intervento futuro dovrà tener conto della Variante al PAI Po, redatta dall’Autorità distrettuale di Bacino, non potendo in alcun modo contrastare le previsioni in esso contenute”. 

La replica di Ugolini

Ugolini ha replicato: “Il fatto che gli interventi realizzati sino ad ora sulla Val di Zena siano in linea con lo studio Unimore è importante perché per riuscire a pianificare la prevenzione del rischio e la mitigazione occorre avere una visione d’insieme. Nel 2024 sono stati tagliati alberi dove non era necessario e sono stati scavati alvei senza riutilizzare il materiale in modo corretto. Il caso della Val di Zena fa capire come dovremmo muoverci: le opere devono essere progettate e monitorate in modo corretto perché servono visione, competenza e metodo per spendere bene il miliardo che abbiamo a disposizione”.  

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 10:41