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Introduzione

La Regione garantisca la copertura al 100% delle borse di studio universitarie.

La richiesta arriva, con un’interrogazione, da Valentina Castaldini (Forza Italia) che ricorda come “nel Documento di programmazione economico e finanziario regionale 2027-2029, nella parte relativa al diritto allo studio universitario, si prevede di ‘sostenere la massima copertura delle borse di studio universitarie agli studenti che ne hanno diritto’, superando quindi l’impegno alla copertura totale: modifica che rappresenta un evidente cambio di impostazione della programmazione regionale, sostituendo un obiettivo quantitativo preciso con una formulazione più generica”. Per Castaldini “la Regione Emilia-Romagna potrebbe ricondurre questa scelta alla possibile riduzione delle risorse nazionali destinate al fondo integrativo statale, la copertura del 100% per le borse, tuttavia, non è mai stata garantita esclusivamente attraverso fondi statali ma è sempre stata il risultato di una integrazione tra risorse europee, nazionali e regionali, compresa la tassa regionale per il diritto allo studio”.

La sottosegretaria risponde

La risposta della giunta regionale è affidata alla sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini, che sottolinea come “il diritto allo studio universitario continua a rappresentare una priorità per la Regione Emilia-Romagna”. Rontini ricorda che, nell’ambito dei fondi PNRR, “è stato previsto lo stanziamento dell’importo iniziale di 500 milioni di euro per finanziare l'aumento del numero di borse per il diritto allo studio a favore degli studenti meritevoli e bisognosi, l’incremento del valore delle borse di studio e l’estensione delle stesse a una quota più ampia di iscritti. Ciò ha comportato, a partire dall’anno accademico 2022/2023, aggiornamenti in aumento del valore delle borse di studio e delle soglie economiche per potervi accedere, oltre a maggiorazioni degli importi di borsa per gli studenti in condizioni di maggiore difficoltà economica (+15%), per le studentesse che si iscrivono ai corsi STEM (+20%), per gli studenti iscritti contestualmente a più corsi di laurea (+20%)”. La sottosegretaria ricorda, inoltre, che “i valori minimi delle borse di studio sono stati aumentati di 900 euro per gli studenti fuori sede, di 700 euro per gli studenti pendolari e di 500 euro per gli studenti in sede. Nell’arco di tre anni il valore delle borse è aumentato del 33,4% per i fuori sede, del 41,4% per i pendolari e del 42,7% per gli studenti in sede”. Passando dai numeri alla valutazione politica, Rontini evidenzia come “la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha più volte segnalato l’insostenibilità del sistema di finanziamento e la carenza di risorse oltre al sottodimensionamento dei finanziamenti statali che hanno comportato ogni anno un forte impegno da parte delle amministrazioni regionali per garantire la più ampia copertura per gli studenti idonei”. E per il futuro? “Per i prossimi anni – spiega Rontini – la Regione si impegna a ricercare tutte le risorse che si renderanno disponibili al fine di ottenere il finanziamento della massima copertura degli studenti idonei alle borse di studio, perseguendo attivamente l’obiettivo – come concretamente avvenuto anche nell’anno accademico 2025-2026 e in tutti gli anni precedenti – di raggiungere il 100% di copertura. A tal fine, auspichiamo che le recenti interlocuzioni sul piano dei finanziamenti al diritto allo studio universitario, tutt’ora in corso tra la ministra Bernini e il ministro Giorgetti, possano produrre effetti concreti al riguardo”.

Parole alla luce delle quali Castaldini si dice “insoddisfatta perché il diritto allo studio è un aspetto delle politiche regionali che non può essere trascurato, presenterò anche un emendamento sul tema, serve che quel 100% venga riscritto all’interno del Defr”.

Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 10:41