Introduzione
Un “esercito” di oltre 300mila volontari, 27.500 istituzioni no profit, pari al 7,5% di tutto il no profit italiano e che danno lavoro a 90mila persone (+3,4% rispetto al 2022), 12.100 enti del terzo settore, di cui 680 cooperative sociali, con oltre seimila dipendenti, che generano un ricavo complessivo pari a 2,8 miliardi di euro.
Questo il quadro del terzo settore emerso dalla relazione dell’assessora al Welfare Isabella Conti avvenuta nel corso della commissione Sanità e welfare. Durante la commissione presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, infatti, Conti ha illustrato il bilancio dell’attività del terzo settore nel corso del 2026.
“Il terzo settore deve diventare un partner strategico delle istituzioni, deve fornire servizi e posti di lavoro di qualità: vogliamo essere alfieri di un nuovo umanesimo”, ha spiegato Conti, che si è detta preoccupata per gli effetti che il “caro energia” può avere per questa parte dell’economia regionale.
“Il terzo settore è una parte strategica della nostra economia regionale e l’obiettivo è quello di sviluppare strategie sui territori per produrre opportunità e crescita”, spiega il presidente Muzzarelli.
Sulla stessa linea anche i consiglieri del Partito democratico Fabrizio Castellari e Maria Costi. Per Castellari “il terzo settore è un’infrastruttura fondamentale dell’Emilia-Romagna, aspetto testimoniato anche dall’approvazione dal nuovo Patto per il lavoro e per il clima, ed è fondamentale investire al meglio le risorse a diposizione attraverso un modello di sussidiarietà circolare. Al centro c’è l’aspetto dello stare insieme: i numeri ci sorprendono, potremmo variare il termine da Terzo settore a Primo settore”. Costi sottolinea come “il tema dell’economia sociale è centrale in Emilia-Romagna. Pertanto, serve proseguire il lavoro sul tema del volontariato, perché aiutando ci si aiuta”.
Ultimo aggiornamento: 16-09-2026, 10:17

