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Introduzione

Diritti umani e pace al centro dell’attività internazionale della Regione Emilia-Romagna. Conferma del sostegno all’internazionalizzazione delle imprese. Con il voto favorevole del centrosinistra e l’astensione del centrodestra, l’Assemblea legislativa ha approvato il “Documento pluriennale di indirizzi in materia di attività internazionali della Regione Emilia-Romagna 2026-2030” proposto dalla Giunta. Si tratta delle “linee guida” per le relazioni internazionali della Regione, fra le quali a un rinnovato impegno per la pace, a partire dalla Palestina e dall’Ucraina, si affianca l’impegno per l’internazionalizzazione e il sostegno alle imprese emiliano-romagnole.  

Nel presentare il documento, il vicepresidente della Giunta Vincenzo Colla ha ringraziato l’Assemblea e le commissioni per la qualità del lavoro svolto e ribadito l’impegno della Regione a sostegno del ruolo internazionalizzazione delle imprese emiliano-romagnole.  

Il centrosinistra ha apprezzato il documento, sottolineando l’importanza del sostegno a pace e diritti umani oltre che all’internazionalizzazione delle imprese, mentre il centrodestra ha chiesto un cambio di passo, sollecitando a impegnarsi, anche a livello internazionale, per contrastare l’inverno demografico e affrontare l’emergenza abitativa. Nel corso della discussione, l’Assemblea ha approvato a maggioranza l’emendamento a prima firma Giovanni Gordini (Civici) sottoscritto anche da Paolo Calvano, Alice Parma e Simona Lembi del Partito democratico, Paolo Trande (Alleanza Verdi Sinistra) e Vincenzo Paldino (Civici) che, nel confermare il sostegno a iniziative umanitarie in Palestina e Libano, ribadisce la sospensione delle relazioni istituzionali con il Governo israeliano e chiede alla Regione di promuove la trasparenza relativa al transito di armi, in particolare per quanto riguarda il Porto di Ravenna, auspicandone tracciabilità e controllo da parte delle autorità competenti. Emendamento criticato dal centrodestra che ritiene che l’interruzione dei rapporti con Israele sia penalizzante per la Regione. 

Approvato anche un emendamento a prima firma Annalisa Arletti (FdI) e sottoscritto da Marta Evangelisti (FdI), Elena Ugolini (Rete civica), Fabrizio Castellari (Pd), Paolo Calvano (Pd) e Valentina Castaldini (FI) che prevede che l’Assemblea legislativa proceda a un monitoraggio annuale delle attività svolte dalla Regione in materia di attività internazionali. Via libera anche a un altro emendamento a prima firma Elena Ugolini (Rete civica) a sostegno delle tematiche della natalità. 

Il dibattito 

Per Alberto Ferrero (FdI) bisogna capire “quali sono i risultati attesi, gli orizzonti e i tempi di ritorno. Questo documento è importante, ma bisogna capire quali sono i reali benefici che i cittadini traggono da queste scelte. Le relazioni internazionali devono produrre ricadute concrete sul territorio”. 

Luca Quintavalla (Pd) sottolinea come “stiamo parlando di un documento che assume un significato particolare nel momento storico che stiamo vivendo, perché incide direttamente sulla sicurezza delle nostre filiere, sull’export e sull’attrazione di nuovi investimenti e talenti. L’Emilia-Romagna considera l’internazionalizzazione un lavoro continuativo e questa capacità di mantenere relazioni è un fattore di competitività”. 

Giancarlo Tagliaferri (FdI) sottolinea che“nel documento leggiamo che la collaborazione con l’Africa sarà basata sul Piano Mattei: se siamo presenti ai tavoli di questo Piano dobbiamo capire quale valore aggiunto mette la Regione, se il richiamo diventerà operativo o resterà una cornice generale. Ci sono imprese che già guardano a quelle zone, ma non possono affrontare da sole l’approccio in aree complesse”.  

“La Regione già nello scorso mandato aveva relazioni internazionali: è arrivato il momento di fare un salto di qualità, di occuparci anche e nuovi specifici temi ricordandoci che non possiamo parlare di internazionalizzazione delle imprese senza parlare di energia”, spiega Valentina Castaldini (FI) per la quale “come Emilia-Romagna dobbiamo presentarci al mondo come un unico grande sistema”. 

“Quello che la Regione fa a livello di relazioni internazionali si trasforma in maggiori opportunità e benefici per i cittadini, le cittadine, i lavoratori e le lavoratrici della nostra Regione: specie in questo mondo alle prese con l’avanzare dei nazionalismi, è importante che la Regione tessa relazioni e rapporti internazionali”, sottolinea Paolo Trande (Avs)  che ricorda come “al centro della nostra attività ci sono anche i nostri valori, a partire dalla difesa del diritto internazionale a tutela dei diritti umani”. 

“La forza di queste Regione sta anche nel mettersi in rete con tutti i territori come modo per scambio di conoscenza e di risorse”, spiega Maria Costi (Pd) che sottolinea come “i dati sull’export confermano la bontà del nostro lavoro”. 

Matteo Daffadà (Pd) sottolinea come “connessione, condivisione, sviluppo e innovazione, sono presenti nel documento e le nostre missioni come Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo sono andate proprio in questa direzione. Quando incontriamo una comunità all’estero ci mettiamo in contatto con l’Università, sta a noi mettere queste relazioni all’interno di una strategia più ampia. Gli emiliano-romagnoli nel mondo sono un patrimonio”.  

Per Alessandro Aragona (FdI) “la domanda centrale è come l’Emilia-Romagna è stata, e oggi sta, nel Mondo e capire se è modo giusto per portare a casa le opportunità per portare davanti un’azienda. La Regione accompagna all’estero le eccellenze, ma come istituzioni abbiamo l’obbligo di accompagnare coloro che non hanno la forza all’interno dell’internazionalizzazione e della globalizzazione”.  

Fabrizio Castellari (Pd) ribadisce che “noi non abbiamo paura dell’Europa siamo costruttivi e vogliamo portare un contributo quando le cose devono essere migliorate. L’Italia è nota per avere grandi capacità di relazione internazionale per la sua capacità diplomatica, mi pare che l’approccio oggi non sia più quello. Il quadro geopolitico è noto, l’Emilia-Romagna ha un ruolo importante, siamo la Regione a cui si guarda sia quando le cose vanno bene che quando vanno male”.  

“La Regione deve inserire la demografia e il contrasto all’emergenza abitativa tra le proprie priorità internazionali. Inoltre, non è sufficiente fare attività di rappresentanza come sta facendo la Regione: la Regione deve essere al fianco concretamente delle nostre aziende per il loro sviluppo all’estero”, spiega Elena Ugolini (Rete civica) che invita a essere più concreti: “Occorre stabilire quali sono le priorità della Regione e avere un rappresentante dei gruppi consigliari di maggioranza e uno di quelli di minoranza nella Cabia di regia con cui la Giunta gestisce le relazioni internazionali”. 

“In Medio Oriente è in corso una brutale violenza contro una popolazione inerme come quella di Gaza: è giusta confermare le scelte già fatte dalla Regione in merito alle relazioni internazionali con Israele”, sottolinea Vincenzo Paldino (Civici) per il quale “siamo a favore di questo documento, condividiamo l’impegno internazionale della Regione e speriamo che ci sia un impegno comune per sostenere le nostre aziende nel contrastare le pratiche commerciali internazionali scorrette”. 

Per Carla Ludovica Ferrari (Pd) “la Regione conferma una valida modalità di relazioni internazionali partendo dall’ancoraggio dall’Unione europea. Non possiamo certo prendere come modello gli Stati Uniti di Trump con tutte le sue guerre. Non c’è un’alternativa all’Unione europea e al nostro ruolo in essa”. 

Annalisa Arletti (FdI) ricorda che “quando la Regione decide di darsi una strategia internazionale per i prossimi anni, non stiamo parlando semplicemente di missioni internazionali, ma di come decide di stare nel mondo. Ha caratteristiche che le consentono già di avere un ruolo internazionale, con un sistema produttivo orientato all’export, ma per essere efficace deve inserirsi in un quadro più ampio e non essere in contrasto, una politica estera regionale non può essere scollegata da quella nazionale.  

Lorenzo Casadei (M5s) sottolinea che “sosteniamo il documento, per noi la scelta del diritto delle persone al di sopra delle dinamiche industriale è importante, per favorire quella pace e giustizia internazionale su cui tutti dovrebbero lavorare. Condivido in questo documento il sostegno all’Ucraina, al fianco di queste azioni meritevoli il Movimento sostiene la svolta negoziale e contesta l’ulteriore invio di armi. Altra scelta importante della Regione è stata fatta su Gaza con la sospensione delle relazioni con Israele, così come bisogna continuare a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni”.  

Priamo Bocchi (FdI): “Mi chiedo quale sia la direzione in questa vaghezza di obiettivi del documento: rischia di essere inconcludente e si riduca tutto ad alcune missioni e sterili partenariati. Bisogna anche interrogarsi sulle ingerenze di certe aziende estere, laddove una multinazionale entra con prepotenza in una filiera. Su Israele, dal momento che rappresenta l’unica democrazia in quell’area mi chiedo se ha senso una presa di posizione di quel tipo”. 

“La politica deve tornare ad avere una voce alta, porre temi che non siano solo quelli legati agli interessi della finanza e delle oligarchie. La Regione non ha grandi competenze in relazioni internazionali, ma con documenti come quello di oggi dimostrata di avere un profilo alto. Ricordo ai colleghi della destra che sulla politica estera la competenza è del Governo, al Governo dovrebbero chiedere conto di certe cadute, economiche e non solo, del nostro Paese”, spiega Giovanni Gordini (Civici). 

“Dobbiamo difendere le nostre aziende, a partire da quelle delle ceramica, ma non capisco quali sono le nostre politiche nei loro confronti: quando sento certi discorsi contro lo sviluppo penso che ci sia chi vorrebbe che si tornasse a fare la ceramica con le mani”, sostiene Fausto Gianella (FdI). 

“Il principale problema dei cittadini è il carovita, troppe persone non arrivano più alla fine del mese: il carovita è frutto della ripresa dei nazionalismi perché più nazionalismo vuol dire più guerre e meno crescita. La strada giusta, invece, è quella della cooperazione internazionale”, spiega Paolo Calvano (Pd) che sottolinea come “la situazione internazionale è molto complessa per le imprese emiliano-romagnole da sempre votate all’export. Il primo rivale del nostro mondo economico sono quegli Stati Uniti di Trump che ha messo dazi sulle importazioni. Peccato che la presidente del Consiglio Meloni e il vicepremier Salvini hanno applaudito a Trump e alle sue politiche nazionaliste che ci danneggiano che, invece che prendere le distanze da queste politiche, hanno apprezzato Trump. La Regione, invece, mette al campo politiche e risorse per essere al fianco delle nostre aziende e delle nostre imprese: da più parti ci dicono, infatti, che siamo un modello per il sostegno alle imprese”. Calvano è chiaro anche sul tema Palestina: “Siamo – dice – al fianco del popolo palestinese, a Gaza è in corso lo sterminio del popolo palestinese”. 

“La Regione dovrebbe ricordarsi quali sono i limiti che la Costituzione prevede per le Regioni in materia di politica estera”, sottolinea Marta Evangelisti (FdI) che si dice contraria all’emendamento Gordini e alle posizioni assunte dalla Regione relativamente alla sospensione dei rapporti con Israele. “L’emendamento Gordini è sbagliato e ideologico perché rappresentano solo l’opinione di una parte delle forze politiche dell’Assemblea legislativa. La Regione deve occuparsi di cooperazione e aspetti umanitari e non emettere sentenze preventive sugli Stati”.  

Alle osservazioni dei consiglieri, a nome della Giunta replica la sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini che ribadisce la correttezza e la bontà dell’azione dell’esecutivo regionale che agisce sempre nel rispetto della Costituzione. 

Ultimo aggiornamento: 24-09-2026, 09:43