Introduzione

Un progetto di legge che previene le condizioni di disagio economico e dà così risposta ai bisogni della parte più fragile della popolazione. Le associazioni dei consumatori commentano la proposta di legge della Giunta a sostegno del microcredito che prevede interventi pari a un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028 per sostenere le famiglie in temporanea difficoltà economica ed escluse dai tradizionali canali bancari.
È quanto è emerso dall’audizione avvenuta nel corso della commissione Politiche economiche, presieduta da Luca Quintavalla durante la quale i rappresentanti di associazioni del territorio hanno anche sottolineato l'importanza del "fattore tempo", ovvero di approvare a rendere operativa in fretta la nuova legge.
Il progetto di legge in sintesi
La proposta di legge nasce dall’analisi del contesto socioeconomico dell’Emilia-Romagna, dalla quale emerge come il rischio di povertà o esclusione sociale si attesti all’8,2%, coinvolgendo 366mila residenti. La percentuale di chi vive in condizioni di grave indigenza è salita dall’1,3% all’1,7%, mentre le disuguaglianze nei redditi restano stabili: la povertà relativa colpisce il 6,7% della popolazione, pari a 299mila persone.Una volta approvata legge stanzierà un totale di tre milioni per i primi tre anni per alimentare un apposito Fondo regionale di garanzia e azzerare o abbattere i tassi di interesse.

I beneficiari residenti in Emilia-Romagna potranno accedere a finanziamenti fino a un massimo di 10mila euro per nucleo familiare, senza dover presentare garanzie reali (come l’ipoteca sulla casa) e da restituire entro cinque anni.
Il microcredito si rivolge a chi vive una temporanea vulnerabilità dovuta a disoccupazione, cassa integrazione, per il sopraggiungere di una non autosufficienza o spese impreviste non derogabili. Il prestito non è a fondo perduto e serve a coprire esclusivamente i bisogni primari quali spese mediche urgenti, canoni di affitto e bollette di luce e gas, tasse scolastiche e materiale per l’istruzione dei figli, interventi urgenti per la messa a norma o l’efficienza energetica della casa. In collaborazione con l’Ente nazionale per il microcredito (Enm), ogni beneficiario sarà seguito gratuitamente da tutor specializzati in educazione finanziaria con l’obiettivo di supportare le famiglie a gestire correttamente il proprio bilancio mensile, accompagnandole verso una reale autonomia economica.
Il progetto in commissione
A presentare il progetto di legge sono stati il relatore di maggioranza Lorenzo Casadei (M5 Stelle) e quello di minoranza Alessandro Aragona (FdI).


Per Casadei quella in discussione è “una proposta fondamentale per non lasciare sole le famiglie, soprattutto in questa fase storica segnata da profonde instabilità economiche, che rafforza la capacità della Regione di sostenere i cittadini nei momenti di maggiore vulnerabilità attraverso uno strumento di prevenzione e accompagnamento pensato per intervenire prima che una difficoltà temporanea si trasformi in una condizione permanente di fragilità”, mentre Aragona ha chiesto “se la decisione di rimandare le modalità di applicazione della legge, per quanto riguarda i beneficiari e le modalità di accesso ai fondi, ad atti di Giunta sia una scelta dell’amministrazione regionale oppure se sia il frutto di norme già esistenti”.
Lo scorso luglio il progetto di legge ha già avuto il parere favorevole della commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli e, nel presentarlo, l’assessora Elena Mazzoni ha ricordato che “attraverso questa proposta di legge vogliamo creare le condizioni per intervenire a sostegno delle persone in situazione di fragilità prima che sia troppo tardi, ovvero prima che si sentano costretta a ricorrere a forme di credito improprio: vogliamo dare loro autonomia e aiutarle a ripartire”.
Le dichiarazioni dei rappresentanti delle associazioni
“Bisogna convincere le banche sull’adeguatezza delle garanzie rispetto a questo tipo di crediti: diamo la disponibilità per monitorare questo tipo di attività, ribadendo che per operazioni come queste il tempo è determinante”, rimarca Monica d’Imperio, presidente dell’associazione di promozione sociale Ricrediti di Parma.
Sulla stessa linea Bruno Barbieri del Codacons: “Con questa norma sul microcredito è, però, mancato il confronto con tutti i soggetti che sul territorio dispongono del credito, il problema - spiega - riguarda i tempi di accesso a questo tipo di strumenti. È, poi, fondamentale garantire il rientro di queste somme”.
Francesco Colaiacovo, dell’emporio solidale Il Martello di Ferrara, entra nello specifico: “Il microcredito deve - sottolinea - intervenire anche per aiutare le persone a rendersi autonome, non solo sulle situazioni debitorie. Questa legge è uno strumento che riguarda le famiglie, in questo contesto gli empori possono individuare i soggetti bisognosi di accedere a questi crediti”.
Ultimo aggiornamento: 09-09-2026, 17:15
