Introduzione
"Quando è freddo metti la coperta ai buoi”, diceva Tonino Guerra. Le coperte tipiche della cultura romagnola avevano impressa l’immagine di Sant’Antonio Abate, accompagnata da foglie e tralci di viti e fregi cardinalizi.
Sant'Antonio Abate, raffigurato con il frugale saio da frate, con mitria e pastorale da vescovo, era sempre accompagnato dall’immancabile maiale, a conferma del legame tra il santo, nato in Egitto nel 251 d.C., e il mondo animale di cui è patrono.

Proprio queste antiche stampe sono protagoniste de “Le coperte da buoi. Una tradizione romagnola”, mostra oggi nei locali dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per celebrare i primi 200 anni di vita della Stamperia Pascucci, storica azienda di Gambettola, in provincia di Forlì-Cesena. Al taglio del nastro hanno presenziato la consigliere Francesca Lucchi, Riccardo Pascucci, l’assessora alla Cultura Gessica Allegni e il sindaco di Gambettola Eugenio Battistini.
Molte di queste “coperte da buoi” sono uscite dalla Stamperia Pascucci, antica azienda romagnola di Gambettola, provincia di Ravenna, in cui hanno lavorato e lavorano sette generazioni di persone della stessa famiglia e sui cui scaffali, nel corso di due secoli di vita, si sono accumulati oltre seimila stampi in legno di pero intagliato a mano che riproducono i motivi tradizionali delle stampe romagnole.
La mostra è un tributo a un pezzo di Romagna che non è solo storia, ma anche attualità visto che negli ultimi decenni sono tanti i personaggi, del calibro di Lucio Dalla, Dario Fo, Luca Goldoni, che hanno arredato le proprie cucine o sale da pranzo con le tele Pascucci, o, come nel caso di Tonino Guerra e dell’autore di tante trasmissioni Rai per i ragazzi Tinin Mantegazza, che hanno collaborato con la Stamperia ideando nuovi disegni.
La mostra sarà visitabile fino al 1° ottobre dalle ore 9 alle ore 18, dal lunedì al venerdì.
Le dichiarazioni

“L’azienda Pascucci sta celebrando 200 anni di attività con una ricca serie di iniziative di cui questa, ospitata in Assemblea legislativa, è una delle tappe importanti: da due secoli anni la famiglia Pascucci, la loro azienda e tutti gli artigiani che ci lavorano rappresentano una parte della nostra civiltà contadina e della nostra storia in generale”, spiega la consigliera Francesca Lucchi, che ricorda come “alcuni dei più grandi artisti del ‘900 si sono alternati a collaborare con i Pascucci: si tratta di 200 anni di passione e di impegno che rendono ognuno di noi più ricco e di cui siamo fieri”.
“Celebrare il bicentenario della Stamperia Pascucci significa rendere omaggio a un presidio straordinario di cultura e identità, capace di attraversare due secoli mantenendo intatta la propria forza espressiva”, sottolinea l’assessora alla Cultura Gessica Allegni per la quale “la ricchezza di questa bottega risiede non solo nella custodia rigorosa di un’arte antica, ma nella generosità con cui ha saputo dialogare nel tempo con artisti, istituzioni e molteplici realtà del nostro territorio, dimostrando come le radici popolari possano farsi linguaggio culturale universale e contemporaneo. Salvaguardare simili tradizioni è investimento vivo sulla creatività, sulle comunità e sulle future generazioni dell'Emilia-Romagna”.
La storia dei drappi, una tradizione romagnola

“Dai primi dell’Ottocento fino alla metà del Novecento questi drappi eseguiti a mano erano diffusissimi nelle tante botteghe artigiane del territorio: in questa mostra vogliamo illustrare le tante effigi di Sant’Antonio Abate appartenute a varie botteghe storiche, inoltre si aggiungono quelle di artisti contemporanei donati alla Stamperia Pascucci”, racconta Riccardo Pascucci che ricorda come “questi drappi di canapone, stampati a mano, nelle tante botteghe romagnole venivano decorati con svariate immagini di frutti, di fiori e di animali da cortile.
Sulle coperte, oltre ai bordi ornamentali e alle “frange cardinalizie”, non mancava mai l’immagine di Sant’Antonio Abate che secondo la tradizione popolare, proteggeva i buoi da sventure e malattie. Questa mostra ha proprio lo scopo di evidenziare l’importanza dei disegni e dei motivi romagnoli - spiega Pascucci
Ultimo aggiornamento: 23-09-2026, 11:14

