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Introduzione

Un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028 per sostenere le famiglie in temporanea difficoltà economica ed escluse dai tradizionali canali bancari. Parere favorevole dalla commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli al progetto di legge della Giunta sul microcredito. Si tratta di una misura che offre piccoli prestiti a condizioni agevolate per evitare il rischio di usura e sovraindebitamento.  

“Quella che stiamo discutendo è una proposta fondamentale per non lasciare sole le famiglie, soprattutto in questa fase storica segnata da profonde instabilità economiche, che rafforza la capacità della Regione di sostenere i cittadini nei momenti di maggiore vulnerabilità attraverso uno strumento di prevenzione e accompagnamento pensato per intervenire prima che una difficoltà temporanea si trasformi in una condizione permanente di fragilità”, spiega il relatore di maggioranza Lorenzo Casadei (Movimento 5 Stelle)

“Con questa proposta di legge vogliamo creare le condizioni per intervenire a sostegno delle persone in situazione di fragilità prima che sia troppo tardi, ovvero prima che si sentano costretta a ricorrere a forme di credito improprio: vogliamo dare loro autonomia e aiutarle a ripartire”, spiega l'assessora ElenaMazzoni

La proposta di legge 

La proposta di legge nasce dall’analisi del contesto socioeconomico dell’Emilia-Romagna, dalla quale emerge come il rischio di povertà o esclusione sociale si attesti all’8,2%, coinvolgendo 366mila residenti. La percentuale di chi vive in condizioni di grave indigenza è salita dall’1,3% all’1,7%, mentre le disuguaglianze nei redditi restano stabili: la povertà relativa colpisce il 6,7% della popolazione, pari a 299mila persone. 

Il progetto di legge stanzia un totale di 3 milioni per i primi tre anni per alimentare un apposito Fondo regionale di garanzia e azzerare o abbattere i tassi di interesse. I beneficiari residenti in Emilia-Romagna potranno accedere a finanziamenti fino a un massimo di 10mila euro per nucleo familiare, senza dover presentare garanzie reali (come l’ipoteca sulla casa) e da restituire entro cinque anni. Il microcredito si rivolge a chi vive una temporanea vulnerabilità dovuta a disoccupazione, cassa integrazione, sopraggiungere di una non autosufficienza o spese impreviste non derogabili.  

Il prestito non è a fondo perduto e serve a coprire esclusivamente i bisogni primari quali spese mediche urgenti, canoni di affitto e bollette di luce e gas, tasse scolastiche e materiale per l’istruzione dei figli, interventi urgenti per la messa a norma o l’efficienza energetica della casa. In collaborazione con l’Ente nazionale per il microcredito (Enm), ogni beneficiario sarà seguito gratuitamente da tutor specializzati in educazione finanziaria con l’obiettivo di supportare le famiglie a gestire correttamente il proprio bilancio mensile, accompagnandole verso una reale autonomia economica. 

 

Ultimo aggiornamento: 27-07-2026, 15:57