Introduzione
Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo protagonista delle feste dell'emigrazione che, da tradizione, animano l’agosto nelle province di Piacenza e Parma, ovvero i territori emiliano-romagnoli che più conobbero il fenomeno dell’emigrazione all’estero e che hanno saldi rapporti con le comunità emiliano-romagnole nel mondo.
Il calendario prevede domenica 9 agosto l’incontro provinciale delle Comunità piacentine nel mondo che si tiene a Veleia Romana, in provincia di Piacenza, mentre giovedì 13 agosto sarà la volta della Festa dell'emigrante a Bardi, in provincia di Parma. A entrambi gli eventi parteciperà il presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Matteo Daffadà.
La festa a Veleia Romana
L’appuntamento è domenica 9 agosto, a partire dalle ore 10.45, quando ci sarà la premiazione delle Benemerite Piacentine, le associazioni che si sono distinte per attività culturali e sociali. A seguire, alle ore 11.30, sarà celebrata una funzione religiosa. La giornata sarà allietata dalle musiche del Gruppo Appenninus.
La festa a Bardi
Giovedì 13 agosto a Bardi, in provincia di Parma, si terrà la Festa dell'Emigrante e delle Genti della Val Ceno. Si tratta di una giornata entrata a far parte della tradizione, un’occasione di ritrovo fra i bardigiani sparsi nel mondo, soprattutto in Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti, Canada, Argentina e Venezuela. Un momento che valorizza la cultura enogastronomica, ma anche uno spazio per la socialità fatto di chiacchiere e divertimento. Il programma, inoltre, prevede, alle ore 17, la presentazione del libro “L'ultimo crociera” di Chiara Clini e una cena in piazza, alle ore 19. A seguire ballo liscio e la tradizionale sfida dell’albero della cuccagna.
La dichiarazione del presidente Matteo Daffadà

“Sono appuntamenti che raccontano la storia delle nostre comunità e il ritorno di tante famiglie provenienti dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Svizzera, dalle Americhe e dall'Asia. Ma, soprattutto, ricordano che quei legami sono ancora vivi e continuano a rappresentare una straordinaria risorsa per tutta l'Emilia-Romagna. La nostra emigrazione non appartiene soltanto al passato. È una parte dell'identità regionale, una rete costruita dalle persone e dalle loro storie che oggi può diventare una leva strategica per il futuro dell'Emilia-Romagna. Ed è da questa rete che la Consulta vuole continuare a costruire nuove opportunità, nuove relazioni e una regione sempre più aperta al mondo”, spiega Daffadà, per il quale questo è anche il momento di fare un bilancio dell’attività del primo anno di attività della Consulta sotto la sua presidenza.
«Ho scoperto un'Emilia-Romagna diversa da quella che spesso immaginiamo: una regione che non è soltanto terra di accoglienza, ma è anche, profondamente, terra di emigrazione. Una regione che conserva ovunque una parte della propria comunità, qui e nel mondo”
Il primo anno di bilancio dell’attività svolta dalla Consulta
Daffadà spiega che all'inizio del mandato si poteva pensare che il tema dell'emigrazione riguardasse soltanto alcune aree storicamente organizzate. In realtà l’intera regione si dimostra sensibile nel conservare e sviluppare questo patrimonio. Visitando territori, infatti, incontrando amministrazioni, associazioni e cittadini, il presidente chiarisce di aver scoperto storie straordinarie che raccontano come quasi ogni provincia abbia costruito nel tempo relazioni profonde con il resto del mondo.
“Anche grazie all'impegno dei colleghi consiglieri regionali sono nate nuove iniziative e nuove occasioni di incontro da Rimini a Piacenza, da Santarcangelo di Romagna a Boretto, da Pavullo a Travo. È il segno che gli emiliano-romagnoli nel mondo non rappresentano il patrimonio di pochi territori, ma una ricchezza condivisa dall’intera Emilia-Romagna e una crescente consapevolezza che le comunità emiliano-romagnole nel mondo costituiscono una risorsa strategica per tutta la regione”.
Il presidente della Consulta conclude mettendo in evidenza come oggi custodire la memoria dell'emigrazione storica rimanga fondamentale, ma non basti più. Accanto a quella storia c'è una nuova mobilità fatta di giovani, studenti, ricercatori, professionisti e imprenditori. Le due dimensioni si completano e rafforzano reciprocamente. Su questa visione si fonda allora il mandato della Consulta, che ha l’obiettivo di consolidare una rete in grado, anche grazie al lavoro delle associazioni, di creare opportunità concrete per le imprese, le università, le scuole, il mondo della ricerca e tutte le eccellenze del territorio.
I bandi
La vitalità di questa rete emerge anche dai risultati dei bandi promossi dalla Consulta. Sono 18 i progetti finanziati per enti locali, associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato e 25 quelli presentati dalle associazioni degli emiliano-romagnoli nel mondo, per un investimento complessivo di circa 475mila euro.
Iniziative dedicate alla cultura, all'enogastronomia, alla memoria, alla promozione delle radici, ma anche laboratori, libri, cinema, produzioni audiovisive e attività che mettono in relazione le comunità all'estero con i territori di origine.
(Luca Molinari)
Ultimo aggiornamento: 05-08-2026, 16:40
